Pirandello, maschere e realtà

Pirandello, maschere e realtà

Luigi Pirandello nel 1932 (cr. Agence de presse Meurisse Wikimedia commons)

Apparenza e verità vivono l’una nell’altra

Pirandello era di cattivo carattere (ad Agrigento i vecchi, tra cui il fratello Innocenzo, con cui fu in perpetua lite, mormoravano che il pazzo in famiglia fosse lui e non la moglie). Lo stesso Mussolini lo riteneva tale e rarefatti furono gli incontri fra i due, per poi cessare del tutto: si conobbero, si studiarono, cercarono reciprocamente di sfruttare al massimo l’uno le potenzialità dell'altro, infine non conclusero, per usare un verbo ricorrente nella poetica dell’autore.


Pirandello con Eduardo e Titina De Filippo (Wikimedia commons)

Generoso di indole fin dall’infanzia (noto l’episodio che lo vide tornare a casa dopo la messa domenicale praticamente in mutande, per aver donato il raffinato vestitino da marinaretto a un bimbo bisognoso), non esitò a finanziare di tasca propria la compagnia del Teatro d'Arte di Roma da lui creata: lo fece per diffondere più capillarmente la sua visione del mondo o per dare notorietà a Marta Abba? La risposta non è manichea né immediata.


Mosaico con le maschere del teatro romano, II secolo d.C. (Musei capitolini Wikimedia commons)

Le maschere sono nude, la vita è nuda, bisogna vestire gli ignudi: dunque, l’idea della nudità è ricorrente nella sua arte. Laddove per nudità è corretto intendere non un processo di spoliazione, bensì di semplificazione: nasciamo nudi, cioè essenziali, e durante la vita ci ricopriamo di strati di “orribile manteca”, per allontanare la verità, che, d’altronde, è per sua natura inconoscibile.


Rappresentazione francese di "Così è (se vi pare)", 1955 (cr. Roger Pic Wikimedia commons)

La dama velata che chiude “Così è (se vi pare)” è forse il momento più alto del suo teatro, ma è soprattutto un annuncio di sconfitta: il suo Per me, io sono colei che mi si crede! è una potente detonazione e vale tanto quanto la risata della Figlia che è l’epilogo dei “Sei personaggi in cerca d’autore”.


"Sei personaggi in cerca d'autore" a Parigi, 1923 (Wikimedia commons)

Cioè, l’apparenza e la verità sono due realtà che coesistono e che si sustanziano l’una dell’altra. D’altra parte se la mia icona di whatsapp è un cagnolino, quale messaggio voglio veicolare: che amo gli animali, che amo solo il mio cane, che preferisco i cani agli esseri umani?

Uno, nessuno e centomila…

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