Il processo di Norimberga e la pace tradita
Gli imputati durante il processo di Norimberga (cr. Ray D'Addario Wikimedia commons)
Dopo 80 anni il mondo ancora in cerca di un diritto per tutti
“I Maestri cantori di Norimberga” è l’unica pagina musicale di Wagner caratterizzata da un umorismo sottile. Nonostante il carattere gioioso, l’opera per lunghi anni ha vissuto di una pessima fama, dovuta al fatto che, per volere di Hitler, a partire dal 1933 la sua esecuzione divenne tradizione fissa per aprire la settimana dei raduni di Norimberga, i Reichsparteitag, le manifestazioni del Partito Nazional Socialista, trasformate in monumentali scenografie dalla matita totalitaria di Albert Speer.

"I maestri cantori di Norimberga" in una figurina Liebig del 1921 (Wikimedia commons)
Il motivo della fascinazione per l’opera era dettata da Norimberga come simbolo: lungo il fiume di note dei suoi tre atti, la composizione celebra infatti un’identità germanica medievale che, per quanto edulcorata, risulta essere forte e pulsante. Il risveglio di questo antico spirito quasi perduto, nella mitologia nazista, rappresentava un passaggio fondamentale per rendere di nuovo grande il Reich e il suo Volk, cioè popolo, identificando in Norimberga il luogo ideale di un’età dell’oro da recuperare.

Lo Staatstheater di Norimberga (cr. de Benutzer stern Wikimedia commons)
Tuttavia, se la città per lunghi anni rappresentò il palcoscenico ideale per l’estetica di potere del nazismo e la sua capitale ideologica, tra il novembre del 1945 e l’ottobre del ‘46 divenne il luogo della condanna morale e giuridica del Terzo Reich: dove il nazismo si era mostrato più glorioso, lì veniva infine giudicato come criminale.

I magistati del Processo di Norimberga (cr. Raymond D'Addario Wikimedia commons)
Nell'ambito delle punizioni post guerra, il Tribunale militare internazionale di Norimberga è stato l’esperienza più nota. Tony Judt, nel suo mastodontico “Postwar”, ha evidenziato il duplice ruolo di Norimberga: di giustizia, al fine di punire chi si era macchiato di crimini efferati, e pedagogico, per rieducare moralmente la Germania, dove le udienze del Tribunale venivano trasmesse due volte al giorno via radio.

Tony Judt e il suo libro "Postwar" (Wikimedia commons)
Riconosciuta l’impossibilità di seguire la strada della colpa collettiva del popolo tedesco, le responsabilità dei leader della Germania hitleriana furono invece messe sotto accusa: dei ventidue uomini sul banco degli imputati, dodici furono condannati a morte, ma Goring utilizzò il cianuro per sfuggire a John C. Woods, boia di Norimberga, tre ricevettero l’ergastolo e quattro pene detentive minori.

Vittime dei campo di concentramento di Auschwitz (cr. Wilhelm Brasse Wikimedia commons)
Lo sforzo però non si fermò qui e si estese al tentativo di ridefinire le regole del sistema internazionale, introducendo concetti giuridici nuovi: crimini contro l'umanità, di guerra, contro la pace e responsabilità personale dei dirigenti politici e militari che non potevano più rifugiarsi sotto l’alibi dell’obbedienza ai superiori. E’ quindi a Norimberga che nasce il diritto internazionale, che negli anni successivi si rafforza tramite convenzioni e dichiarazioni nell’ambito delle Nazioni Unite, fortemente volute dal presidente Roosevelt, secondo l’idea di un mondo guidato non più solo dalla forza ma anche dalle norme.

I principali imputati del processo di Norimberga (cr. Ray D'Addario Wikimedia commons)
Obiettivo audace e visionario che al compimento degli 80 anni d’età mostra tutti i segni di un pesante invecchiamento. Senza cadere nell’illusione del diritto come strumento per la pace perpetua, per lungo tempo la forza dei trattati si è concretizzata nella necessità di trovare delle giustificazioni minimamente plausibili al comportamento degli stati, impedendo al Cesare di turno di fare tutto ciò che gli passava per la testa, e nella creazione di codici di comunicazione tra i rappresentanti degli stati stessi, delle loro culture e civiltà.
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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump (cr. Gage Skidmore Wikimedia commons)
Ma dall’invasione dell’Ucraina fino alle recenti dichiarazioni di Trump, per cui solo la sua morale lo può fermare, sono state tirate delle picconate micidiali a tutto ciò: il diritto internazionale non esiste più come insieme di regole di comportamento, ma come oggetto non identificato aperto a mille interpretazioni, per cui tutto è lecito finché non lo fanno gli altri.
Per quanto la validità teorica dei principi di diritto internazionale stabiliti da Norimberga in avanti sia ancora valida, la loro applicabilità politica, nel contesto attuale, risulta essere molto più complessa, dal momento che per la prima volta nella storia si assiste ad una duplice crisi, dove l’arretramento della democrazia e lo smantellamento delle norme internazionali convergono.

Il giudice Robert Houghwout Jackson a Norimberga (cr. Ray D'Addario Wikimedia commons)
Illuminanti in questo senso sono ancora le parole che Robert H. Jackson, già giudice della Corte Suprema e Procuratore capo al processo di Norimberga, pronunciò ad una riunione di avvocati nel 1941 all’Havana: "Siamo tormentati dalla più grande missione incompiuta della civiltà: creare un ordine internazionale giusto e pacifico. Se si vuole realizzare una simile relazione tra gli Stati, sappiamo che le sue fondamenta dovranno poggiare sulla legge, poiché il processo legale è l'unica alternativa pratica alla forza”.
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