La sorpresa della foto di Constanze, moglie di Mozart

La sorpresa della foto di Constanze, moglie di Mozart

Il confronto fra il ritratto di Constanze del 1802 di Hansen e la foto con la famiglia Keller (Wikimedia commons)

Trovata per caso nell'archivio di Altötting, in Germania

Estate 2005. Nell’atmosfera ovattata dell’archivio comunale di Altötting, cittadina bavarese, gli addetti stanno aggiornando l’inventario. Mentre revisionano l’annata 1958 della “Österreichische Musikzeitschrift” (rivista musicale austriaca), dal numero di giugno cade una lettera che ha allegata una piccola foto. La lettera era pervenuta all’archivio proprio in quell’anno dal musicologo berlinese Müller Von Asow che ringraziava per l’invio di una copia della foto della famiglia di Max Keller, organista e compositore svizzero vissuto in città nel XIX secolo.


Una veduta di Altötting, in Baviera (cr. Bene16 Wikimedia commons)


Lettera e foto fanno da segnalibro per la pagina della rivista che riporta l’articolo “Una fotografia sconosciuta di Constanze Mozart”. Sul retro dell’immagine si possono infatti leggere, oltre al timbro del fotografo, i nomi scritti a mano delle persone raffigurate fra cui la moglie del grande musicista.

Il municipio di Altötting (cr. K. Lackerbeck Wikimedia commons)

Un brivido corre sulla schiena degli scopritori… una delle signore raffigurate è davvero la moglie di Mozart cioè Constanze Weber, nata nel 1762 e morta a Salisburgo nel 1842? Furono necessari alcuni mesi per approfondire la questione. Si scoprì che l’articolo del 1958 aveva fatto rumore in città e anche fuori, che l’immagine era comparsa in un libro di foto antiche a diffusione locale e l’informazione era arrivata addirittura al Mozarteum di Salisburgo. Ma nessuno lo ricordava.



Dagherrotipo della famiglia Keller, Constanze è la prima da sinistra in prima fila (Wikimedia commons)


Si riuscì anche a ricostruire la storia dell’immagine: una riproduzione fotografica che uno studio locale realizzò nel 1865 a partire da materiale più antico, conservata nel fondo Keller presso l’archivio comunale fin dal 1906. Il musicista vi è raffigurato con tutta la famiglia e con degli ospiti. I nomi delle persone risultarono scritti nel 1916 da una signora molto vicina alla famiglia.

Una cartolina che ritrae Mozart con Constanze in viaggio di nozze (Wikimedia commons) 

Lo studio della genealogia e dell’archivio Keller ha portato a collocare lo scatto originale al 1840, anno in cui l’unica possibilità di riprodurre un’immagine dal reale era la dagherrotipia: una tecnica che era agli inizi e permetteva la realizzazione di una sola stampa in positivo non riproducibile, e deteriorabile se non conservata con particolari precauzioni.

Gli indizi

Ma si può dire con certezza che la donna magra, seria e vestita di nero sulla sinistra sia Constanze Weber? Cioè la ragazza tedesca proveniente da una famiglia di musicisti, anche lei cantante, che aveva sposato nel 1782 Wolfgang Amadeus Mozart (il quale la chiamava affettuosamente Stanzi ed era ricambiato con Wolfie) da cui ebbe 6 figli, solo due dei quali ancora in vita nel 1840? Colei che dopo la morte del marito si preoccupò di far portare a termine da altri musicisti la composizione del Requiem in re minore e si guadagnò da vivere vendendo le partiture non solo del Requiem ma di molte altre opere?

H. Kaulback, "Gli ultimi giorni di Mozart", 1873 (Wikimedia commons)

Constanze, rimasta vedova nel 1791, sposò dopo alcuni anni in seconde nozze il diplomatico danese Georg Nissen il quale, entrando in possesso di tutto il materiale epistolare, contattando molti musicisti che avevano conosciuto il maestro e con l’aiuto primario della moglie, a partire dal 1823 lavorò a una monumentale biografia di Mozart, incompiuta alla sua morte e quindi portata a termine e pubblicata, come già il Requiem, per volontà di Constanze e con l’aiuto di altri.


F. Jagemann, "Il diplomatico danese George Nissen" (Wikimedia commons)


Forse le finalità della signora Nissen erano solo economiche, o forse no, perché noi abbiamo un grande debito nei suoi confronti per averci tramandato una tale opera musicale e messo a disposizione una biografia così vicina cronologicamente ai fatti. Insomma, nel giorno in cui fu prodotto il dagherrotipo Constanze era veramente ospite della famiglia Keller e venne quindi invitata a mettersi in posa insieme agli altri?


B. Kraft, "Ritratto di Mozart" (Wikimedia commons)


Analizziamo, con l’aiuto del blog specializzato https://mozartminore.wordpress.com/  i fattori che ci possono far propendere verso l’una o l’altra ipotesi:

1) La dagherrotipia era già diffusa in Baviera dal 1839, ma in quegli anni per realizzare una tale immagine era richiesta un’immobilità totale per un’esposizione di almeno 20 minuti: appare difficile che il personaggio in secondo piano abbia potuto mantenere la sua posizione per un tempo così lungo;

2) Constanze nel 1840 aveva 78 anni, soffriva fortemente di artrite e viveva a Salisburgo che si trova ad 8 ore di carrozza da Altötting; la signora raffigurata mostra chiaramente una mano destra gonfia e deformata, sono però documentati alcuni suoi spostamenti nello stesso periodo;


J. Lange, "Ritratto di Constanze Weber Mozart" (Wikimedia commons)

3) l’abito della signora ha un taglio cittadino ed è nero (tranne la cuffia) ad attestare lo stato di vedova;

4) un medico legale esperto in fisiognomica, interpellato, ha evidenziato la presenza di analogie fra il viso della persona raffigurata e i ritratti pittorici di Constanze ancora esistenti;


Particolare dal dagherrotipo, Constanze accanto a Keller (cr. K.C. della Croce Wikimedia commons)

5) Max Keller e Constanze si conoscevano: il compositore aveva fornito informazioni a Nissen per la stesura della biografia, incontrando lei e il marito a Salisburgo nel 1825 e ad Altötting nel 1826; inoltre fra i documenti conservati nell’archivio Nissen possiamo trovare il necrologio di Constanze, venuta a mancare nel 1842 all’età di 80 anni.

Le conclusioni

La maggior parte degli indizi depongono quindi a favore dell’autenticità dell’immagine. E comunque, chi ci vieta di farsi trascinare dalla suggestione, di ingrandire la foto e fissare quello sguardo che in qualche modo ci avvicina al suo grande primo innamorato? Riflettiamo un attimo sulle sensazioni che proviamo quando veniamo a conoscenza dell’esistenza di foto chiare e luminose di personaggi che, appartenendo magari al primo Ottocento, non avremmo mai immaginato raffigurati se non in dipinti. Ad esempio in rete è facile trovare le bellissime foto di Chopin e di Edgar Allan Poe, entrambi morti nel 1849.

Ritratti fotografici di Chopin e Poe (Wikimedia commons)

Se nel dipinto il carattere e il pensiero del personaggio ci arrivano mediati dall’interpretazione del pittore e dalla sua capacità tecnica, nella foto la componente autoriale è ridotta al minimo, i segnali espressivi che ci pervengono attraverso le contrazioni dei muscoli facciali sono puramente quelli propri del personaggio, possiamo immaginare di afferrare i suoi pensieri e il suo carattere quasi senza filtri. Un ponte, che ci fa sentire appena un po’ più vicini alla sua epoca e al suo modo di vivere e di interpretare il mondo.


H. Hansen, "Carl e Franz Xaver", figli di Constanze e di Mozart (Wikimedia commons)


Per completare il quadro delle immagini capaci di accorciare i secoli che ci separano dal genio salisburghese ricordiamo che esiste un dagherrotipo del 1856 il quale (stavolta senza ombra di dubbio) raffigura Carl Thomas Mozart, il figlio di “Stanzi” e di “Wolfie” sopravvissuto più a lungo. Carl lavorò per molti anni come funzionario dell’Impero d’Austria nel Lombardo-Veneto. Il suo sguardo è quello di un tranquillo settantaduenne. Per soli sette anni poté godersi il suo amato padre. Morì a Milano, austriaca, nel 1858.

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