Utopia, l'isola cercata da secoli

Utopia, l'isola cercata da secoli

Efthymios Warlamis "Utopien-arche04" (Wikimedia commons)

Filosofi alla ricerca del luogo perfetto, che non c’è

Tommaso Moro era un umanista inglese, amico di Erasmo da Rotterdam, che dedicò proprio a lui il suo Elogio della follia. Ma era anche un politico che divenne cancelliere di Enrico VIII e durante i primi turbolenti anni della riforma, in pieno accordo con il re, perseguitò i primi protestanti. Poi come è noto, Enrico VIII, quando vide la sua richiesta di divorzio rigettata dal Papa, ruppe con Roma e proclamò la sua supremazia sulla Chiesa d'Inghilterra.


Holbein, "Enrico VIII" (Wikimedia commons)

Tommaso Moro rimase fedele al primato romano e rifiutò il giuramento richiesto dal re, che lo fece quindi decapitare nel 1535. Canonizzato come santo dalla Chiesa cattolica, curiosamente è riconosciuto come martire anche dalla Chiesa anglicana (quella istituita proprio da Enrico VIII). La sua fama è però soprattutto legata a un'opera in latino scritta tempo prima, nel 1516, che nessuno legge più ma di cui tutti conoscono il titolo: Utopia.


John Rogers, "Tommaso Moro con la figlia" (Wikimedia commons)

Fu proprio lui a inventare questo termine, ricreandolo dal greco e con il significato di "nessun luogo", nome più che adeguato all'isola immaginaria di cui trattava il libro. In inglese utopia ha la stessa pronuncia di eutopia (che a sua volta significa “buon luogo”) e il gioco di parole è chiaramente voluto dall'autore, quindi possiamo dire che il significato originale del termine utopia è proprio quello che gli attribuiamo ancora oggi: qualcosa di inesistente o semplicemente irrealizzabile, bello e impossibile (citazione da Gianna Nannini).


Gianna Nannini nel 2024 (cr. Stefan Brending Wikimedia commons)

Il precedente illustre di tutta la letteratura utopistica è sicuramente la Repubblica di Platone, opera complessa e controversa, che sotto forma di dialogo propone una sorta di esperimento filosofico: una società di stampo egualitario (ma fino a un certo punto) senza proprietà privata e famiglia tradizionale, con figli educati in comune, governata da sapienti, dove lo stato decide per il bene comune il ruolo di ogni cittadino.


L'Accademia di Platone in un mosaico pompeiano (Wikimedia commons)

Sappiamo anche di altre opere, ora perdute, di autori greci che descrissero città ideali in isole immaginarie, ma in discontinuità con la razionale proposta platonica. Per l’antichità classica il mondo perfetto era già esistito nell’età dell’oro e quindi si ritornò per molti secoli a una letteratura di nostalgia. Comunque è interessante notare che anche in ambito cinese e islamico classico ci furono opere analoghe (ad esempio la visione di Medina, governata da Maometto dopo la fuga dalla Mecca, come città ideale).


La tomba di Maometto (cr. Mrs Aisha Wikimedia commons)

Il mondo perfetto in ogni caso non era più di questa terra, ma divenne per cristiani e musulmani l’obiettivo da raggiungere nell’aldilà, come peraltro era stato per la religione egizia e per quella zoroastriana (“paradiso” è una parola persiana). Nella cultura popolare l'utopia si concretizzò invece nell’abbondanza di cibo, come nella descrizione del paese di Bengodi (Boccaccio) o di Cuccagna (Folengo).


Folengo e Boccaccio (di Romani e dell'Altissimo Wikimedia commons)

Tommaso Moro, da buon umanista protorinascimentale, era fondamentalmente ottimista e riproponeva, dopo una critica alla società inglese del suo tempo, le tesi fondamentali di Platone, con qualche variazione: eliminazione, pur non completa, della schiavitù, piena libertà di pensiero e religione, ma proibizione dei rapporti sessuali fuori dal matrimonio (quest'ultimo deciso d'ufficio dallo stato). La tensione, già platonica, tra giustizia sociale e libertà del singolo, rimarrà una costante in tutto questo filone.


Statua di Tommaso Campanella a Stilo, in Calabria (cr. marcuscalabresus Wikimedia commons)

I secoli delle guerre di religione e delle scoperte geografiche moltiplicarono le suggestioni (come il mito del buon selvaggio) e le occasioni di critica, nonché i luoghi esotici dove collocare le società ideali. Tommaso Campanella, frate domenicano (e pure mago e astrologo), pluriprocessato dall'Inquisizione e dagli spagnoli, durante i suoi 27 anni di reclusione scrisse nel 1602 la Città del Sole, situata nell'isola di Taprobana (come gli antichi greci chiamavano Sri Lanka). Qui la felicità della popolazione era garantita da un governo teocratico basato su un’accurata istruzione e su un particolare sincretismo religioso che accomunava Gesù, Maometto, Zeus e altre divinità.


Francesco Bacone (cr. RafaelMoreno0601 Wikimedia commons)

Francesco Bacone, con La nuova Atlantide del 1626, descrisse invece Bensalem, un’isola del Pacifico cristianizzata, quasi puritana, ma dove la ricerca scientifica era ai massimi livelli e i cui abitanti viaggiavano in incognito per il mondo per apprendere invenzioni e scoperte. Un primo esempio di paradiso nascosto che avrà molti imitatori.


Il busto di Swift (cr. Rob Hurson Wikimedia commons)

Ormai il genere utopistico era sempre di più utilizzato in chiave satirica e polemica, basti pensare a Jonathan Swift, che nei viaggi di Gulliver (1726) fece proprio la parodia di Bacone (e della Royal Society), descrivendo l’isola volante di Laputa, abitata da inutili scienziati con la testa letteralmente tra le nuvole. Nel suo ultimo viaggio Gulliver invece conoscerà la società perfetta degli Houyhnhnm, cavalli intelligentissimi che dominavano bestie brute e immonde, cioè gli uomini.


Sawrey Gilpin, "Gulliver a Houyhnhnm" (Wikimedia commons)

Nel 1872 Samuel Butler operò nello stesso modo per criticare la società vittoriana a lui contemporanea. Il nome del paese, e titolo del libro, è Erewhon (anagramma di Nowhere, cioè la traduzione letterale di Utopia). E proprio Notizie da nessun luogo (News from Nowhere) è il titolo che William Morris nel 1891 diede al suo romanzo, politico e fantastico, che descriveva dettagliatamente un’Inghilterra socialista e libertaria.  


Pieter Borssele, "Samuel Butler" (Wikimedia commons)

Ancora nel 1933 James Hilton scrisse, recuperando suggestioni buddiste, il romanzo Orizzonte perduto, incentrato sulla scoperta di una sorta di società felice in Tibet, la mitica Shangri-La. Ormai siamo alla pura letteratura fantastica.


James Hilton (dalla pagina Fb Mike Troudt)

Per contro l'utopia terrena invece per secoli trovò in Europa il suo fondamento nella Bibbia, come imitazione della primitiva comunità apostolica (Francesco e i suoi primi compagni) o come costruzione reale del Millennio (quando la Terra, prima dello scontro finale, sarà governata da Gesù e dai suoi santi in pace e giustizia, come descritto nell'Apocalisse). Nel secondo caso l’esito dei movimenti e dei loro esperimenti è sempre stato tragico (fra Dolcino) o follemente sanguinario (gli anabattisti di Münster nel 1534).


Murale dedicato a San Francesco in Polonia (cr. Kustozska Wikimedia commons)

Proprio a seguito della riforma protestante si formarono una miriade di denominazioni cristiane, poi emigrate in America, che fondarono un'infinità di comunità religiose, più o meno isolate e autarchiche (oggi tutti conosciamo gli Amish, ma ce ne furono e ce ne sono molte di più). Utopie compatibili solo a società rurali e tendenzialmente immobili, non dissimili alla fine da quella che oggi chiamiamo “la casa nel bosco”. 


Appartenente alla comunità amish (cr. Ivan McLellan Wikimedia commons)

Dopo la rivoluzione francese e l’inizio di quella industriale l’utopia invece diventò quasi completamente politica. I cosiddetti socialisti utopisti (Saint Simon, Cabet, Fourier, Owen), partendo spesso da un afflato cristiano e filantropico, pensarono a un cambiamento sociale, da raggiungersi gradualmente, anche e soprattutto, tramite la diffusione di vere e proprie comunità organizzate in modo egualitario (niente di nuovo, come si può vedere, e dall'esito altrettanto scontato).


Quindici foto di Karl Marx (Wikimedia commons)
 
È solo con il marxismo (e l’anarchismo), attraverso la fondazione dei sindacati e dei partiti operai, che prenderà forma teorica e poi pratica l'utopia socialista in tutte le sue declinazioni (riformista, cooperativa, comunista, socialdemocratica e quant’altro). Una storia che ha segnato in modo indelebile il secolo scorso. Rimane ancora senza risposta un’antica domanda: il sogno di un mondo più giusto è per forza un’utopia?

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