Banks, il miracolo del campione

Banks, il miracolo del campione

Nella foto colorata la parata di Banks sul colpo di testa di Pelè (dalla pagina Fb Sheffielf home of football)

Mondiali 1970, contro Pelè la parata più bella del XX secolo

Non era propriamente un bell’uomo, e in più un brutto incidente stradale nel 1972 lo aveva lasciato senza vista da un occhio. Un infortunio terribile per chiunque, drammatico se il ferito di mestiere fa il portiere di una squadra di calcio. Non un portiere qualunque, il portiere della nazionale inglese, i padri nobili del calcio. Un calciatore che, nonostante l’infortunio, nel 1977 vinse il titolo di portiere dell’anno nella lega degli Stati Uniti in cui terminò la carriera.

Questo calciatore fra i pali si chiamava Gordon Banks, è morto nel 2019 ma era una leggenda già da vivo. Anzi era una leggenda già da giovane, perché a 32 anni era stato l’autore della parata più bella nella storia del calcio, fino a quel momento lì. Poi è arrivato Buffon con la parata capolavoro su Zidane nella finale del 2006 ma prima di allora la miglior parata mai vista era quella di Banks su Pelè durante i mondiali del 1970 in Messico.


Gordon Banks nella figurina dell'album Panini (Wikimedia commons)

Con un computer o un telefonino si trovano infiniti video sulla parata di questo portiere nella partita del girone di qualificazione in Messico. Il gesto atletico ha del miracoloso, al punto da chiedersi se la parata sia stata il frutto di un’azione consapevole o di un atto scomposto puramente istintivo. Un colpo di fortuna, insomma.

Dovendo scegliere, è più probabile la prima ipotesi perché Gordon Banks non è fra i pali per caso. Si è guadagnato il posto in nazionale quattro anni prima, contribuendo a portare l’Inghilterra in finale e poi alla vittoria, anche se il successo del 1966 sulla Germania resta macchiato da un gol convalidato dall’arbitro svizzero, gol che però nessuno ha visto. Nei quattro anni successivi il ruolo di Banks come titolare non è mai in discussione e in Messico – dove l’Inghilterra si presenta campione in carica – è considerato uno dei punti forza della squadra.


L'Inghilterra ai mondiali del 1970 (dalla pagina Fb World Cup 1970)

Ai mondiali del 1970 sono ammesse 16 squadre, quindi davvero il meglio, tutt’altra cosa dalle ammucchiate di oggi. Quattro gironi iniziali da quattro squadre, il terzo comprende il Brasile, l’Inghilterra, la Romania e la Cecoslovacchia. In teoria un pronostico chiuso: passano le prime due e quindi è logico che siano i brasiliani e i campioni uscenti. Va a finire proprio così ma in mezzo a tante cose scontate c’è lo spazio per qualcosa di memorabile. Che ovviamente succede durante Brasile-Inghilterra.


Il Brasile che vincerà il mondiale del 1970 (da El Grafico Wikimedia commons)

Vale la pena guardarsi l’azione commentata da un telecronista inglese, rende molto bene l’emozione del momento anche se magari qualche parola si perde. Piccola premessa. E’ un Brasile fortissimo, anche se alcuni fra i suoi assi sono al canto del cigno, a cominciare da Pelè, in forma smagliante ma con un’età (30 anni, all’epoca tanti per un calciatore) che gli impedisce di guardare avanti di altri quattro anni.


La statua di Moore davanti a Wembley (cr. Steve Fair Wikimedia commons)

L’Inghilterra non è un agnello sacrificale, è una squadra forte composta da assi veri; oltre a Banks c’è anche quel maestro di tecnica e tattica di Bobby Moore, il difensore biondo che capisce le intenzioni dell’attaccante prima ancora che l’avversario decida cosa fare. Insomma, si prepara una bella partita.

Siamo solo al quarto d’ora quando il Brasile verticalizza e Jairzinho parte sulla fascia destra. Al contrario di quanto dicono in tanti, l’ala brasiliana non combina granché di buono perché si allunga troppo la palla che rischia di uscire sul fondo e solo all’ultimo centimetro riesce a crossarla in qualche modo al centro.


La parata di Banks su Pelè (dal sito Storie di calcio)

Questa specie di errore mette in difficoltà Banks che si preparava a trovarsi Jairzinho di fronte e perciò si colloca a metà fra i due pali. Invece il pallone crossato dalla fascia scavalca l’area e finisce sulla testa di Pelè. Banks è troppo lontano, non può arrivarci e Pelè colpisce di testa pronto a esultare.

Ma a volte qualche miracolo riesce. Non è vero – come vuole la leggenda – che Banks sia volato da un palo all’altro perché era quasi al centro della porta. E’ vero invece che la distanza è proibitiva per un essere umano. Almeno per un essere umano normale, e Banks non lo è fino in fondo. E’ in ritardo, non per colpa sua, rispetto a Pelè che rende ancora più maligno il colpo di testa facendo rimbalzare la palla in terra. Banks si getta alla sua destra e il gesto ha poco di naturale ma è efficace. Dopo il rimbalzo a terra devia la palla con il braccio sinistro – quello più lontano – e la sfera si impenna verso l’alto sorvolando la traversa.

Banks non se ne rende conto, pensa che sia finita in rete e capisce di avere fatto un miracolo solo quando vede Pelè con le mani sui capelli e Moore che gli si avvicina per toccargli la testa, inconsueto modo di dire grazie.


Lo stadio di Guadalajara come appare oggi (cr. Joel Espinosa Wikimedia commons)

Lo stadio Jalisco di Guadalajara è allibito, nel caldo infernale del mezzogiorno del 7 giugno 1970. Messicani, inglesi e brasiliani sono consapevoli di essere testimoni di un gesto destinato a diventare leggenda. Così avviene, perché la parata di Banks contro Pelè resta come la più clamorosa del XX secolo e nella narrazione si arricchisce anzi di nuovi particolari sempre più incredibili come il volo da un palo all’altro. La verità è ripristinata dalla visione dei tanti filmati che chiunque può trovare con facilità in internet, immagini che non tolgono nulla all’eccezionalità del gesto del portiere.

Il secolo successivo avrebbe cambiato le carte in tavola schierando portieri alti due metri tanto che ormai i gol di testa dei portieri stessi fanno notizia ma non sono più considerati qualcosa di assurdo. Banks invece aveva il fisico di un uomo normale con un paio di baffetti che lo rendevano il tipico inglese diviso fra il lavoro, il pub e la manutenzione del giardino di casa.


Il gol di Jairzinho che elimina gli inglesi (dalla pagina Fb World cups & Euros 1978-98)

Il Brasile poi la partita la vince lo stesso segnando nel secondo tempo ed entrambe vanno ai quarti, passando il turno. Gli inglesi vengono eliminati dai tedeschi che si vendicano del mondiale del 1966 per essere poi battuti dall’Italia nel 4-3 di Città del Messico. Fatica meno il Brasile che si ritrova in finale contro gli azzurri stanchissimi e anche un po’ demotivati. Albertosi fa di tutto ma ne prende quattro.


La statua di Banks davanti allo stadio di Stoke-on-Trent (cr. K. Deegan Wikimedia commons)

La carriera di Banks con gli anni ovviamente prende la via della discesa e in nazionale fra i pali ci finisce un’altra leggenda, Shilton. A Banks nessuno tolse mai la titolarità della più grande parata del XX secolo, raccontata in infinite interviste nelle quali si definiva fortunato. Forse un po’ lo era stato, ma non era tutto lì. E’ stato un esponente del calcio romantico di un tempo, dove il cuore e la testa contavano più dei muscoli. Davanti allo stadio dello Stoke City, a Stoke-on-Trent, gli hanno eretto un monumento, come eroe dello sport; riguardando la parata del 1970 bisogna dire che hanno fatto benissimo.

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