Fantozzi, specchio dell'Italia omologata

Fantozzi, specchio dell'Italia omologata

Il basco blu nell'armadietto del ragionier Fantozzi, dai titoli di testa del film (cr. Salce-Menczer Wikimedia commons)

I film visti con gli occhi di un trentenne di oggi  

Esattamente 50 anni fa, il 27 marzo 1975, usciva nelle sale italiane "Fantozzi" con la regia di Luciano Salce, film che ha segnato un'epoca. Con l'intervento di Francesco Savelli si conclude oggi la celebrazione di iosonospartaco per questo capolavoro. Riteniamo giusto che la sintesi di tutti gli interventi su un film ancora attuale dopo mezzo secolo sia affidata a un giovane che nel 1975 non era ancora nato.

Cosa può rappresentare Fantozzi per un ragazzo non ancora trentenne?

Sinceramente prima che mi venisse chiesto non mi ero mai posto la domanda, anzi neppure mi aveva mai sfiorato l'idea di pensare a cosa avrei potuto rispondere a tale quesito. 

Sicuramente i più penseranno ad un film, comico, del filone della commedia all’italiana che in quegli anni andava per la maggiore. 

Ecco, Fantozzi per me è molto di più. È uno spaccato di vita e situazioni quotidiane che noi tutti siamo abituati a vivere. 

Fantozzi per me è soprattutto la critica verso una società omologata sugli stereotipi di quel periodo, la macchina utilitaria, la gita al mare o al campeggio, la sudditanza nei confronti di chi comandava in "ditta", la propensione al consumismo, allo zapping della Tv moderna senza poi mai guardare niente in realtà. Il pensare di avere molto, quando in verità si ha poco, perché ce l'avevano tutti. 


Fantozzi nei panni dell'agitatore politico (cr. Salce-Menczer Wikimedia commons)

Un'omologazione quasi totale, nel modo di vivere e di pensare.

Fantozzi è la Passione di un Paese, verso la propria nazionale, verso uno sport popolare com'era il calcio.

Fantozzi è anche uno specchio della politica di quegli anni, l'incertezza degli elettori perché tanto alla fine, chi voto voto, sono sempre tutti uguali. 


Fantozzi congelato all'arrivo a Courmayeur con Calboni e la Silvani (cr. Salce-Menczer Wikimedia commons)

Fantozzi è uno specchio ironico ma sempre critico e pungente di un Paese nel pieno sviluppo economico e consumista, com'era l'italia in quegli anni lì. 

Fantozzi quindi è per me molto più che una semplice serie di film, magistralmente interpretati. Per citare "Piotta" (quello di Supercafone) il ragionier Ugo Fantozzi è letteralmente "un caposaldo" della cultura italiana.  

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