Tre libri che una donna dovrebbe leggere

"Clelia del Grillo Borromeo" di Otto Scholderer (cr. Wikimedia commons)
L'Otto Marzo della letteratura
Nella repubblica anarchica delle mie letture si festeggiano talora alcuni giorni, mentre altri vengono messi da parte: per esempio, Natale è tempo di libri, da regalare e da ricevere, per il mio compleanno impetro che mi regalino libri, a Giugno è di nuovo tempo di libri, affinché l’estate sia veramente tale, cioè bella e distesa: insomma, per me è sempre Jólabókaflóð, la festa islandese nota anche come inondazione di libri.
E l’Otto Marzo?
In questa data la celebrazione della donna passa per auguri automatici, fiori gialli ad ogni incrocio e negli anni novanta uscite massive al ristorante senza l’elemento maschile.
Ma si potrebbe pensare anche ad un piccolo modo alternativo, cioè ad un elenco arbitrario di libri per donne, ben consapevoli che qualunque tentativo di “steccato” è sempre un po’ manicheo.
Ci provo ugualmente, motivando le scelte.
“Sarà quel che sarà”, Jean-Michel Guenassia, ed. Salani
In ordine di tempo è l’ultimo libro che mi ha colpito, facendomi pensare ai personaggi come probabilmente esistenti. Ambientato in Francia, racconta la storia di quattro amici, inseparabili, separati, riunibili, con una spiccata attenzione verso le donne, sottolineandone le capacità caparbie di ricostruzione (o di distruzione).
“La casa della moschea”, Kader Abdolah, ed. Iperborea
Mai avrei pensato di provare interesse per un libro ambientato così lontano dal mio baricentro letterario, ma le letture - si sa - sono come gli amori: imprevedibili, necessari e salutari. Mi sono imbattuta per caso in questo volume e sono rimasta imprigionata proprio all’interno della labirintica casa, da cui sono uscita controvoglia.
Complice uno stile essenziale e limpido, sono stata trasportata in Persia nel momento del trapasso dallo Scià alla rivoluzione khomeinista: però, la vicenda storica è narrata in controluce, prevalendo invece le numerose vicende dei personaggi, tra cui spiccano le donne, che, pur remissive e messe in secondo piano dalla Politica, dalla Religione, dalla Cultura, comunque si prendono la scena, da Farah Diba alle due nonne.
“I colori dell’incendio”, Pierre Lemaitre, ed. Mondadori
Madeleine Pericourt è nata ricca, figlia di un capacissimo banchiere, Charles, che morendo lascia un patrimonio considerevole, della cui gestione si disinteressa: male, malissimo. Infatti, perde tutto e deve mantenere lei e suo figlio gravemente malato.
MA, seppure a digiuno di conti e di partite doppie, conosce benissimo l'alfabeto della vendetta e con giri immensi si riprende molto - se non tutto - di quello che le è stato sottratto.
Questo volume è il secondo di una trilogia: lo precede il bellissimo “CI rivedremo lassù” e lo segue il meno intenso “Lo specchio delle nostre miserie”. Ovviamente si può leggere a prescindere.
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