La vita incredibile di Marco Polo

La vita incredibile di Marco Polo

Miniatura sui viaggi di Marco Polo (Wikimedia commons)

Ai confini del mondo accanto all’imperatore

“E si vi dico che tra tutti gli signori del mondo non hanno tanta ricchezza quanta ne ha il Gran Khan solo”.

(Il Milione, cap. LXXXI)

Dopo diciassette anni di permanenza in Cina, Marco Polo sente il bisogno di tornare nella sua Venezia e decide di partire. L’occasione si presenta quando bisogna accompagnare una giovane principessa destinata in sposa al re di Persia. Marco, suo padre Niccolò e lo zio paterno Matteo partono e, una volta salutata la principessa, riprendono il viaggio alla volta dell’Italia.


Salviati, mosaico raffigurante Marco Polo, Genova 1867 (Wikimedia commons)

Il padre e lo zio, abili mercanti e conoscitori del Mediterraneo, erano già partiti via terra per la Cina (Catai) nel 1261 con lo scopo di aprire nuovi mercati alla loro attività commerciale. Dopo diversi anni di viaggio raggiungono Canbalig (l’antica Pechino), dove hanno modo di intrecciare importanti rapporti commerciali e di conoscere l’imperatore mongolo e unificatore di tutta la Cina, Kublai Khan.


L'incontro fra Kublai Khan e Marco Polo, Biblioteca nazionale di Francia (Wikimedia commons)

Tornati a Venezia nel 1269, dopo più di un anno, nel 1271, ripartono con il sedicenne Marco, figlio di Niccolò, che vivrà una delle più incredibili avventure di tutti i tempi e rimarrà nella storia come l’uomo che, percorrendo la ribattezzata via della seta, farà conoscere la Cina e l’oriente a tutto l’occidente.


Abraham Cresques, "La carovana di Marco Polo" (Wikimedia commons)

I tre infatti vengono accolti festosamente a corte dall’imperatore, che comprende immediatamente quanto potrà essergli utile l’esperienza dei veneziani nell’incrementare il commercio e nell’arte di governare. Riconosce nel giovane Marco intelligenza, desiderio di conoscenza e una predisposizione straordinaria alla diplomazia. Marco d’altra parte impara presto la nuova lingua e la complessità della vita cinese. Perciò l’imperatore non esita a nominarlo suo consigliere personale; gli affida diverse missioni diplomatiche in Birmania, in India, in Tibet, in Giappone e in altri stati orientali. Infine non esita a inviarlo come governatore in diverse province cinesi.


La missione di Marco Polo in Giappone, museo prefettura di Kumamoto (Wikimedia commons)

Dopo oltre vent’anni lontano dalla sua terra, Marco desidera ritornare nella sua città e riparte dal porto di Zaitun con il padre e lo zio.

Giunto a Venezia nel 1295, dopo circa tre anni di viaggio, trascorre un periodo felice e ricco di soddisfazioni morali ed economiche. È da tutti rispettato e invidiato per quella incredibile avventura vissuta in un mondo completamente sconosciuto, che alimenta la fantasia e la incredulità di tutti.


Copia miniata del Devisement du monde, Biblioteca naz. di Francia (cr. Tangopaso Wikimedia commons)

Qualche tempo dopo prende parte alla guerra con Genova e viene fatto prigioniero nelle carceri di San Giorgio, fino al 1299. Ma come si dice non tutto il male viene per nuocere. Nelle prigioni genovesi incontra Rustichello da Pisa, autore di romanzi cavallereschi, al quale durante le interminabili giornate di inattività racconta i suoi viaggi e le sue esperienze avventurose.


Marco Polo detta le memorie a Rustichello da Pisa, figurina Liebig (Wikimedia commons)

Rustichello, che ama scrivere, annota tutto nella lingua franco-veneta. Nasce così Le Devisement du monde (la descrizione del mondo), detto poi il Milione. Il libro di memorie ispirerà generazioni di viaggiatori europei e sarà utilissimo per lo sviluppo della cartografia occidentale. Marco non mette il suo libro sotto il segno dell’utile, ma sotto il segno della conoscenza. Abbatte pregiudizi e convinzioni sbagliate sulla civiltà mongola, che trova evoluta e colta. Ancora oggi resta uno dei libri più diffusi e tradotti al mondo.


La chiesa di San Lorenzo a Venezia (cr. Jean-Pierre Dalbera Wikimedia commons)

Ormai ricco e famoso, Marco sposa Donata Loredano dalla quale ha tre figli. Morirà a Venezia nel 1324 e sarà sepolto nella chiesa di San Lorenzo.

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