Mattei e gli anni del nostro petrolio

Mattei e gli anni del nostro petrolio

L'immagine di Mattei all'ingresso del parco a lui dedicato a San Donato Milanese (cr. BouncyCactus Wikimedia commons)

Le trivelle perforavano la Pianura Padana

La guerra è terminata da qualche anno e l’Italia cerca di risorgere dalle sue rovine. Lo sviluppo economico arranca e la disoccupazione condiziona la vita delle famiglie. La ricostruzione del paese dipende in grande parte da una risorsa di cui anche l’Italia, stando alle ultime esplorazioni, sembra in possesso: il petrolio.

L’Agip (Azienda Generale Italiana Petroli), che ha come commissario per l’Alta Italia Enrico Mattei con l’incarico di liquidare gli impianti dell’azienda petrolifera di stato, e la Snam (Società Nazionale Metanodotti) elaborano un comune progetto per la ricerca, il trasporto e la vendita di quella preziosa risorsa naturale.


Foto pubblicitaria sulla posa del metanodotto a Cortemaggiore (dalla pagina Fb Snam)

Nonostante la contrarietà e lo scetticismo dei più, i primi giacimenti sono scoperti nel 1947 in provincia di Cremona e più precisamente a Ripalta. Poi, dopo l’apertura di pozzi in diverse altre località del nord Italia, avviene la scoperta più importante.

Il giacimento più ricco viene infatti trovato a Cortemaggiore (in provincia di Piacenza) che diventa il centro di tutta la produzione di petrolio italiano. Inizia così tra spinte e controspinte un lungo periodo di studi, di ricerca e di estrazione, durato diciotto anni, nel campo degli idrocarburi.


Emilia, prima stazione di servizio per il metano (cr. C. Zanmatti dalla pagina Fb Snam)

Piccolo comune vicino al Po, Cortemaggiore al momento delle perforazioni ha poco più di 5.000 abitanti e vive di agricoltura e artigianato. Nel volgere di dieci anni, grazie alla scoperta dell’oro nero, raddoppierà la popolazione. Accanto alle nuove prospettive di lavoro e di benessere economico, sorgono problemi geologici e ambientali che saranno governati solo nel lungo periodo.  

La benzina Supercortemaggiore, reclamizzata come “la potente benzina italiana”, diventa il simbolo di quell’epoca e del miracolo economico italiano. Nel 1952 è ideata l’immagine del cane a sei zampe, che ancora oggi si può osservare sulle nostre strade. L’estrazione comincerà a declinare negli anni sessanta, ma proseguirà fino a esaurirsi nel 1996, dopo ben 48 anni dalla sua scoperta.


Il marchio del cane a 6 zampe nella Targa Florio del 1955 (Wikimedia commons)

Le inattese scoperte di petrolio e gas naturale nella pianura padana cambiano ancora una volta il quadro politico ed economico. L’intensa attività estrattiva petrolifera, la sua commercializzazione, la sua lavorazione e lo sforzo per elaborare uno strumento legislativo che regoli tutta la materia degli idrocarburi nazionali, assorbono gran parte dell’attività di Mattei. Alla fine viene posto alla guida dell’Eni (Ente Nazionale Idrocarburi), quando questo assorbe la vecchia Agip, che ne diventa la struttura portante.


Un distributore di benzina Supercortemaggiore (cr. Sailko Wikimedia commons)

Dotato di una moderna e dinamica concezione di sviluppo economico, Mattei inizia a costruire una grande e innovativa industria petrolchimica nazionale, esporta una apprezzata attività di progettazione ingegneristica, iniziando una fase di grande potenziamento dell’Eni.


Una torre di estrazione a Caviaga, Cavenago d'Adda (Wikimedia commons)

L’ex partigiano e politico democristiano Enrico Mattei fa dell’Eni una multinazionale, in grado di negoziare rilevanti concessioni petrolifere in Medio Oriente, in Africa e in grado di firmare un importante accordo commerciale con l’Urss.


I rottami dell'aereo di Enrico Mattei (da L'Espresso Wikimedia commons)

Questi successi contribuiscono però a rompere l’oligopolio delle principali industrie mondiali del settore, dette le Sette sorelle (Exxon, Mobil, Texaco, Socal, Gulf, Shell, Bp), per le quali Mattei diventa un fastidioso concorrente. Introduce infatti un principio rivoluzionario secondo il quale i Paesi proprietari delle riserve devono ricevere il 75% dei profitti derivanti dallo sfruttamento dei loro giacimenti. Nel 1962 il suo aereo personale cade nei pressi di Bascapè, in provincia di Pavia, e tutti pensano a un sabotaggio ad opera di servizi segreti stranieri, forse con la complicità di quelli italiani. Le indagini dureranno anni e si scontreranno con gravi depistaggi.

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