La megalopoli del Sol

La megalopoli del Sol

Un'immagine notturna del centro storico di Marbella Crediti Paolo Gandolfi per iosonospartaco

Il più grande sviluppo immobiliare per case vacanze d’Europa

Inizia oggi la pubblicazione degli appunti di Paolo Gandolfi, scritti durante i suoi viaggi

L’Andalusia è la più grande e la più meridionale regione spagnola. Malaga è la provincia andalusa che guarda in faccia l’Africa, la più a sud, più giù della Sicilia. L’Andalusia offre residenza permanente e per vacanza a centinaia di migliaia di cittadini del nord Europa, in cerca di condizioni ambientali e sociali migliori e dell’affaccio sul Mediterraneo. La realizzazione di tanti campi da golf ha completato un’offerta che si basa anche su un buon sistema di servizi, un discreto ordine e poca criminalità. Questo ha generato ricchezza, ottenuta però in cambio di un uso del suolo dissennato.

La nostra (per pochi giorni) piccola casetta bianca, che fu di contadini quando si raggiungeva solo a dorso di mulo anche se a pochi chilometri da Estepona, oggi è assediata da altre piccole case bianche, ma tutte ammucchiate in orridi zigurat (come venivano chiamati i monumenti religiosi dei sumeri dalle basi imponenti, ndr) che si sono sostituiti alle colline. 



Il porto di Malaga riqualificato Crediti Paolo Gandolfi per iosonospartaco

Dalla periferia est di Malaga a Torreguadiaro (quasi a Gibilterra) c’è una striscia di edificazione continua sulla costa mediterranea di 135 chilometri, che nei tratti più profondi si estende fino a 10 chilometri nell’entroterra, insinuandosi sulle colline che in alcuni punti si fanno montagne. Ad un italiano, abituato a considerarsi, anzi, a considerare i propri connazionali capaci di nefandezze inarrivabili, la descrizione di un così prorompente sviluppo edilizio sembrerà una cosa normale. Il pensiero andrà alla riviera adriatica, alla Versilia, al litorale romano, al golfo di Napoli, ma lo sviluppo urbano della Costa del Sol è qualcosa che non ha paragoni in Italia. Quando dico 135 chilometri di urbanizzato intendo 135 chilometri continui di palazzi e lottizzazioni, con piccole interruzioni non più grandi di un campo o di uno svincolo stradale.

Il centro di Estepona. In questa piccola città ero stato 40 anni fa e non ricordo molto, il mercato però lo ricordo. I mercati centrali in Spagna sono ancora fantastici, questo invece è stato trasformato in un locale alla moda per mangiare e bere. Pazienza, c’é comunque di cui consolarsi.

Sulla Costa del Sol è avvenuto il più grande sviluppo immobiliare per case da vacanza d’Europa. I fulcri dello sviluppo sono tre: la città di Malaga, Torremolinos e Marbella. Malaga è una grande città che vive molto sul turismo estivo, ha gli abitanti di Genova, ospita spiagge e monumenti come Rimini e ha un aeroporto grande quasi come Malpensa. Torremolinos è l’icona delle vacanze degli anni ‘60, palazzoni alti e la densità tollerata e amata fino ad un paio di decenni fa dal turismo di massa nazionale. Marbella è invece l’epicentro del turismo internazionale, unisce il lusso e lo stile tronfio del jet set e degli sceicchi, con quello esuberante dei villaggi vacanza per la classe media londinese, con quello greve dei blocchi di appartamento per chi non può permettersi altro.




Gibilterra vista da Punta Carbonera Crediti Paolo Gandolfi per iosonospartaco

Tutti gli spazi lungo la costa, tra una località e l’altra, sono stati riempiti negli ultimi decenni da urbanizzazioni, centri commerciali, campi da golf e alberghi, il tutto ispirato alla California o alla Florida, che a loro volta si ispirarono all’Andalusia e ad una paranza di altri stili mediterranei. Domina quindi un linguaggio andaluso di ritorno, americanizzato, di seconda mano, copiato da copie. Insomma, un trionfo di palme, torrette, coperture a dodici acque, portici, cipressi, logge, comignoli e archi arabeggianti. Un campionario di vernacolare indistinto e mischiato a caso. Un bazar dell’immobiliare che di notte sembra Beverly Hills e di giorno una periferia che potrebbe confondersi a Taormina come a Brighton.

Marbella è forse la località balneare più ricca di Spagna, probabilmente non la più esclusiva. Anche in inverno brulica di turisti che visitano e fotografano febbrilmente ogni pietra, anche insignificante, del suo piccolo centro storico. Tutta questa città lineare di 130 chilometri è avvolta in un paesaggio verdeggiante imposto con la forza fino ai brulli pendii della sierra e che si interrompe e riappare a scacchiera sui confini di proprietà, dove finisce e inizia l’irrigazione forzata. Il paesaggio artificiale del singolo lotto di una villa, composto da cipressi, palme e pratino all’inglese, si salda a quello di un altro lotto, di un albergo, di un golf club o di un residence per decine di chilometri diventando un paesaggio nuovo non urbano, non rurale, non naturale. A suo modo un paesaggio culturale o forse subculturale. 
(1 - continua)

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