Sciatori con le racchette, tennisti sugli sci
Giorgio Cimurri con il capitano Crotta, i tennisti Bertolucci, Ocleppo, Panatta, Barazzutti e il preparatore atletico (archivio Giorgio Cimurri)
Gemellaggio fra valanga azzurra e nazionale di Coppa Davis
Negli anni ’80 gli sciatori della Valanga azzurra, durante il periodo primaverile, terminata la stagione sciistica, trascorrevano una decina di giorni a Reggio Emilia, per poter giocare a tennis soprattutto perché nelle loro zone montane non sempre i campi all’aperto erano disponibili.
Parliamo di Pierino Gros, Paolo De Chiesa, Franco Bieler e Diego Amplatz, veri appassionati dei campi in terra rossa e soprattutto dei nostri campioni tennisti di Davis: Adriano Panatta, Paolo Bertolucci e Corrado Barazzutti, anche loro frequentatori di Reggio Emilia e spesso ospiti della mia famiglia. Da quegli incontri nacquero vere amicizie dove spesso si scambiavano i ruoli: Panatta diventava sciatore a Cortina e Barazzutti sulle piste di Salice d’Ulzio con Pierino Gros.

Giorgio Cimurri con gli azzurri di sci: Gros, Oberfrank, Bieler, De Chiesa, Confortola, Messner; in basso Senoner, Pegorari, Radici (archivio Giorgio Cimurri)
Nell’autunno del 1983 i nostri tennisti fecero proprio a Reggio Emilia un allenamento in previsione di una gara di Coppa Davis con tutta la squadra e arrivò un invito speciale. Adriano Panatta e Paolo Bertolucci furono invitati a Villa Minozzo, paese della nostra montagna che dista circa 60 chilometri dalla città, per inaugurare il primo campo da tennis in terra rossa con un arbitro d’eccezione: Paolo De Chiesa.

Gli azzurri di ritorno dal Cile con la Davis: Pietrangeli, Bertolucci, Panatta, Barazzutti e Zugarelli (cr. Ansa Wikimedia commons)
Partimmo in auto ma al trentesimo chilometro della strada abbastanza tortuosa i nostri tennisti non abituati alle strade di montagna si fermarono e non volevano più risalire in auto, con il rischio di annullare l’esibizione. Ce ne volle per convincerli. La cucina reggiana fece il miracolo.
Arrivati finalmente nella piazza centrale del paese, appuntamento fissato per le ore 12 con tanto di autorità e pubblico, ci fu un ritardo di mezz’ora causa un fuori programma: si presentò il proprietario di un ristorante del posto prima del match, portando piatti tipici reggiani. Una scena indescrivibile, difficile trovare le parole per raccontare come i nostri campioni accettarono con entusiasmo questo anticipo del match tennistico.

Panatta premiato dal sindaco di Villa Minozzo, Paolo Bargiacchi (archivio Giorgio Cimurri)
Al termine della partita Panatta, Bertolucci e De Chiesa furono premiati con abbondanti prodotti tipici della montagna. Insomma il gemellaggio fra tennis e sci dei nostri campioni terminava sempre con un pareggio a tavola dove la reggianità e la felpa portafortuna dell’equipe di famiglia non mancavano mai. La cucina reggiana e l’amicizia erano sicuramente il collante che attirava questi campioni a Reggio Emilia, campioni anche di semplicità.
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