Celle, il paesaggio incontra l'arte
Il corpo principale della Villa di Celle (cr. sailko Wikimedia commons)
Esperienza ideata da Giuliano Gori, 80 installazioni di artisti di oggi
Fin dalle sue origini il giardino ha voluto rappresentare la cultura del suo tempo, l’immagine del gusto e delle passioni del suo autore, arricchito da opere, architetture, scenari che nel tempo si sono sempre più evoluti e affinati fino a diventare parti integrali del paesaggio e della sua rappresentazione.
Villa Celle vista dalla collina (cr. Kangaroo Wikimedia commons)
Una visione giunta fino ai nostri giorni dove in alcuni progetti il giardino storico dialoga con la cultura contemporanea, con opere di artisti che con sapienza e rigore cercano di trovare il luogo adatto e il giusto equilibrio per collocare le proprie opere e mantenere vivo un dialogo con la storia che ci ha preceduto.
Ai parchi, ai giardini sono sempre state rivolte le cure e le attenzioni più amorevoli e la scelta di invitare artisti internazionale a realizzare opere per spazi così ben definiti e pianificati è certamente un atto coraggioso e lungimirante, come vedremo andando a conoscere l’esperienza della Fattoria di Celle, voluta da Giuliano Gori, che nel corso di oltre 40 anni ha realizzato uno dei più stupefacenti progetti di Land Art, che in questo caso sia forse meglio chiamare Arte Ambientale.
Giuliano Gori (cr. NoPovo Wikimedia commons)
Gli artisti presenti a Celle sono tra i più importanti a livello internazionale, ma come ogni collezione va osservata e compresa non solo valutando le singole opere ma il suo volto complessivo, considerando anche i periodi di installazione e le diverse sensibilità degli artisti che si riferiscono alle vicende e ai movimenti dell’arte contemporanea.
La voliera della Villa di Celle (cr. sailko Wikimedia commons)
La Fattoria di Villa Celle si trova nella campagna pistoiese, in località Santomaso, si estende all’interno di un parco ottocentesco di oltre 30 ettari progettato da Giovanni Gambini e ospita oltre ottanta installazioni d’arte, che rappresentano al meglio quel delicato, coinvolgente dialogo tra cultura e natura, dialogo che riesce a valorizzare questi due pilastri della nostra cultura, dove l’opera d’arte diventa parte integrande dei percorsi e dell’aspetto del giardino.
Ammon Barzel e Francesco Guerrieri .
Proprio per tutelare sia l’ambiente sia l’opera d’arte è stato redatto uno speciale regolamento etico, da una commissione composta da importanti studiosi internazionali, quali Amnon Barzel, Francesco Guerrieri, Renato Barilli, Knud Jensen con alcuni punti fermi ben precisi: l’ambiente del parco deve essere rispettato, ogni artista sceglie il luogo dove inserire l’opera d’arte che deve essere realizzata con materiali durevoli e non effimeri, i lavori saranno inamovibili e non devono essere spostati dall’ambiente per cui sono stati pensati.
Fernand Leger, mosaico, a Villa Celle (cr. F. Bini Wikimedia commons)
Ora addentriamoci nel parco, dove subito ci accoglie appoggiata alla residenza di famiglia l’opera Per quelli che volano di Luigi Mainolfi. Proseguendo troviamo 1-2-3-2-1 di Sol LeWitt, presente con un’altra opera Cubo senza cubo e un intervento murale all’interno della villa, poi l’Albero meccanico di Alessandro Mendini, caro amico di Gori a cui ha lasciato una breve dedica ai piedi dell’opera.

Richard Morris, Labirinto (cr. Wiewanderlust Wikimedia commons)
Proseguendo incontriamo le due opere di Richard Long, Anello verde di prato e Cerchio di erba, per poi arrivare e perdersi nel Labirinto di Robert Morris a fasce bianche e verdi, chiaro riferimento all’architettura romanica toscana.
Richard Long, Anello verde di prato, dalla collezione Gori
Il committente instaura con alcuni artisti una profonda relazione che li porta a realizzare una serie di opere in diversi periodi, frutto di riflessioni sul tema arte e natura, arte e paesaggio. E’ il caso di Robert Morris di cui sono presenti ben sette opere, una delle quali Melencolia II realizzata insieme a Claudio Parmiggiani, proprio dopo un loro incontro a Celle. Altri casi sono le tre installazioni di Dani Karavan, la più suggestiva dedicata a Gerusalemme città della pace.

Alberto Burri, Il grande ferro, collezioni Gori a Villa Celle
Sono molte altre le opere da segnalare, tra le altre, quelle di Richard Serra, Luciano Fabro, il Grande ferro di Alberto Burri, La Cabane Eclateeaux 4 Salles di Daniel Buren, Tema e variazioni II, una opera monumentale di Fausto Melotti che affiora su un piccolo lago, inoltre all’interno della villa troviamo Non dove di Emilio Vedova, Pendant di Giulio Paolini, Il testacoda. La coda dell’Arte Povera di Michelangelo Pistoletto, Cette obscure di Anselm Kiefer. Tutto questo ha portato la fattoria di Celle ad essere non solo uno stupefacente museo all’aperto, ma pure un grande laboratorio internazionale d’arte, dove gli artisti sono invitati a vivere per il tempo di realizzazione dell’opera, opera che viene seguita dal momento in cui è pensata fino alla sua realizzazione e collocazione nel parco.
Il laghetto all'interno del parco (cr. sailko Wikimedia commons)
Giuliano Gori ha anche una grande passione per la poesia e ha commissionato al paesaggista Andrea Mati e allo scrittore e architetto Sandro Veronesi La serra dei Poeti, dove un evocativo e coinvolgente percorso guidato da trenta cipressi dedicati ai poeti della tradizione italiana, da Dante a Boccaccio, da Ariosto a Petrarca, giunge al cuore dell’opera, una particolare serra pensata da Sandro Veronesi. Gori ha inoltre istituito un importante Premio della Poesia, al cui vincitore verrà data la possibilità di mettere a dimora un albero all’interno del giardino.
La fontana di Villa Celle (Wikimedia commons)
Queste sono solo brevi note che aiutano a comprendere alcuni aspetti di questo parco delle meraviglie, che merita una vista lenta, guidati dalle suggestioni che ti comunicano i dialoghi, le narrazioni delle opere d’arte con la natura, il paesaggio.
Il Parco di Fattoria di Celle è aperto al pubblico con visite su prenotazione da aprile a ottobre.
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