Il gol annullato dallo sceicco

Il gol annullato dallo sceicco

L'arbitro Stupar lancia la monetina prima di Francia-Kuwait, 1982 (dalla pagina Fb Mohamad Naja)

Spagna 1982, il kuwaitiano invade il campo e l’arbitro ci ripensa

La carriera dell’arbitro è complicata quanto quella del calciatore, ma con qualche disagio in più, e non si parla solo di stipendi. Una gavetta su campi infami nelle serie minori, dove in caso di incidenti a proteggerti c’è solo la provvidenza divina, test fisici seri, aggiornamento tecnico continuo, disponibilità ad assorbire insulti che toccano la famiglia e gli antenati. Però alla fine, dopo tutto questo calvario, quelli che arrivano fino in fondo diventano grandi protagonisti del calcio, nei massimi campionati dei singoli stati e poi, per i migliori in assoluto, c’è la vetrina internazionale.


Concetto Lo Bello, la più famosa giacchetta nera italiana fino agli anni 70 (cr. Eric Koch Anefo Wikimedia commons)

Oggi essere un arbitro di vertice vuol dire apparire continuamente in televisione, essere comunque una star, non più una qualunque giacchetta nera, come gli arbitri di calcio venivano chiamati fino agli anni 70. La massima vetrina per ogni arbitro è sempre e comunque il campionato mondiale, con un evidente conflitto con l’amor patrio: ogni arbitro, per dirigere la finale, deve sperare che la nazionale del proprio stato venga eliminata.

Per quanto la preparazione tecnica e fisica sia completa e assoluta, c’è una infinità di varianti che prima o poi, nella carriera di un arbitro, arrivano e gli fanno pensare “ma chi me l’ha fatto fare di trovarmi qui”, anche se sei nel mezzo della più clamorosa delle partite e tutto il mondo ti guarda. Questo pensiero deve avere attraversato la mente dell’arbitro sovietico Miroslav Ivanovic Stupar, preparatissimo come tutti gli sportivi dell’Urss, fisicamente in forma splendida, alla sua prima esperienza mondiale.


Francia in attacco contro il Kuwait (dalla pagina Fb 1982 Italia campione del mondo)

Il regolamento tecnico del calcio prevede una soluzione per ogni possibile circostanza che avvenga in campo ma anche leggendolo in lungo e in largo non si troverà nulla per quanto capitato a Stupar il 21 giugno del 1982, a Valladolid. Siamo a mondiali di Spagna, quelli della gloria italiana, e a metà pomeriggio giocano Francia e Kuwait per il girone 4. Partita segnata, viene da dire, con la Francia obbligata a vincere dopo la sconfitta con l’Inghilterra e il Kuwait che può dirsi appagato per avere strappato un pari alla Cecoslovacchia. Infatti tutto va come previsto: parziale di 3-0 per i blu di Platini, al massimo della carriera, che segna anche un gol. Partita semplice per l’arbitro, che forse con la testa è già a una possibile successiva partita di maggior rango. Un attimo e tutto esplode.


Platini esulta dopo il terzo gol (dalla pagina Fb Lloyd Mathon)

Il Kuwait ha accorciato le distanze ma siamo comunque su un tranquillo 3-1 quando il francese Giresse riceve un passaggio in profondità e si trova da solo di fronte al portiere trafiggendolo la quarta volta. Incredibilmente nessuno fra i kuwaitiani lo contrasta. Mentre i francesi esultano, blandamente, i rossi del Kuwait si ritrovano attorno all’arbitro per spiegargli – più a gesti che a parole – che si sono fermati perché qualcuno ha fischiato. Il fischio è arrivato dalle tribune ma loro hanno pensato che fosse dell’arbitro, forse per un fuorigioco.

Quella dei mediorientali è una protesta decisa ma civile, e in effetti le immagini che si trovano in rete dicono chiaramente che tutta la squadra si è fermata. Il gesto vigliacco di usare fischietti in tribuna per ingannare i giocatori è un malvezzo comune a tanti sport ma questo non ha mai influito su quanto poi avviene davvero sul campo. E così sta accadendo anche a Valladolid, fino a quando si comincia a vedere movimento in tribuna d’onore.


Lo sceicco in campo (dal sito Il Nobile calcio)

C’è un signore con addosso gli abiti della classe dirigente del mondo arabo che si sbraccia, indicando ai giocatori del Kuwait la strada degli spogliatoi. E’ Fahad Al-Ahmed Al-Jaber Al-Sabah, noto anche come lo sceicco, un nome infinito che appartiene al fratellastro dell’emiro del Kuwait che, fra l’altro, è presidente della federazione olimpica del suo paese, il Coni del Kuwait per capirci.


La rabbia dello sceicco in campo (dalla pagina Fb Paladar Negro)

I giocatori di rimando gli chiedono di intervenire e lui, protetto dalla guardia personale, entra in campo senza trovare un ostacolo, anzi qualcuno deve per forza avergli aperto un cancello per passare dalla tribuna al prato. E’ a quel punto che il “ma chi me l’ha fatto fare” passa per la testa di Stupar, perché non c’è alcun codicillo del regolamento che preveda l’invasione di campo da parte di uno sceicco. Costui è aggressivo, è abituato a comandare, non chiede all’arbitro di annullare il gol, glielo ordina.

Una decisione giusta non c’è. Accettare l’ordine e annullare il gol significa cedere alla violenza (anche se solo verbale) del più forte, contro ogni principio dello sport; rifiutarsi vuol dire sospendere la partita per abbandono di una squadra con possibile danno di immagine per il mondiale e con ricorsi e controricorsi che avrebbero messo a rischio il calendario delle partite.


L'arbitro Stupar attorniato dai calciatori (dalla pagina Fb 1982 Italia campione del mondo)

Stupar decide di accettare e, nello stupore dei francesi, annulla il gol. Si riparte dal 3-1, e prima di finire i blu ne segnano comunque un quarto. La scena dello sceicco in campo la vede tutto il mondo, l’immagine dello sport kuwaitiano è compromessa, la squadra è eliminata ma alla fine quello che paga è l’arbitro sovietico che torna a casa e in breve vede finire la sua carriera. Facile prendersela con l’anello debole della catena al quale oggi, a tanti anni di distanza, va riconosciuto di avere portato a termine la partita senza influire sul risultato e mettendoci la faccia in una situazione mai vista prima nella storia del calcio. Niente a che fare con la vergogna del Byron Moreno del 2002.


La semifinale Francia-Germania (dalla pagina Fb Mohamad Naja)

Ripartiti i kuwaitiani, la Francia avanza fino alle semifinali, perdendo ai rigori dai tedeschi dell’ovest e poi dalla Polonia nella finalina. Comunque un buon quarto posto, anche se con tanto rammarico.


2 agosto 1990, i carri armati iracheni invadono il Kuwait (cr. Zymogen92 Wikimedia commons)

Ben diversa è la sorte di Fahad Al-Ahmed Al-Jaber Al-Sabah - militare di formazione con alle spalle un’esperienza bellica nella guerra dei Sei Giorni fra Israele e mondo arabo - che viene ucciso dagli iracheni il 2 agosto 1990, a poche ore dall’invasione del Kuwait da parte delle truppe di Saddam Hussein. Muore nella cosiddetta battaglia di Dasman, dal nome del palazzo residenza dell’emiro suo fratellastro. Ancora oggi circolano ricostruzioni, in verità traballanti, che lo vogliono invece ucciso mentre cercava di lasciare il paese su un aereo di linea. Comunque sia andata, il corpo venne appeso a un carro armato e portato in giro come minaccia ai kuwaitiani. Meglio ricordarlo come apparve nel 1982, quando confuse una partita di calcio per un affare di stato.

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