La Sagrada Familia č brutta, Gaudě un genio
La Sagrada Familia svetta sul panorama di Barcellona dal Montjuic (cr. Olavfin Wikimedia commons)
Dopo la sua morte, la chiesa tramutata in mostro di pietra e cemento
Pochi mesi fa, con la collocazione della gigantesca croce di pietra sulla sommità della torre centrale, è stata coronata la Sagrada Familia di Barcellona. Una mostruosa montagna di pietra, diventata la chiesa più alta del mondo, la cui prima pietra è stata collocata 144 anni fa. Il fatto che la costruzione delle grandi chiese impegni secoli non è un fatto straordinario, che questo invece sia uno dei luoghi al mondo più frequentati dai turisti è invece sì un fenomeno straordinario e interessante. Anche perché la Sagrada Familia è molto più brutta della cattedrale di Ulm, che deteneva fino a febbraio scorso il record di chiesa più alta del mondo, eppure in pochi vanno a Ulm, in migliaia fanno la coda ogni giorno per vedere la chiesa catalana.
La Sagrada Familia vista dalla strada (cr. Canaan Wikimedia commons)
Il merito di questo inaspettato successo è di due fatti, il marketing urbano di Barcellona a partire dal 1986 con l'assegnazione dei Giochi Olimpici, e Antonio Gaudì, al cui genio è attribuita l'opera, lui stesso strumento del rilancio turistico della città. In questi giorni si celebrano i 100 anni dalla morte di Gaudì, ma in quel momento la grande chiesa non era che una minima parte di ciò che vediamo oggi, inoltre disegni e modelli del progetto originale sono stati inceneriti da un incendio, dieci anni dopo la morte dell'architetto. Questo significa che considerare la Sagrada Familia opera di Gaudì é come considerare Putin come discepolo di Lenin.

Antonio Gaudì in una foto del 1878 (cr. Audouard Deglaire Wikimedia commons)
Qualche spunto iniziale e poi una storia completamente mistificata. Questo spiega perché la Sagrada Familia è brutta, qui mi faccio definitivamente dei nemici, ma Gaudì è un genio. Antonio Gaudì, in catalano Antoni, come tutti gli innovatori studia quando domina una scuola culturale, poi appena assume autonomia professionale la sovverte o contrasta. La seconda metà dell'800 è l'epoca dei revival storici in chiave nazionale. Il neoclassico/neorinascimentale in Italia, il neobarocco in Francia e il neogotico in Germania e Inghilterra, il mix di tutto negli Stati Uniti.
Panorama della parte storica dell'Avana, Cuba (cr. Brina Snelson Wikimedia commons)
La Spagna in quel periodo è messa male, l'impero va in fumo e gli americani gli stanno per soffiare gli ultimi due gioielli di casa, Cuba e le Filippine. Il regno castigliano, campando della rendita coloniale da quattro secoli, sta perdendo la bussola, ma catalani e baschi sanno bene cosa devono fare. Soldi. Soldi con industria, finanza e commercio e per farlo, dovendo evitare il rampante nemico del momento guardano verso quello rapace di un tempo, l'Inghilterra, come loro gente di mare e di commercio in fondo.

La Passione, particolare dalla facciata della Sagrada Familia (cr. Rp22 Wikimedia commons)
L'architettura che piace alla borghesia catalana è quindi il neogotico e quello studia Gaudì, con l'occhio però ispirato dalla fede e dalla naturalezza che aveva interpretato in Ruskin e Morris. Anche la Sagrada Familia Gaudì la eredità come progetto altrui in stile neogotico, ma a quel punto aveva già elaborato un suo stile e un metodo di lavoro personale. In anticipo sui tempi e secondo una traiettoria molto personale Gaudì si inserisce nel filone internazionale che crea uno stile nuovo, il primo vero stile architettonico borghese, non più storicista e meno nazionalista dei revival neo-qualcosa degli anni precedenti.
Particolare della facciata della Sagrada Familia (cr. Poniol60 Wikimedia commons)
Lo stile nuovo prende nomi diversi in paesi diversi, Art-Nouveau in Belgio e Francia, Jugendstil in Austria e Germania, Liberty in Italia e Modernismo in Spagna, partendo proprio dalla Catalogna. L'ispirazione alla natura è un punto in comune a tutte le correnti, così come la rottura dell'ordine architettonico, della simmetria e una maggiore libertà nell'organizzare gli spazi e comporre le facciate. Le colonne diventano spesso esili grazie alla ghisa e non coronano più l'appoggio con un capitello, bensì con una inflorescenza o una ramificazione. Gaudì spinge più avanti l'assimilazione degli elementi naturali, creando foreste di tronchi d'albero al posto dei colonnati o giganti silenziosi al posto dei comignoli.

Casa Batlò, opera di Gaudì (cr. C. Schd Wikimedia commons)
Questa forza creativa diventa un segno personale e influenzerà l'architettura dell'epoca, formando il modernismo catalano come prima espressione internazionale dello stile nuovo. Le opere più belle arrivano con la maturità, quando effettivamente il vernacolo naturalista e fantastico degli inizi incrocia la modernità che nel frattempo è esplosa in tutte le capitali, allargando le finestre a grandi vetrate ed eliminando la pesantezza del bugnato grezzo delle pietre a vista. Sono due lavori plastici e leggeri al tempo stesso, entrambi sul Paseo de Gracia a poca distanza tra loro, la policroma e splendente Casa Batlò e la monolitica ma viva Casa Milà, conosciuta poi come la Pedrera, proprio per la capacità di animare quella che sembra essere un’unica grande pietra scavata e modellata dall'acqua e dal vento.
Casa Milà, progettata da Gaudì (cr. paolo da reggio Wikimedia commons)
Oltre allo stile a distinguere il lavoro di Gaudì è anche e soprattutto il metodo. Non il disegno magniloquente della facciata e dei suoi decori da scuola di beaux art, ma un continuo modificare e inventare lo sviluppo dell'edificio stando in cantiere, con i manovali e con i materiali da costruzione, in una sorta di improvvisazione sinfonica.
Monumento a Gaudì (cr. g. enric Wikimedia commons)
Questo metodo è quello con cui Gaudì prende in mano la Sagrada Familia, e come sempre modella e sviluppa l'edificio, i singoli pezzi e i dettagli con modelli in legno. Una progettazione 3D senza computer, che sola può spiegare certe forme che non sarebbero rappresentabili con planimetrie e sezioni. Andando alla Sagrada Familia si vede perfettamente quando il genio si è spento nel 1926 e la sciatta simulazione che negli ultimi 40 anni ha trasformato un capolavoro incompiuto in un mostro di pietra e cemento che incombe sulla città con la grazia di Godzilla.
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