I tanti amori di Paolina Borghese
Antonio Canova, "Paolina Borghese come Venere vincitrice" (Sailko Wikimedia commons)
La vita difficile e sfrenata della sorella di Napoleone
Il 9 giugno 1825 muore a Firenze la principessa Paolina Borghese, sorella minore di Napoleone Bonaparte. Ha 44 anni. La sua vita era stata molto movimentata e caratterizzata da numerosi amori, innumerevoli svaghi e uno sfrenato lusso.

Lorenzo Valles, "Paolina nello studio di Antonio Canova" (Wikimedia commons)
Nata ad Aiaccio il 20 ottobre 1780, trascorse l’infanzia in Corsica, svelando ben presto un carattere eccentrico e bizzarro. Dimostra grande insofferenza verso le regole sociali del tempo e verso lo studio. La sua bellezza incanta gli uomini e lo stesso Napoleone a cui è molto affezionata. Il fratello intende farle sposare Louis-Stanislas Freron, un politico molto potente e un incallito libertino. In questa scelta c’è molto probabilmente anche un interesse personale del futuro imperatore. Con l’ascesa di Napoleone, Paolina si separa dal fidanzato Freron per sposare nel 1797 il giovane maresciallo Leclerc, distintosi nella battaglia di Rivoli e che Napoleone nomina governatore di Haiti-Santo Domingo.

J.L. David "Incoronazione dell'imperatore e dell'imperatrice Josephine" (Wikimedia commons)
Nell’isola caraibica Paolina e il figlio Dermite, che morirà in giovane età nel 1804, vivranno nel lusso più sfrenato nella splendida villa assegnata al marito, che presto ammalatosi gravemente di febbre gialla morirà. Pare anche che durante il lungo viaggio di ritorno, pur essendo tenuta al lutto della vedovanza per un anno, non abbia disdegnato la corte di diversi ufficiali.
Nel 1803 Napoleone convince la sorella a sposare il principe romano Camillo Borghese, anche perché la Roma dei papi rientra nei suoi interessi politici. È fra il 1805 e il 1808 che Antonio Canova, uno dei più grandi scultori di tutti i tempi, immortala Paolina seminuda in una incantevole scultura, ricavata da un blocco di marmo di Carrara. La famosa scultura è ancora oggi ammirata a Roma presso il Museo Borghese.

Canova, "Paolina Borghese come Venere vincitrice" (Wikimedia commons)
La somiglianza con l’originale suscita presto la gelosia del principe che, pur essendo a conoscenza dei ripetuti tradimenti della giovane moglie, impedisce ai visitatori, attratti da tanta nudità e dalla perfezione dei lineamenti, di ammirare la statua.
Dapprima la scultura è trasportata nel palazzo Chiablese a Torino, residenza di Camillo come governatore dei dipartimenti d’Oltralpe. Giunta a Roma nel 1814 viene collocata a Palazzo Borghese di Campo Marzio. Nel 1838 è trasferita a Villa Pinciana e nella posizione attuale nel 1889.

Palazzo Chiablese a Torino (cr. K. Weise Wikimedia commons)
Nelle sue numerose visite a Parigi Paolina non rinuncia alle sue passioni e conduce una vita dissoluta e bizzarra. S’innamora di un maresciallo di Francia dopo l’altro, frequenta i locali alla moda e si sussurra che abbia avuto addirittura rapporti incestuosi anche con il fratello imperatore. Nulla di certo però è stato accertato a questo proposito.

H. Vernet, particolare da "Napoleone all'Elba" (Wikimedia commons)
Il poeta Arnault scrisse che Paolina riuniva in sé tutte le doti della perfezione fisica e, al contempo, tutto ciò che di bizzarro esistesse in termini di qualità morali. È presente agli avvenimenti più importanti che riguardano il fratello, che lei sfrutta per accattivarsi l’ammirazione e l’invidia delle dame e soprattutto la corte dei nobili e degli ufficiali. Nel 1804 assiste all’auto-incoronazione del fratello a Notre Dame e nel 1806 le viene assegnato il titolo nobiliare, puramente formale, di Principessa di Guastalla. L’affetto per Bonaparte la porta a seguirlo perfino nell’esilio dell’isola d’Elba. Dopo la sconfitta di Waterloo e il nuovo esilio di Napoleone per Sant’Elena, Paolina torna a Roma. In realtà non ama né Roma né Torino ma solamente Parigi, che considera meno provinciale.

Sadler "La battaglia di Waterloo" (Wikimedia commons)
La sua salute però peggiora e i medici le consigliano di andare a vivere a Firenze, dove viene raggiunta dal marito Camillo Borghese, che perdona tutti i suoi tradimenti e le resta accanto fino al giorno della morte. Viene sepolta nella cappella dei Borghese nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Roma.
Riproduzione riservata