Mondiale 2022, mancava solo Babbo Natale
Messi solleva la coppa del mondo 2022 (dalla pagina Fb ABN CBN)
In Qatar in dicembre, vince Messi, il Marocco la star
I Mondiali del 2022 sono una faccenda dell’altro giorno, gli ultimi finora disputati, quelli delle mille prime volte, salvo che poi a vincere sia stata una delle grandi di sempre, cioè l’Argentina di Messi. Eppure le stranezze potrebbero riempire una pagina intera dell’enciclopedia.
Sono i mondiali della vittoria dei soldi, delle tecnologie, dell’economia emergente, delle eccezioni a tutto. Si gioca in Qatar, ma da novembre a dicembre, con la finale pochi giorni prima di Natale. Ricordate i mondiali del 1982, in Spagna, quando gli azzurri scendevano in campo dopo aver messo la testa sotto il rubinetto dell’acqua a proteggersi dal caldo? Bene, scordatevelo. In Qatar nella nostra estate ci sono 50 gradi, troppi per chiunque. E allora si gioca nel tardo autunno, pazienza se i maggiori campionati del mondo sono costretti a fermarsi per un mese, lo spettacolo dei mondiali deve andare avanti.

Lo stadio di Lusail per Serbia-Brasile (cr. Adnen 1985 Wikimedia commons)
Ma cosa rappresenta il calcio del Qatar nel mondo del pallone? Poco, forse meno. Però una nazione con quelle risorse economiche ha la capacità di organizzare un mondiale perfetto, con stadi all’avanguardia, anche se destinati a non riempirsi mai più, almeno con il calcio.
E allora viva il mondiale in Qatar, pazienza se in giro per il mondo si protesta per i diritti umani, per la posizione sulle persone gay, per le condizioni di lavoro degli immigrati, e anche se alcune nazionali, come la Germania, protestano platealmente in campo mettendosi una mano sulla bocca.

Il tifo calcistico marocchino (dalla pagina Fb Il tifo marocchino)
Non è il Qatar l’unica nazione emergente a uscire come protagonista da questo mondiale, ce n’è una che si è guadagnata gli applausi per meriti sportivi: è il Marocco. Arriva fino alla semifinale, prima volta per una squadra africana, fra l’altro allenata da un africano, il berbero Walid Regragui, di estrazione sportiva francese.
Non si nasconde il Marocco e comincia a fare punti dal girone iniziale. Pareggio con i vice campioni della Croazia, poi vittoria secca 2-0 con il quotato Belgio e di misura anche contro il Canada. Morale: primo posto e ottavo di finale contro la Spagna. I marocchini difendono il risultato fino ai rigori, dove i rossi di Spagna si suicidano sbagliando tutto il possibile. Si grida già al miracolo ma siamo solo a metà dell’opera.

La vittoria del Marocco con il Portogallo (dalla pagina Fb Jamilu Garba)
Nella maggioranza delle città italiane è presente una consistente comunità marocchina che per la prima volta scopre il gusto di ritrovarsi a fare il tifo e a festeggiare. Fino a qualche anno prima gli italiani digerivano male queste manifestazioni da parte di immigrati, come se portassero via un pezzetto di gloria agli azzurri. Nel 2022 non portano via proprio niente perché gli azzurri ai mondiali non ci sono, per la seconda volta consecutiva; li ha eliminati in casa la Macedonia del nord, non proprio una potenza.
Sembrerebbe finita così perché nei quarti c’è il Portogallo e invece il Marocco non ha nemmeno bisogno di supplementari o rigori; nei 90 minuti gli basta un gol per rispedire in patria gli europei. E intanto nelle grandi città italiane si cominciano a vedere i cortei, ci credono anche i marocchini che si gettano alle spalle il dubbio di essere ormai al capolinea. Una rivincita per loro, come lo era per noi negli anni 60 e 70 quando l’Italia andava a giocare – di solito vincendo – nell’Europa del nord piena di minatori e operai italiani.

Manfredi in "Pane e cioccolata" di Brusati, 1974 (cr. Brusati Wikimedia commons)
Ma la favola finisce nella semifinale – miglior piazzamento di sempre per un’africana – quando la Francia cambia passo e vince 2-0. Al Marocco resta la finalina ma l’adrenalina è crollata e il terzo posto va alla Croazia. Il loro momento di gloria i marocchini l’hanno avuto, non un fuoco di paglia ma una nuova conferma che con l’Africa bisogna fare i conti. Il calcio è davvero una questione globale, non più un fatto riservato a poche nazioni in Europa e America latina. Anche gli emigranti hanno vissuto il loro momento di gloria, come Nino Manfredi in “Pane e cioccolata”.

Lionel Messi protagonista del mondiale (cr. Hossein Zohrevand Wikimedia commons)
Nel mondiale del tutto nuovo si arriva a una finale prevedibilissima, fra Argentina e Francia. I primi, con Messi osservato speciale, partono con il piede sbagliato perdendo con l’Arabia Saudita, poi non falliscono più togliendosi di torno Messico, Polonia, Australia, Olanda per spazzare via la Croazia in semifinale. La Francia, campione in carica, vince con Australia e Danimarca, inciampa con la Tunisia poi fa piazza pulita di Polonia, Inghilterra e Marocco.

La stella francese Mbappé qui con l'Australia (cr. Hossein Zohrevand Wikimedia commons)
Argentina-Francia del 2022 è una partita bellissima ma non può essere paragonata a Italia-Germania del 1970 per un motivo molto semplice: in Messico i conti sono stati regolati solo dal campo, i rigori non c’erano. In Qatar invece i rigori sono indispensabili, anche se dopo un 3-3 da far scintille. La Francia sbaglia, Messi e l’Argentina no e finisce così, sono le regole del gioco.

L'Argentina al mondiale 2022 (cr. Hossein Zohrevand Wikimedia commons)
L’Italia non c’era, l’abbiamo già detto. Una delle grandi della storia del calcio lasciata a casa dalla Macedonia del nord. Nel mondiale delle cose alla rovescia, in autunno anziché in estate, forse si poteva crederci fino in fondo e far premiare gli argentini da Babbo Natale: per loro sarebbe stato normale, nell’emisfero australe il Natale si festeggia in spiaggia perché è estate.
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