De Zolt, una forchetta da medaglia d'oro
La staffetta italiana oro nella 4x10 chilometri a Lillehammer: Albarello, De Zolt, Fauner, Vanzetta (dalla pagina Fb Montura store Lavaredo)
Il campione di Lillehammer cenò due volte in una sera
In periodo di Olimpiadi ricordo volentieri Maurilio De Zolt da Belluno – uno dei quattro eroi della medaglia d’oro nella staffetta 4x10 alle olimpiadi di Lillehammer nel 1994 - amico fraterno del suo allenatore e preparatore atletico Dario D'Incal, che ebbi la fortuna di conoscere come mio compagno alla scuola centrale dello sport di Roma.

Giorgio Cimurri con Maurilio De Zolt (archivio Giorgio Cimurri)
Facile legare con i compagni di studio e con Dario ci fu subito amicizia anche per la passione comune dello sci di fondo. Un amore infinito il mio, per lo sci nordico, grazie alla mitica Marcialonga degli anni 70.
Con Dario ci si trovava spesso alle varie competizioni, dove la nostra squadra nazionale gareggiava, e anche al seguito di gare importanti come il campionato del mondo a Lahti, in Finlandia.

L'arrivo della 4x10 a Lillehammer (dalla pagina Fb Lillehammer 22 febbraio 1994)
Maurilio De Zolt era la punta di diamante della squadra di sci nordico, allora vincente alla pari con i campioni nordici. In uno degli incontri ricordo al Grillo, cosi veniva chiamato Maurilio, la promessa di venire a Reggio Emilia a trovarmi, dove da sempre anche altri campioni erano di casa.
Dopo la vittoria del campionato del mondo nella 50 chilometri a Oberstdorf mi disse: “Vengo a trovarti e rimango a dormire a casa tua”.

La staffetta olimpica di Lillehammer: Albarello, Vanzetta, Fauner e De Zolt (dalla pagina Fb Lillehammer 22 febbraio 1994)
Tutto pronto per la festa che gli avevo organizzato a Villa Minozzo, in montagna, da un caro amico gestore di un ristorante famoso, ma rimanemmo parecchio in attesa: Maurilio incredibilmente aveva promesso ad un consigliere nazionale della Federazione italiana sci di festeggiare la medaglia a Frassinoro, in provincia di Modena, dove ovviamente c’era il mondo dello sci nordico.

De Zolt con la felpa della Equipe Cimurri (archivio Giorgio Cimurri)
Comunque volle mantenere la parola e arrivò a mezzanotte quando ricominciò a cenare con specialità locali come se non avesse cenato prima d’allora. Arrivammo poi a casa mia non prima delle tre di notte. Non conoscendo le sue abitudini, alla mattina mia moglie preparò una colazione per sportivi, ma anche qui Maurilio ci spiazzò perché chiese di bere un grappino. Maurilio è così anche oggi, un campione troppo simpatico, fuori dalle righe ma che non ha mai mancato alla parola data.
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