La felicità è un mio diritto

La felicità è un mio diritto

Particolare dalla copertina del nuovo libro di Mauro Moretti (cr. Mauro Moretti)

Il libro di Mauro Moretti, la libertà da Calamandrei ai giorni nostri

L'illustratore Mauro Moretti, fra gli autori di iosonospartaco, ha dato alle stampe il suo nuovo libro "Liberi tutti". Chi desiderasse acquistarlo può rivolgersi all'associazione "Amici di Peagna" scrivendo a biblioteca@amicidipeagna.it Al libro hanno collaborato Giovanni Merlo e visualverso 23

La libertà, come la speranza, è di tutti. O è di tutti o non è. Parole che ci rimandano a giganti del pensiero italiano, come Piero Calamandrei e don Ciotti, oggi fondamentali in una situazione globale che ci impedisce di dare per scontate le conquiste attuate grazie al sacrificio di generazioni che ci hanno preceduto.


L'illustratore Mauro Moretti al lavoro

Nasce da questi presupposti - e soprattutto dal discorso di Calamandrei a studenti milanesi nel 1955, a dieci anni dalla fine della guerra – il libro “Liberi tutti” di Mauro Moretti, uno fra i più famosi illustratori italiani che anche di recente ha collaborato con iosonospartaco. Il libro, una serie di tavole accompagnate da un testo snello, prende forma dalla decisione dell’Associazione Amici di Peagna (frazione di Ceriale, in provincia di Savona) di celebrare in maniera originale ma duratura l’ottantesimo anniversario della Liberazione. Prende così forma “Liberi tutti” che vive dell’abilità artistica di Moretti e di una sua intuizione: dividere questo racconto grafico in due parti.


Tavole in bianco e nero per rappresentare l'oppressione del regime (cr. Mauro Moretti)

Nella prima le tavole non sono nemmeno in bianco e nero, sono in grigio. Un grigio uniforme e coprente, quasi untuoso. Sono i giorni di una imprecisata dittatura, anche se il riferimento al ventennio fascista è evidente; giorni in cui è vietata qualsiasi manifestazione della propria personalità, dalla scelta di abiti a colori al desiderio di ascoltare musica. Anche la felicità è vietata, c’è spazio solo per una indistinta accettazione dello stato delle cose, dove nemmeno in famiglia si parla più per paura di essere traditi.


La spirale che gli studenti sono obbligati a guardare (cr. Mauro Moretti)

Una sorta di grande fratello delle fogne – raffigurato con il volto di un ratto – dal sottosuolo spia le parole di tutti, felice di tradire, novello Iscariota, rivelando a un’autorità feroce il pensiero di chi non ha messo la testa all’ammasso. I disegni della spirale da guardare obbligatoriamente in tutti gli ambienti della città – dai muri alla televisione – rimandano a un capolavoro straniante della letteratura come “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury, soprattutto nella meravigliosa versione cinematografica di Truffaut.


La scoperta della libertà, il mondo è a colori (cr. Mauro Moretti)

Poi d’improvviso le tavole diventano a colori, di un colore limpido come una mattina di sole in primavera. Il protagonista di “Liberi tutti” si risveglia da un incubo ma non dimentica quello che il sonno gli ha mostrato, la bruttezza di un mondo senza libertà e senza colori. E’ questo il momento della consapevolezza, la scoperta che le libertà non sono scontate, come la bellezza di poter scegliere, fosse anche solo la marca di biscotti da mangiare a colazione. E la prima fra le libertà è quella di essere felici, come messo per iscritto, nel XVIII secolo, nella dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti.


Piazza De Ferrari gremita, è l'ultima tavola (cr. Mauro Moretti)

“Liberi tutti”, prendendo spunto dalle parole di Calamandrei, è la dimostrazione di come la malattia peggiore per la democrazia sia il disinteresse, la convinzione che le cose di tutti non siano di nessuno nella certezza che i diritti non ci verranno tolti. Errore, e le notizie in giro per il mondo ce lo dicono. Il libro di Moretti – che si avvale di una bella prefazione dello scrittore ligure Gino Rapa, a cui si deve la citazione di don Ciotti – è un invito alla partecipazione, alla condivisione, alla riconquista della dimensione del noi. Bellissima, si consenta un giudizio del tutto personale, la tavola conclusiva che raffigura piazza De Ferrari a Genova piena di gente, felice di essere libera di festeggiare, insieme, qualsiasi cosa.

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