L'Oscar va al cantante

Frank Sinatra e Spencer Tracy in "Il diavolo alle 4" (fotogramma dal film di Mervin LeRoy)
Voce e cinema, la doppia carriera di Sinatra
La lista dei cantanti-attori, nella storia dello show business, è lunga: Cher, Whitney Houston, Dean Martin, Beyoncé e Bing Crosby sono alcuni dei nomi più celebri di un universo sospeso tra musica e cinema, all’interno del quale è difficile trovare un King o una Queen of the Road senza rivali. Sappiamo però che le regole non possono essere confermate se non si trova l’eccezione: in questo caso penso che l’eccezione sia rappresentata da Francis Albert Sinatra, nato ad Hoboken, New Jersey, nel 1915. Francis, ai più noto come Frank, è sempre stato identificato con vari soprannomi, tre dei quali descrivono bene la sua parabola artistica: “The Voice”, “Old Blue Eyes” e “The Chairman of the Board”.
Il primo, “The Voice”, definisce Sinatra come uno dei massimi esponenti della forma canzone e del genere popular, al confine tra jazz e pop. La voce musicale convive con la voce cinematografica, intonazione e dizione sono due lati della stessa medaglia: per 40 anni, tra il 1941 e il 1984, Sinatra fa l’attore e “Old Blue Eyes” richiama il fascino che egli proietta sullo schermo. Poi “Chairman of the Board”, il Presidente del Consiglio d'amministrazione dello show business, perché Sinatra non solo canta e recita ma sa come sfruttare entrambe le cose per costruirsi fama internazionale. Don Rickles raccontò al David Letterman Show nel 2008 che una volta lui e la moglie, in viaggio con i Sinatra in Costa Azzurra, furono costretti da Frank a rimanere svegli fino alle cinque del mattino a bere vodka nella hall dell’albergo: a un certo punto scoppiò un temporale con lampi molto luminosi e Sinatra, ormai composto dal 60% di vodka, chiese a Rickles di uscire e dire ai paparazzi di smetterla con i flash delle macchine fotografiche.
Sinatra con Pertini e con Ronald e Nancy Reagan (cr. Presidenza della Repubblica Wikimedia commons)
L’episodio è divertente e mostra la percezione che il cantante americano aveva della propria celebrità, creata sia con le esibizioni a Las Vegas o in tour con Count Basie sia con la naturale capacità di muoversi davanti alla macchina da presa.
Il cinema arriva da Sinatra nel 1941 con una pellicola della Paramount, Las Vegas Night, dove Frank non recita ma canta I’ll Never Smile Again, brano eseguito con l’orchestra swing di Tommy Dorsey. L’esordio cinematografico è quindi esclusivamente canoro però c’è molta recitazione nel suo modo di cantare e ciò aiuta Sinatra nell’interpretazione di ruoli cinematografici veri e propri.
Frank Sinatra, Kathryn Grayson e Gene Kelly in "Due marinai e una ragazza" (cr. Liberty Publications Wikimedia commons)
Nei successivi quarant’anni si confronterà con i generi più diversi: Anchors Aweigh (Due marinai e una ragazza) e On the Town (Un giorno a New York, tratto dall'omonimo balletto di Leonard Bernstein) sono classici musical hollywoodiani, recitati al fianco di Gene Kelly. Così come è un musical High Society (Alta Società) dove Sinatra è accompagnato da Grace Kelly, Louis Armstrong e il maestro-collega Bing Crosby: il lungometraggio vede una concentrazione di talenti fuori dal comune, con le canzoni di Cole Porter (fenomenale è Well, Did You Evah!, duetto tra Bing e Frank) e l'arrangiamento musicale di Nelson Riddle (allievo di Castelnuovo-Tedesco e autore per Nat King Cole e Ella Fitzgerald).
Il manifesto per "Ocean's 11" (cr. Warner Bros Wikimedia commons)
Non mancano anche commedie poliziesche come Ocean’s 11 (Colpo Grosso), fonte di ispirazione per la serie di film con George Clooney e Brad Pitt, dove “The Voice” recita con il Rat Pack, il Clan Sinatra formato da Dean Martin, Sammy Davis Jr., Peter Lawford e Joey Bishop; infine pellicole di guerra, western, thriller e film inusuali come The Devil at 4 O’Clock (Il Diavolo alle quattro). Qui Sinatra è al fianco di Spencer Tracy (tra i tanti ruoli, il cautamente liberal Mr. Drayton in “Indovina chi viene a cena”) in un film che unisce dramma umano e dramma naturale, con un tocco di disaster movie ante litteram. Infine le pellicole più impegnative, grazie alle quali Sinatra ottiene grandi riconoscimenti. The Manchurian Candidate (Va’ e uccidi) è del 1962, diretto da John Frankenheimer e si inserisce nel filone della Cold War Paranoia hollywoodiana: così come per Ocean’s 11, anche The Manchurian Candidate vedrà un remake, nel 2004, con il ruolo del maggiore Bennett che passa da Sinatra a Denzel Washington.
Sinatra in "From here to Eternity" che gli valse l'Oscar (cr. Columbia Pictures Wikimedia commons)
Poi From Here to Eternity (Da qui all’Eternità), con il quale nel 1954 “The Voice” vince l’Oscar come miglior attore non protagonista. Nel 1957 il network televisivo ABC manda in onda il Frank Sinatra Show che però non decolla, terminando nel 1958, probabilmente per il format della trasmissione, certamente di altissima qualità ma non innovativo: gli anni ‘50 infatti vedono l’esplosione negli schermi delle famiglie americane di decine di trasmissioni con spettacoli musicali e mini drammi condotti da cantanti-attori. Sinatra non è tra i fortunati: una delle poche macchie in una parabola artistica stellare.
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