Le molte facce della prima volta
Il bacio fra un aviatore degli Stati Uniti e la moglie (cr. Dakota Raub U.S. Space Force Wikimedia commons)
Sensazioni e significati dei momenti irripetibili
C’è un’energia particolare che vibra nell’aria quando qualcosa accade per la prima volta. Che sia un inizio, un’unica occasione od esperienza per sua natura non replicabile è un misto di aspettativa, timore e pura elettricità che rende quell'istante assolutamente irripetibile. Che si tratti di un nuovo affaccio, di un traguardo professionale o di un rito di passaggio personale, gli "istanti zero" scolpiscono ricordi indelebili: l’emozione del debutto, infatti, non conosce repliche.
I riti di passaggio
Quante prime volte segnano uno spartiacque netto nella biografia di ognuno, definendo l'accesso a nuovi mondi e responsabilità? I primi giorni di scuola: gli ingressi diacronici nei mondi o livelli dell'istruzione, tra l'odore dei quaderni nuovi e dei dispositivi contemporanei che presuppongono il progressivo distacco dai confini familiari, “schiacciati tra il computer e l’abbecedario”.

Scolari in una classe elementare (cr. Gobierno de Chile Wikimedia commons)
Il primo giorno da diciottenne: una data simbolo che legalizza la libertà e, simultaneamente, carica sulle spalle il peso della piena responsabilità insieme a quello di qualche lacrimuccia dei propri cari. Il primo giro in auto fresco di patente: quel misto di euforia e terrore nel trovarsi finalmente soli al volante, senza più alcuna rete di salvataggio, senza esperti tutori al proprio fianco. Un po’ come forse potrebbe essere il primo lancio dai 4.000 metri.

Primo viaggio con un'auto nuova (cr Vida cars Wikimedia commons)
Il primo giorno di un nuovo lavoro: l'ansia del badge ancora intonso e che non contempla giustificazioni, la zona armadietti, la scrivania spoglia, la chiavetta per il primo caffè dal distributore automatico, il necessario e inedito relazionarsi con umani di varia età, provenienza, cultura: la metamorfosi da candidato aspirante a collega (pari e sottoposto al tempo stesso).

La meraviglia di un bambino al primo viaggio in aereo (cr. Jules Verne times two Wikimedia commons)
Il battesimo dell'aria: la prima volta che i piedi staccano da terra, cambiando per sempre la nostra percezione delle distanze e del mondo. Spesso edulcorato da ansiolitici contenitivi sia di eccessiva euforia come di grandi timori.
Esordi sportivi
Nello sport, la prima volta non è mai un evento casuale, ma la sintesi perfetta tra mesi di abnegazione e l'istante della gloria. È il momento in cui il sudore versato nell'ombra diventa visibile, declinandosi in due forme opposte ma ugualmente brucianti.
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Giocatori infangati durante una partita di rugby (cr. Quino Wikimedia commons)
L’estasi del collettivo: è l’adrenalina pura della prima partita ufficiale in un campionato maggiore - che sia il parquet del basket, il taraflex della pallavolo, il fango del rugby o il ghiaccio dell'hockey. Cosa dicono quelle grida dagli spalti? E il fischietto perché suona? C'è un'elettricità particolare in quell'attesa spasmodica e spesso silenziosa lungo la linea laterale, un batticuore che esplode quando l'allenatore tronca l'incertezza e ti scaraventa nella mischia. Passare dalla panchina al campo per la prima volta da titolare significa smettere di guardare gli altri giocare e iniziare, finalmente, a scrivere la propria storia sportiva.

La gioia di una giovane tennista (cr. Ubhavanikumar Wikimedia commons)
Il verdetto del solista: parallelamente, esiste la soddisfazione solitaria e quasi ascetica della prima gara individuale. È il giorno in cui il cronometro o il tabellone non mentono più: le lunghezze percorse in una piscina all'alba, i set infiniti su un campo da tennis sotto il sole o i chilometri mangiati in sella alla bici con tanto vento in faccia trovano la loro ricompensa. Qui la prima volta è un corpo a corpo con i propri limiti, dove il debutto in pubblico è solo l'ultimo atto di una vittoria già ottenuta, quella contro la voglia, sempre dietro l’angolo, di mollare durante gli allenamenti.
Imprese creative
Mettersi a nudo davanti a un pubblico o alla propria coscienza richiede un coraggio che solo il primo debutto possiede. In alcuni casi è forse l’incoscienza a renderlo sereno. La prima volta su un palcoscenico: il buio della sala, il respiro trattenuto, il corpo autogestito o eterodiretto e la voce che rompe il silenzio per la prima volta. Che siano le corde vocali, i muscoli articolati in gesto o le dita che toccano uno strumento a far suoni. Quanti debutti che sono stati un fiasco o addirittura oggetto di contestazioni si sono poi rivelati tutt’altro. Metafore della vita?

Compagnia di attori sul palcoscenico (Wikimedia commons)
La prima lettura in pubblico o il primo libro pubblicato: il proprio nome in copertina che trasforma un'idea astratta in un oggetto che appartiene a tutti. La prima bugia: quel punto di rottura consapevole in cui la parola smette di essere specchio della realtà, quando sentirsi altro è più tipico del sentirsi alternativi, ahimè.
La vita e il sangue
Esistono debutti che sono, per loro natura, esclusivi e destinati a restare pietre miliari della nostra esistenza. Il primo figlio o figlia: un evento che riscrive totalmente le priorità, trasformando l'individuo in genitore in un solo battito di ciglia. Il primo ma unico figlio: la condizione di chi vive un debutto che resta statico nel tempo, portando con sé il peso e il privilegio di un'attenzione esclusiva.
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Una madre con il neonato in ospedale (cr. Andes Wikimedia commons)
Il primo bacio: un rito universale, spesso goffo, ma capace di restare impresso nella memoria come nessun altro contatto futuro. Cosa ricordiamo di più? L’iniziale incrocio di lingue o il primo contatto totale dei corpi?

Bacio fra due giovani croati (cr. Eyd0S98 Wikimedia commons)
Ogni prima volta è un piccolo atto di fede verso l’ignoto. Ci ricorda che la vita non è che un susseguirsi di uniche occasioni o di inizi e che l’affrontarli - obbligati, casuali o necessari - è ciò che, davvero, definisce un cammino. Più che un elenco di questi inizi è il loro racconto particolare che potrebbe essere interessante da affinare e mantenere. Perché ne rimanga traccia o perché sia d’esempio. La narrazione personale da scambiarsi ai pranzi conviviali. Un tempo era la serata diapositive. Ora la fretta macina tutto, ma resta la consapevolezza che Ce n’est qu’un debut.
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