Happy Days, la famiglia che non c'è più
La famiglia Cunningham di Happy Days con Ralph e Potsie (dalla pagina Fb Happy Days)
Il modello felice del telefilm non corrisponde più alla realtà
Era l’8 dicembre 1977 quando su Rai 2 andò in onda la prima puntata del telefilm Happy Days. Il telefilm (o la serie come si usa dire adesso) racconta le vicende della famiglia Cunningham che vive a Milwaukee. La famiglia è composta da Howard, proprietario di un negozio di ferramenta, da sua moglie Marion, casalinga, e dai figli Charles, detto "Chuck", Richard, detto "Richie" e Joanie. (Il figlio maggiore Chuck appare sporadicamente durante la prima e la seconda stagione, per poi scomparire senza spiegazioni).

Fonzie, Richie e gli amici da Arnold's (dalla pagina Fb Negli anni 70 io c'ero)
La serie televisiva è ambientata nell’America degli anni ’50 ma prodotta negli anni ’70 e propone attraverso la famiglia Cunningham un modello di famiglia tradizionale che è diventato simbolo dell’ideale americano del dopoguerra.
Ma quanto quel modello è ancora attuale? E in che modo si differenzia dalla famiglia americana di oggi? I Cunningham incarnano la tipica famiglia della middle class americana del dopoguerra. Howard è il proprietario di un negozio di ferramenta. È il capofamiglia, figura autorevole ma affettuosa che non fa mancare nulla alla sua famiglia.

Fonzie e Richie in una immagine pubblicitaria (cr. Abc television Wikimedia commons)
Marion, madre casalinga, si occupa della casa e dell’educazione dei figli, rappresentando il ruolo femminile tradizionale dell’epoca e dispensatrice d’affetto. Richie e Joanie i figli adolescenti che affrontano le problematiche tipiche della crescita, sempre all’interno di un contesto protetto.
La famiglia è stabile, unita, priva di conflitti profondi. I problemi vengono risolti con il dialogo e con una morale ben definita e chiara. Si presenta come una struttura monolitica. Le cose però a partire dagli anni 70 cominceranno a cambiare e la famiglia monolitica comincerà a disgregarsi, non per scomparire ma per trasformarsi.

La famiglia Cunningham prepara l'albero di Natale (cr. Abc television Wikimedia commons)
Le prime crisi economiche portano alla precarietà. L’ingresso sempre più massiccio delle donne nel mondo del lavoro porta a ridefinire la divisione del lavoro domestico, l’autorità genitoriale e la distribuzione del potere all’interno della famiglia. Si assiste alla nascita di nuove forme di famiglia. Famiglie nelle quali un solo genitore è responsabile della cura e del sostentamento dei figli, famiglie allargate, famiglie omogenitoriali.

Fonzie consola Marion Cunningham (cr. Abc television Wikimedia commons)
La famiglia non è più un’istituzione monolitica, ma un sistema fluido che deve adattarsi alle trasformazioni del mercato del lavoro e ai mutamenti culturali e identitari. Da un punto di vista sociologico, la famiglia Cunningham rappresenta un modello ideale della famiglia tradizionale americana.
La famiglia contemporanea, invece, evidenzia come l’istituzione familiare non sia immutabile ma debba sapersi adattare ai rapidi cambiamenti della società attuale. Non esiste più quindi un unico modello dominante, ma una molteplicità di forme familiari.

L'incontro fra Fonzie e Robin Williams, Mork (cr. Abc television Wikimedia commons)
La serie si concluderà il 24 ottobre 1984 con il matrimonio di Joanie Cunningham e Chachi Arcola e con Howard Cunningham che rinnova le promesse di matrimonio con Marion Cunningham. L’episodio finale ha un tono simbolico: il matrimonio di Joanie rappresenta il passaggio alla vita adulta della nuova generazione, mentre il rinnovo delle promesse di Howard e Marion sottolinea la solidità e la continuità dei valori familiari che hanno caratterizzato l’intera serie.
Iconica rimarrà l’ultima inquadratura di Howard Cunningham che augura Happy Days a tutti.
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