Stranieri a Sanremo: barconi, onde, speranze

Stranieri a Sanremo: barconi, onde, speranze

Insegna al neon del teatro Ariston di Sanremo (cr. Sailko Wikimedia commons)

Il festival e i drammi dell’immigrazione

Non aveva usato delle perifrasi, Carlo Conti, per fissare la linea del Festival di Sanremo 2025 – il quarto da lui presentato: “C’è una novità… non parlano dell’immigrazione e della guerra, ma si ritorna a parlare del micromondo, della famiglia, dei rapporti personali”. In effetti, come abbiamo avuto modo di verificare, l’edizione di quell’anno si è particolarmente concentrata sui sentimenti: ventitré canzoni su ventinove contenevano almeno una delle parole “amore”, “cuore” – nel caso delle canzoni di Tony Effe e di Serena Brancale più precisamente “core” – o una declinazione del verbo “amare”. E nove di esse ne combinavano almeno due.


Centro di raccolta per migranti (cr. O. Jobard Wikimedia commons)

In ogni caso, se dell’immigrazione interna all’Italia – in relazione con l’industrializzazione e l’urbanizzazione del Paese – abbiamo già ricostruito le tracce sanremesi tra il 1966 e il 1972, l’immigrazione straniera è fenomeno più recente, che vede le prime massicce ondate (in particolare dall’Albania) intorno all’inizio degli anni Novanta.


Samuele Bersani nel 2012 (cr. Capannori eventi Wikimedia commons)

Un tema importante, dal punto di vista sociale e culturale, e particolarmente divisivo sotto il profilo politico, ripreso da diversi autori tra il 1988 e il 2008. Da Samuele Bersani con Barcarola albanese a Senza frontiere dei Pooh, da Pane e coraggio di Ivano Fossati a Dal mare di Renato Zero, passando da Ufo su Firenze di Piero Pelù a Every day every night (A Kiev ero un professore) di Edoardo Bennato.


Lucio Dalla nel 1971 (Wikimedia commons)

Torniamo però al nostro Festival. Un primo riferimento a figure straniere lo abbiamo nel celeberrimo brano di Lucio Dalla, 4 marzo 1943, in gara nel 1971 e oggetto di interventi della censura. Qui, come nella canzone successiva, si gioca su una cifra “esotica”, (che pare riprendere Lo straniero di Georges Moustaki) con il mare e il tragico destino ad accomunare i due uomini.

Dice che era un bell’uomo
e veniva, veniva dal mare,
parlava un’altra lingua però sapeva amare
E quel giorno lui prese mia madre sopra un bel prato
l’ora più dolce prima di essere ammazzato


Michele (dalla pagina Fb Michelemaisanoofficial)

L’anno successivo Michele (all’anagrafe Gianfranco Michele Maisano) porta il brano Forestiero, che narra di un uomo che porta scompiglio (forse anche troppo) in un noioso paese di provincia.

È arrivato in paese alla sera,
qui nessuno sapeva chi era.
Al caffè, si moriva di noia,
lui portava negli occhi la gioia
.…
L’han trovato in un vecchio fienile,
sorridente, sembrava dormire.
Sarà stata una donna o un marito
o la rabbia di un sogno proibito.


Albano Carrisi, Al Bano (cr. Ja Fryta Wikimedia commons)

Dobbiamo attendere parecchi anni prima di ritrovare un richiamo a persone immigrate, ancora una volta in una dimensione drammatica. Il brano è Amanda è libera di Al Bano, terzo classificato nell’edizione del 2011. Qui i riferimenti sono più puntuali, dal momento che lo stesso cantante pugliese ha dichiarato di aver trovato ispirazione nell’omicidio di una prostituta nigeriana a Livorno.

Amanda è libera come una rondine
Sopra le nuvole della sua ingenuità
Amanda è un "numero", l'han messa in regola
Lungo l'asfalto che è nero di povertà

La svolta, certamente determinata dall’acuirsi del fenomeno, avviene intorno alla metà degli anni Dieci di questo secolo. Abbiamo infatti, quasi in tutte le edizioni del Festival, un brano che affronta la questione, da prospettive e punti di vista diversi ma da un comune senso di partecipazione e solidarietà.


Irene Fornaciari a Lampedusa (cr. F. Debetto Wikimedia commons)

Partiamo con Blu di Irene Fornaciari, anno 2016, seconda partecipazione al Festival, questa volta tra i big. Le immagini della donna soccorsa in acqua e del bimbo morto sulla spiaggia, nella loro durezza, sembrano evocare un sentimento di umanità nei confronti dei migranti più deboli, con l’esortazione finale a rinunciare alle guerre e alle religioni e a fornire una vita migliore e la realizzazione dei propri sogni a chi abbandona la sua patria per mancanza di alternative.

C’è una donna in mezzo al mare
Vestita di blu
La prende in braccio un pescatore
Bello come un Gesù
E nel suo sguardo si arrende
L’amore purissimo
E senza un perché
Allora gli parla di sé…


Mirkoeilcane con la targa del premio Mia Martini (cr. Zdravkopetro Wikimedia commons)

Grande liricità e delicatezza, insieme ad un drammatico realismo, troviamo in Stiamo tutti bene, presentata dal cantautore romano Mirko Mancini, in arte Mirkoeilcane nell’edizione del 2018. Sono gli occhi e la voce innocenti di un bambino a raccontarci di un viaggio su una barca con la mamma e duecento disperati per raggiungere il papà. Un viaggio terribile, in mezzo alla sofferenza e alla disperazione, nel quale chi si addormenta viene buttato in mare.

Il brano si aggiudicherà il secondo posto tra le nuove proposte e raccoglierà numerosi riconoscimenti, tra i quali il Premio della critica Mia Martini e il Premio Sergio Bardotti.

Ma guarda te la iella, proprio a me doveva capitare
Quattro giorni su 'sta barca, intorno ancora solo mare
Ma ti pare giusto? Uno va in vacanza per la prima volta
E quelli lì davanti son capaci di sbagliare rotta
Che poi a chiamarla barca ci vuole un bel coraggio
Stare in tre seduti in mezzo metro di spazio
E come me gli altri duecento tutti intenti a pregare


Motta in concerto a Pisa (cr. A. Antonelli Wikimedia commons)

L’edizione del Festival del 2019 propone Dov'è L'Italia di Motta. Vi è una sorta di identificazione tra la speranza dei migranti di arrivare sul suolo italiano e lo smarrimento e il senso di vuoto che pervade il nostro Paese, alla ricerca di una identità sempre più difficile da afferrare.

Come quella volta a due passi dal mare
Fra chi pregava la luna
E sognava di ripartire
L'abbiamo vista arrivare
Con l'aria stravolta di chi non ricorda cos'era l'amore
E non sa dove andare
Da quella volta nessuno l'ha più vista
Da quella volta nessuno l'ha più vista
Dov'è l'Italia amore mio?
Mi sono perso
Dov'è l'Italia amore mio?
Mi sono perso anch'io


I Negrita (cr. Paolo Piscolla Wikimedia commons)

Sempre del 2019 è il brano I ragazzi stanno bene, dei Negrita, che sia pure in un contesto diverso – al centro del pezzo è il senso di solitudine e confusione vissuto dalle nuove generazioni –, vede un passaggio certamente riferito ai migranti.

Per far pace con il mondo dei confini e passaporti
Dei fantasmi sulle barche e di barche senza un porto
Come vuole un comandante a cui conviene il gioco sporco
Dove camminiamo tutti con la testa ormai piegata
E le dita su uno schermo che ci riempie la giornata


Massimo Ranieri in concerto (cr. gnuckx Wikimedia commons)

Abbiamo poi, nel 2022, Massimo Ranieri con Lettera di là dal mare, alla settima partecipazione al Festival, cinquantaquattro (!) anni dopo l’esordio. Anche in questo caso si descrive una traversata, verso una meta di ricchezza ed emancipazione (la parola America sembra accomunare i destini con gli italiani in cerca di fortuna in quella nazione). Tornano immagini e metafore già incontrate, come la vastità del mare, il buio, le preghiere, il sogno del successo e della libertà, la ricerca della terra ferma.

La notte non finisce mai
L’America… lontana
Di là dal mare.
Dove piove fortuna, dov’è libertà
Amore vedi così buio è
Questo mare
Troppo grande per
Non tremare.


Dargen D'Amico (cr. Lucadiesel Wikimedia commons)

Chiudiamo la rassegna con Onda alta presentata nel 2024 da Dargen D’Amico, reduce dal successo della scanzonata Dove si balla di due anni prima. Il brano, in stile techno dance, con il look del cantante milanese a richiamare la luce di un faro sull’acqua marina, avvicina la precaria e difficile situazione dei migranti su una fatiscente barca a quella del nostro Paese.

Sta arrivando, sta arrivando l'onda alta
Stiamo fermi, non si parla е non si salta
Senti il brivido, ti ho deluso, lo so
Siamo più dei salvagеnti sulla barca

Nonostante tutto, quindi, Sanremo si è occupato di stranieri e di guerre. Torneremo presto a parlarne.


Autori e case discografiche delle canzoni citate

4 marzo 1943 (Pallottino-Dalla) ©Universal Music Publishing Ricordi
Amanda è libera (Berlincioni-Carrisi-Paoletti) © Azzurra Music
Blu (Calvetti-Dati-Fontana-I. Fornaciari) © Warner Chappel Music, Uva Fragola, Zucchero & Fornaciari Music, Zucchero Fornaciari Music
Dov’è l’Italia (Motta) © Sugarmusic
Forestiero (Scandolara-Bardotti-Castellani) © Ri-Fi
I ragazzi stanno bene (Petricich-Salvi-Barbacci-Gagliano-Cilembrini-Bruni) © Universal Music Publishing Group
Lettera di là dal mare (Ilacqua) © BMG Rights Management
Onda alta (Cheope-J.M.L. D’Amico-Fazio-Marletta-Roberts-J.M.L. D’Amico-Fazio-Marletta-Roberts) © Edizioni Curci – Music Union – Giada Mesi – Visionary Sapiens Publishing
Stiamo tutti bene (Mancini) © Fenix Entertainment

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