Christiane Ritter, centenaria fra i ghiacci

Christiane Ritter, centenaria fra i ghiacci

Foto colorata di Christiane Ritter e il marito a Spitzbergen (dalla pagina Fb The polar journal)

L’esperienza estrema della pittrice nell’isola di Spitzbergen

Christiane Ritter era un’artista viennese. Nata nel 1897 visse un anno in Artide, tra i ghiacci dell’isola di Spitzbergen, vicino alle Svalbard. La memoria le pone vicino Marie Curie, scienziata nata nel 1867, Coco Chanel, creatrice di moda del 1883, e Amelia Earhart del 1897, prima donna aviatrice. Agli inizi del ‘900 il mondo è in subbuglio. Nonostante le guerre, la rivoluzione russa e il nazismo del Terzo Reich, alcune donne scelgono la strada della sperimentazione e del cambiamento.


Con il marito all'aperto nell'inverno artico (cr. Svalbard museum) 


Christiane nasce a Vienna da una famiglia borghese. Suo marito terminata una spedizione scientifica nell’Artide, rimane sull’isola di Spitzbergen a pescare e cacciare animali da pelliccia. Le scrive di mollare tutto e di raggiungerlo, visto come sta andando il mondo. Qui starai bene le dice, abiteremo in una capanna sulla costa settentrionale dell’isola. Le consiglia di portare semplicemente uno zaino. Christiane crede al marito e si mette in viaggio con qualche bagaglio in più.

F.A. Biard "Lotta contro un orso polare" a Spitzbergen (Wikimedia commons)

Quando dalla nave intravede il posto che l’aspetta, le pare orribile e nebbioso, raccapricciante, acqua, nebbia e pioggia. L’ Artide è una regione geografica dell’emisfero boreale, attigua al Polo nord, circondata dal Mare glaciale artico. Il nome dal greco significa vicino all’Orsa maggiore e minore che brillano nella volta celeste.

Visione aerea di Spitzbergen (cr. B.C. Torrissen Wikimedia commons)

Christiane arriva durante il periodo estivo che dura da aprile a settembre, luce continua, il sole tramonta a mezzanotte rimanendo sempre all’orizzonte. Dai -10 ai -12 gradi. Arrivati alla capanna, il marito e Karl, un cacciatore che conviverà con loro, sostengono che pare una reggia. Il tubo collegato alla stufa si erge dal tetto verso il cielo nebbioso. A lei sembra una catapecchia e pensa che qui vivere e morire abbiano lo stesso significato. L’acqua per cucinare e lavarsi proviene da un ghiacciaio a due chilometri dalla capanna. Prima della partenza si immaginava al calore di una stufa a leggere e dipingere. Karl e il marito la rassicurano che il tempo muterà presto.

Estate, il sole sopra l'orizzonte a mezzanotte (cr. B. Spath Wikimedia commons)

E’ la corrente calda del golfo a provocare la nebbia. Capisce che dovrà cambiare aspettative. In un luogo del genere non solo dovrà adattarsi, ma trasformarsi in una donna grintosa. Quando la terra sprofonda nella tenebra da ottobre a febbraio, la luna spicca nel cielo terso, intorno silenzio, scricchiolii, oscurità. Gli uomini iniziano la caccia e la lasciano sola a difendersi dalle bufere di neve e di ghiaccio. Resistono al clima gelido solo muschi e licheni.


C. Ritter, acquerello sulla vita nell'Artico (Wikimedia commons)


Pensa, lei evoluta e mitteleuropea, a quelle che a Vienna considerava difficoltà. Fino a lei non arrivano i drammi del continente, per fortuna in quanto ha affidato alla madre la sua piccola figlia. Se ne era andata dall’Europa quando stava per entrare in guerra. L’Artide era stata l’ultima postazione nazista, abbandonata nel 1945.

1945, la liberazione di Vienna (dalla pagina Fb TankHistoria)

Nelle giornate solitarie deve difendersi dal ghiaccio che la chiude in un igloo privo di confini. I punti di riferimento di prima sono scomparsi nell’immensità ghiacciata. Le scarse relazioni sono con le volpi argentate. Gabbiani, edredoni, anatre volanti, gli orsi le passano vicini.

Primo 900, spedizione svedese a Spitzbergen (cr. DIG131092 Wikimedia commons)

Il sole è scomparso e quando se ne accorge, Christiane si rende conto che per qualche mese sarà orribile, tornerà il 25 febbraio. Quando il giorno svanisce e la luna diventa rossa appare l’aurora boreale. Le temperature scendono a -35 gradi. E’ sempre più difficile procurarsi il cibo. La paura di ammalarsi di scorbuto, venendo meno le vitamine necessarie, è quotidiana.

La capanna dei coniugi come appare oggi (da The polar journal)

Nell’isola infatti, quando i ghiacci si sciolgono, emergono croci di monaci russi, di cacciatori o esploratori che non ce l’hanno fatta. La solitudine ingigantisce lo stato mentale di Christiane che si innamora del fascino del ghiaccio. I sentimenti mutano. Le lunghe, a volte dolorose, meditazioni accrescono la sensibilità interiore.  La sua mente polare si arricchisce di bellezza. Il ghiaccio che avvolge ogni pezzo di terra cammina e si trasforma. Striscia, si accavalla, genera barriere che mutano improvvisamente. Uno scenario teatrale sconfinato, immerso in un silenzio che incanta. E’ grazie a questa esperienza totale che Christiane Ritter vivrà fino a 103 anni?


Il libro di Christiane Ritter uscito in Italia nel 2020


Quando rientra a Vienna, percepisce la presenza di Dio, dietro le quinte del mondo. In lei lo stupore è profondo, nel cogliere le sfumature del crepuscolo che permangono a lungo durante la notte. I colori si attenuano, scompaiono e ritornano a specchiarsi sui ghiacciai. Meraviglia, quasi estasi. Il suo diario “Una donna nella notte polare”, uscirà nel 2020.

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