Ha fatto otto Olimpiadi, era mio padre

Ha fatto otto Olimpiadi, era mio padre

Giannetto Cimurri con i ciclisti medaglie d'argento a Tokyo, 1964: Testa, Roncaglia, Mantovani e Rancati (cr. E. Cinti collezione Cimurri Biblioteca Panizzi)

Giannetto, il massaggiatore di tutti i campioni italiani

Nel giorno della chiusura delle Olimpiadi di Milano-Cortina, iosonospartaco pubblica questo intervento di Giorgio Cimurri nel ricordo del padre Giannetto, un uomo che con le proprie mani miracolose di massaggiatore ha aiutato tutti i maggiori campioni italiani, per otto Olimpiadi.

Londra 1948, Helsinki 1952, Cortina d’Ampezzo e Melbourne 1956, Roma 1960, Tokio 1964, Messico 1968, Monaco 1972.

 “Giannetto era un  Soigneur, un massaggiatore sublimato, un curatore di muscoli ed anime, non solo un arpeggiatore di tendini, un curatore di muscoli, un pianista di glutei. Un confessore, via, più importante dello stesso direttore sportivo”.


Il giornalista Gianni Mura (cr. International Journalism Festival 2010 Wikimedia commons)

Gianni Mura scriveva così ed è lui che mi ha fatto conoscere da adulto chi era Giannetto, mio padre.


Con il quartetto vincitore a Roma, 1960: Testa, Vallotto, Arienti e Vigna (cr. foto Paglia Biblioteca Panizzi)

E quando parliamo di Olimpiadi di Milano-Cortina oggi, come faccio a non pensare a papà Giannetto che fu convocato proprio alle Olimpiadi invernali del ’56 a Cortina, non più come massaggiatori dei ciclisti ma dei pattinatori. Quei muscoli erano bisognosi delle sue mani, come per i ciclisti.


Cimurri incita gli italiani nell'inseguimento a squadre (cr. eredi Cimurri Biblioteca Panizzi)

Le partenze per le Olimpiadi erano un momento indimenticabile per casa nostra: i preparativi delle valigie, erano come un vero trasloco di pomate, unguenti, spesso di sua produzione, bende, cerotti, il tutto ben ordinato in borsoni neri di pelle indistruttibili. Le Olimpiadi di Melbourne e Messico sono state per me le più amate, soprattutto per i regali che papà mi portava a casa. Ricordo ancora un piccolo koala in peluche, diventato il mio vero amico.


Cimurri con Sergio Bianchetto e Vanni Pettenella a Tokyo (cr. archivio Cimurri Biblioteca Panizzi)

Le gare trasmesse in televisione erano poi un momento di grande raccolta familiare per poter assistere alle riprese delle corse in pista (allora in televisione in bianco e nero).  Spesso vedevamo il papà abbracciare i suoi campioni in caso di vittoria o in partenza per l’ultimo colpo di spugna miracoloso.


Con Ritter per il record dell'ora, 1968 (cr. foto Olympia Biblioteca Panizzi)

La presenza di papà Giannetto ci ha fatto amare fin da piccoli le Olimpiadi e tuttora sono un momento da vivere intensamente, con passione e trasporto. Non si tratta solo di nostalgia per anni lontani, ogni Olimpiade rappresenta il momento magico nella vita di chi ha fatto dello sport la propria ragion d'essere. Proprio come Giannetto, il mio papà.

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