La nostra storia in una saga familiare
La fonte d'acqua realizzata vicino alla casa dov'è ambientato il romanzo (cr. Pina Tromellini iosonospartaco)
La povertà di fine 800, le guerre, il boom, i giorni nostri
La pedagogista Pina Tromellini, fra le autrici di iosonospartaco, ha recentemente pubblicato un nuovo libro, il romanzo "La casa dalle persiane azzurre". Lo presentiamo in questo articolo.
C’è un concetto che dovrebbe sempre essere tenuto presente nell’acquistare un libro o nel prenderlo a prestito in biblioteca: il suo valore non si misura a peso o in numero di pagine. Questa premessa è indispensabile perché il romanzo scritto dalla pedagogista Pina Tromellini (fra gli autori di iosonospartaco.it) non è infinito, è composto da alcune decine di pagine nelle quali è però racchiuso un mondo.

La casa dalle persiane azzurre come figura in copertina
“La casa dalle persiane azzurre” rientra a pieno titolo in un genere letterario impegnativo quanto pochi altri che va sotto il nome di saga familiare e che fra 800 e 900 ha dato alla luce pietre miliari della letteratura. Pina Tromellini ha scelto la parabola di una famiglia dell’Appennino tosco-emiliano, in particolare della montagna sopra Reggio Emilia, ma in questa vicenda potrebbero riconoscersi infinite altre famiglie italiane di umili origini.

Pecore al pascolo nelle vicinanze della casa (cr. Pina Tromellini iosonospartaco)
Giovani contadini che si guadagnano la vita nel lavoro dei campi, matrimoni combinati e celebrati dall’unica autorità riconosciuta nei borghi dove nessuno ha studiato, cioè il parroco, figli nati a ripetizione con sogni e ambizioni sempre diverse ma nel comune attaccamento alla casa di origine che da nido di sassi e legno si trasforma in edificio capace di ospitare famiglie non più legate alla vicinanza con gli animali fonti di reddito.

La chiesa di Cortogno nelle vicinanze della casa dalle persiane azzurre (cr. Chettefregate Wikimedia commons)
Sono tre le generazioni che si susseguono nel romanzo, tre generazioni che attraversano i momenti cruciali della storia d’Italia: la grande guerra, la transizione al fascismo, la seconda guerra mondiale, la pace ritrovata e il benessere del boom economico. Cambiamenti che fino ad un certo punto sono stati visti da lontano, sull’onda delle chiacchiere arrivate dalla città e mediate dal parroco, poi arrivati a strappare le persone dalle case, con la chiamata alle armi per una guerra non compresa e voluta per gli interessi economici di sconosciuti.

Grande guerra, truppe italiane in partenza per il fronte (cr. Gb observer Wikimedia commons)
In mezzo all’evolversi degli eventi dei protagonisti, l’autrice ha inserito brevi ed efficaci note storiche per inquadrare quanto accadeva in Italia e nel mondo, fatti che si riverberavano anche nell’esistenza della gente semplice di un borgo di montagna. Fra le pagine più efficaci, quelle dedicate al periodo fascista che descrivono lo spaesamento di gente chiamata a guardarsi anche da chi fino al giorno prima era chiamato amico.

Mussolini alla marcia su Roma (dalla pagina Fb Museo della Shoah)
Il boom economico e la partenza di una giovane donna (e siamo alla seconda generazione) per Milano dove lavorerà al servizio di una famiglia borghese, non può che rimandare alle profezie di Pasolini circa la perdita dell’innocenza degli italiani, sradicati dalle proprie radici in nome dell’arricchimento e dell’omologazione. Ma “La casa dalle persiane azzurre” è un romanzo in divenire che non racconta solo di amori, nascite e morti; inizia con i protagonisti che si spostano su un carro trainato da buoi e termina con uomini di successo che si muovono in auto da una regione all’altra, sempre però con una bussola a guidarli: l’attrazione verso una casa che ha vissuto la storia dei loro padri, delle madri, dei nonni, dei fratelli, le loro stesse vite.

Sciopero negli anni 60 (cr. Archivio De Bellis Wikimedia commons)
Nel finale, in cui Pina Tromellini diventa io narrante del romanzo, i veri protagonisti non sono più i personaggi in carne e ossa ma la casa stessa, testimone silenziosa che si incarica di garantire quell’immortalità che il tempo e i corpi non sono stati capaci di assicurare.
Senza volersi lanciare in paragoni troppo ambiziosi, “La casa dalle persiane azzurre” rimanda a un’altra grande saga familiare, scritta dalla francese Elisabeth Barbier, “Les gens de Mogador”, ambientata in Provenza dove tre generazioni di donne governano una grande tenuta dai difficili giorni fra il re e Napoleone fino agli anni ancora più difficili che preludono all’occupazione nazista. In mezzo ci stanno la guerra franco-prussiana, la prima guerra mondiale, la rivoluzione industriale, il cambiamento dei costumi. Un romanzo inspiegabilmente tradotto in italiano solo per una piccola parte.

Arrivo di migranti alla stazione di Torino (dalla pagina Fb Lotta continua sezione di Torino)
La narrazione di Pina Tromellini non riguarda solo una famiglia dall’esistenza tribolata e appassionante ma parla agli italiani, a quelli che sono emigrati per dare un futuro ai figli e a quelli rimasti nelle città e che hanno conosciuto il mondo attraverso la televisione mentre attorno a loro la società cambiava. E’ una saga familiare, ma di una famiglia tanto larga che potrebbe contenere un bel pezzo d’Italia.
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