Le ragazze del Bauhaus
Il giocattolo "Costruzione di una barca" di Alma Siedhoff-Buscher
La presenza femminile alla scuola di Walter Gropius
Quando Walter Gropius, intelligente, squattrinato ed elegante architetto tedesco, il 1 aprile 1919 fonda lo Staatliche Bauhaus, poi semplicemente Bauhaus, certo non pensava che sarebbe diventato la più influente e rivoluzionaria istituzione culturale del Novecento.

L'edificio del Bauhaus a Dessau (Wikimedia commons)
Le idee di partenza erano però chiare: la scuola doveva rispondere attraverso le arti ai bisogni di una società di massa e per realizzare questo disegno democratico occorreva creare uno strumento di formazione capace di produrre tecnici e professionisti in grado di attuare questo programma, basandosi su due assunti basilari: alternanza dello studio pratico con lo studio teorico e unità delle arti dall’architettura alla tessitura, dal teatro alla fotografia. “Non c’è nessuna differenza sostanziale tra artista e l’artigiano. Creiamo una nuova corporazione di artigiani”.
La forza, l’impatto culturale, sociale e tecnico, le visioni del Bauhaus si formano e si sviluppano in modo intensissimo in meno di 15 anni dal 1919 fino alla sua chiusura nel 1933, ad opera del Terzo Reich al grido di mandiamo a casa quella banda di bolscevichi. Si conclude così una splendida utopia con un’etica orgogliosa e una tecnica infinita.

Hitler a una manifestazione nazista (Narodowe archiwum Wikimesia commons)
Il Bauhaus nasce a Weimar, poi inseguita e tormentata dagli emergenti partiti nazisti si trasferisce nel 1925 a Dessau, nel 1932 a Berlino prima della sua definitiva chiusura l’anno successivo. La storia della scuola incrocia e affianca esattamente l’esperienza della Repubblica di Weimar (entrambe nascono nel 1919 e terminano nel 1933) condividendone lo spirito politico e culturale e partecipando attivamente al progetto per una nuova società.
La scuola vive come una comunità vivace e coinvolgente e i cittadini di Weimar fanno sapere che: “Non possiamo perdere per nessun motivo questa folle banda del Bauhaus”.

Kandinskij, secondo da sinistra, con la signora Guggenheim, Hilia von Rebai e Solomon Guggenheim (Wikimedia commons)
Il Bauhaus è ricordato soprattutto per le figure maschili che Gropius ha coinvolto nel suo progetto: tra gli altri Vasilij Kandinskij, Paul Klee, Marcel Breuer, Oskar Schlemmer, Theo van Doesburg, Laslo Moholy-Nagy, Josef Albers, Ludwig Mies van der Rohe, un elenco straordinario che però omette un aspetto fondamentale: il ruolo delle donne nell’esperienza della scuola.

Paul Klee "Paesaggio con uccelli blu", 1927 (Wikimedia commons)
Fin dall’inizio, rispettando le caratteristiche innovative e democratiche della scuola, Gropius aveva proclamato nel suo primo discorso pubblico agli studenti che ci sarebbe stata una assoluta uguaglianza di stato e responsabilità tra uomo e donna.
Il 50 per cento
Dei primi duecento iscritti al Bauhaus oltre la metà erano donne, nate a cavallo tra Ottocento e Novecento, con la voglia di emanciparsi e di affrontare un percorso legato all’arte e alla creatività, affascinate dal pensiero di Gropius e dal poter contribuire a costruire una nuova idea di società.
Nonostante le dichiarazioni di Gropius nella pratica questo principio non si realizzò del tutto e venne “caldamente” consigliato alle donne di indirizzarsi verso attività più tipicamente femminili quali la tessitura, la legatoria, la ceramica, escludendole dai più ambiti corsi di architettura e design, dove comunque mostrarono talento e capacità creativa e produttiva, anche se non mancarono le proteste e le contestazioni.

Foto di gruppo per le iscritte alla classe di tessitura (Wikimedia commons)
“Siamo più brave di molti colleghi per accedere ai corsi Bauhaus. Lo dicono i professori. Ma non abbastanza da entrare in quello di architettura. Eppure nel manifesto c’è scritto nero su bianco che non ci deve essere nessuna differenza tra il sesso più bello e quello più forte. L’architettura è tabù se non hai il pisello?”. Poche riuscirono a dedicarsi all’insegnamento, ma anche in questi settori furono protagoniste di importanti realizzazioni e iniziative.

Ise Frank con il marito Walter Gropius (dalla pagina Fb Celebrating 100 years bauhaus in Germany)
Tra le donne protagoniste dell’esperienza Bauhaus ricordiamo Ise Frank, figlia dell’alta borghesia ebraica, che dopo aver ascoltato un discorso di Gropius, colpita dalla audacia delle sue idee si iscrive alla scuola e diverrà poi sua moglie, oltre che instancabile sostenitrice del progetto, collaborando all’organizzazione e alla promozione della scuola e delle sue produzioni, partecipando in prima persona ad alcuni progetti al punto da essere chiamata “Signora Bauhaus”.
E’ tra gli ideatori di quella che diventerà uno dei simboli della scuola, la Haus am Horn, la casa-modello del movimento, costruita nel 1923 tra l’incomprensione generale e oggi diventata patrimonio dell’umanità dell’Unesco.
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La Haus am Horn (cr. 1971 Markus Wikimedia commons)
Le nozze in stile Bauhaus tra Ise Frank e Gropius, organizzate da Irene Hecht, si trasformarono in un grande party, con gli studenti che indossano le teste di Schlemmer e la banda della scuola che suona Cole Porter.
Molte altre figure femminili riuscirono ad affermarsi nei loro corsi di studio e particolarmente importante fu il laboratorio di tessitura che economicamente era quello che rendeva di più, collaborando in modo decisivo anche con gli architetti maschi.

Particolare della sedia con il tessuto di Gunta Stolz (Wikimedia commons)
Gunta Stolz, che veste come un uomo con tanto di cravatta, riesce a ideare un filato particolare che risolse l’instabilità delle sedie Wassily di Marcel Breuer, Lilly Reich realizza i cuscini di cuoio della sedia MR di Mies van der Rohe e diviene la prima insegnante del reparto tessitura, ma ritenendo non adeguatamente considerato il suo lavoro lascia il Bauhaus e apre in Svizzera un laboratorio di tessitura a mano di grande successo,
I talenti
Marianne Brandt, che si presenta alla scuola in modo così trasandato da essere scambiata per un vagabondo, riuscì a rompere la tradizione frequentando il laboratorio di lavorazione dei metalli, frequentato esclusivamente da uomini diretto da Moholy-Nagy di cui prese il posto nel 1928, realizzando oggetti di design quali la famosa Teiera e la lampada Kandem tuttora in produzione, E pure questo modo di vestire e presentarsi per chi vuole leggere e comprendere ha il suo significato.

Ritratto di Marianne Brandt e il suo servizio da the (cr. B. Martin e sailko Wikimedia commons)
Anche Gropius intuisce il talento di Marianne. “Questa primavera ho scoperto due nuovi talenti tra gli studenti di metallurgia, uno dei quali è addirittura una donna. Lavorano a servizi di tè in argento leggero e a lampade di vetro. La teiera di Marianne Brandt, la lampada di vetro di Wagenfeld potrebbero diventare i prodotti che definiscono quello che io reputo il design industriale di qualità del nostro nuovo secolo”.
Anni Albers, moglie di Josef Albers, diventa una studentessa di Gunta Solzl e sviluppa nuove tecniche di tessitura con forte carattere artistico, al punto tale da essere la prima artista tessile donna ad avere una mostra personale al Museum of Modern Art di New York.

Tessuti realizzati da Anni Albers (cr. Steve Bowbrick Wikimedia commons)
Alma Siedhoff-Buscher passa dal laboratorio di tessitura a quello di lavorazione del legno, dove in particolare ideò giochi per bambini. Il più famoso, “Costruzione di una barca”, è ancora in produzione.
Irene Hecht, fotografa americana, dopo una prima esclusione si iscrive al Bauhaus nel 1925 dove incontra il suo futuro marito, l’artista Herbert Bayer. Con uno stile sperimentale e visionario documenta la vita della scuola che presenta nella mostra Film und Foto del 1929. Le sue opere fanno parte delle collezioni del Museum of Modern Art of New York e del Getty Museum.

Marguerite Friedlaender modella le sue ceramiche (dalla pagina Fb Sfo museum)
Le ceramiste Marguerite Friedlaender e Margarete Heymann, le maggiori oppositrici alla conduzione maschilista della scuola, abbandonano il Bauhaus per iniziare una brillante carriera artistica privata in Germania e negli Stati Uniti. Si evince come, nonostante la maggiore popolarità delle figure maschili, le donne del Bauhaus abbiano rappresentato un punto di svolta fondamentale per l’arte e il design del XX secolo.

Ritratto di Moholy-Nagy sullo Schatz Building di Chicago (cr. Kovacs Daniel Wikimedia commons)
Alla chiusura nel 1933 molti protagonisti della scuola emigrarono all’estero, una vera e propria diaspora, in particolare negli Stati Uniti: Gropius insegnò ad Harvard e Moholy-Nagy fondò il New Bauhaus che sarebbe poi diventato l’Istituto del Design di Chicago, Mies van der Rohe fu nominato direttore della Scuola di Architettura di Chicago. Altri come Hannes Meyer fu attratto dalla Russia sovietica, altri ancora approdarono a Tel Aviv, che sarà poi conosciuta come la città bianca proprio per gli edifici costruiti in stile bauhaus negli anni ’30 e ’40.

Bauhaus building a Tel Aviv (cr. Artem G. Wikimedia commons)
La fortuna e la conoscenza dell’esperienza Bauhaus negli Stati Uniti ebbe un suo momento cruciale con la realizzazione della mostra Bauhaus: 1919-1928 al Museum of Modern Art di New York nel 1938, curata proprio da Ise Frank insieme a Gropius e Herbert Bayer.
Una piccola rivincita delle ragazze Bauhaus è il nuovo Bauhaus Museum, inaugurato a Weimar nel 2019 in occasione del centenario della fondazione della scuola, firmato da una donna, l’architetta tedesca Heike Hanada.
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