Gentile, morte di un intellettuale

Gentile, morte di un intellettuale

Gentile con Treccani e altri all'atto di fondazione dell'Enciclopedia italiana (foto colorata tratta da Wikimedia commons)

Firenze, gli spari contro il filosofo del fascismo

Firenze 15 aprile 1944, ore 13.30, una macchina si ferma davanti a una lussuosa villa, “Il Salviatino”, sulle colline fiorentine per far scendere un uomo alto, grosso e dai capelli ormai bianchi.  È stanco, ma sereno.


Il Salviatino, dove Gentile è stato ucciso (Wikimedia commons)

Due giovani in bicicletta lo attendono da oltre un’ora. Al suo arrivo lo raggiungono per domandargli: “È lei il professore Giovanni Gentile?”. Alla sua risposta affermativa, uno di loro estrae la pistola e spara. Il corpo di Gentile resta esanime sui sedili posteriori dell’auto. I giustizieri invece fuggono a tutta velocità sulle loro biciclette. Appartengono a un Gap fiorentino, che ha agito senza nemmeno consultare il Cln della città. La missione è stata compiuta e sono soddisfatti. Hanno ridotto al silenzio il più illustre filosofo fascista. Un segnale inequivocabile della ferocia della guerra civile ormai in atto. Nessuno può considerarsi innocente e rimanere immune da vendette.


Gentile con il ministro dell'Istruzione, Severi (Wikimedia commons)

Professore prima a Palermo e a Pisa, poi a Roma, Gentile è autore della riforma fascista della scuola, presidente della Enciclopedia Treccani, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, ha aderito alla Repubblica di Salò, presiede l’Accademia d’Italia ed è considerato dagli antifascisti un corruttore dei giovani. Per questo deve pagare. L’operazione non appare impossibile perché il filosofo viaggia senza scorta e rincasa più o meno sempre alla stessa ora.


Croce e Gentile (cr. Nunes Vais per Croce Wikimedia commons)

Gentile come Croce è un idealista hegeliano, ostile al positivismo ottocentesco e sostenitore dell’attualismo, secondo il quale la verità, tutta la verità è immanente. Per qualche tempo i due collaborano, fino a quando, a seguito del delitto Matteotti e dell’ascesa della dittatura, le loro strade si dividono per sempre. Gentile aderisce al fascismo, mentre Croce, il cui prestigio lo rende intoccabile, vi si oppone e diventa un mito per le diverse anime dell’antifascismo. All’arrivo degli alleati entra nel governo e riforma il Partito Liberale. Morirà nel 1952. Ad uccidere Gentile è stato Bruno Fanciullacci, un operaio comunista che, una volta portato a termine il suo compito, si nasconde in casa dell’ignaro pittore fiorentino Ottone Rosai.


Fanciullacci e Rosai in divisa nel 1918 (Wikimedia commons)

Tre mesi dopo però Fanciullacci viene casualmente catturato in una retata. È torturato per un paio di giorni, ma non confessa. Vistosi perduto, per non parlare si butta dalla finestra della stanza degli interrogatori, morendo. Nonostante l’evidenza dei fatti, l’assassinio di Gentile suscitò illazioni e sospetti circa il coinvolgimento di alcuni fascisti intransigenti per i quali il filosofo, con i suoi richiami alla moderazione delle bande fasciste, alla pace civile tra gli italiani e alla vigilanza dei prefetti, stava dimostrando un pericoloso lassismo morale e ideologico.


Lo storico e letterato Concetto Marchesi (cr. PubliFoto Wikimedia commons)

Ma qui la vicenda si complica ulteriormente. Lo storico Concetto Marchesi, ex rettore dell’Università di Padova, aveva scritto sul quotidiano di Lugano Libera Stampa un articolo polemico contro Gentile e i suoi inviti - in particolare quello apparso, il 24 febbraio 1944, sul Corriere della Sera con il titolo “Rinascita fascista e concordia di animi” - alla riconciliazione nazionale.


L'uccisione di Gentile secondo la matita dell'illustratore Mauro Moretti (cr. M. Moretti per iosonospartaco)

L’articolo apparve anonimo il 4 marzo 1944 sul foglio clandestino comunista milanese La nostra lotta, che aggiungeva questa sentenza: “Per i manutengoli del tedesco invasore e dei suoi scherani fascisti, senatore Gentile, la giustizia del popolo ha emesso la sentenza: MORTE!”. Che sia stata questa aggiunta finale alla risposta di Marchesi sufficiente a suggerire l’azione omicida?

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