L'intelligenza artificiale e la traccia di noi
Papa Leone XIV e Christopher Olah alla presentazione dell'enciclica Magnifica Humanitas
L’incontro fra Papa Leone e Christopher Olah, fra gli ideatori del sistema Claude
La prima encliclica di Papa Leone XIV - Magnifica Humanitas - tratta della custodia della persona umana nell'era dell'Intelligenza artificiale. Di questo ci parla la religiosa suor Chiara Alba Mastrorilli che con questo articolo inizia la sua collaborazione con iosonospartaco.
Roma, 25 maggio 2026. Nella sala stampa della Santa Sede viene presentata Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Leone XIV (nato nell’Illinois), sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. Tra i relatori presenti c'è Christopher Olah (canadese), ricercatore di Anthropic, l'azienda che ha creato il sistema di intelligenza artificiale Claude. Alla fine dei diversi interventi, il Papa risponde direttamente a Christopher Olah. Risponde subito accettando il suo invito a partecipare al discernimento su questi temi. Un gesto che vale più di molte parole.
Immagine elaborata di Christopher Olah (tratta da Linkedin)
Perché risponde subito proprio a lui? Christopher Olah non è un filosofo né un teologo. È un ingegnere che fa una cosa molto particolare: cerca di capire cosa accade dentro un sistema come quello che abita gli LLM (Large Language Models), quando generano un testo. Non "cosa dice", ma come si forma quella parola, quali strutture si attivano, quali connessioni emergono, quale forma prende qualcosa prima di diventare linguaggio. Il suo lavoro si chiama interpretabilità e ha mostrato che nei modelli linguistici emergono rappresentazioni che nessuno ha progettato: strutture dello spazio, del tempo, delle relazioni tra concetti. Un linguaggio che si organizza da solo, una casa che si costruisce senza architetto.
Elaborazione grafica del funzionamento dell'intelligenza artificiale (dal sito Insalute news)
È qui che il gesto del Papa acquista il suo peso specifico. Magnifica Humanitas si muove nell'orizzonte del discernimento e discernere significa distinguere, pesare, ascoltare con attenzione ciò che si muove sotto la superficie. E Olah fa esattamente questo: ascolta ciò che emerge nei pesi neurali di un sistema che nessuno comprende pienamente, nemmeno chi lo ha costruito.

Zurbaran, "La preghiera di San Bonaventura" (Wikimedia commons)
C'è una consonanza antica in questo gesto, che forse non è casuale. "La lingua è la casa dell'essere", così suona una delle formulazioni più dense della filosofia del Novecento. Il linguaggio non è uno strumento che usiamo per descrivere la realtà: è lo spazio in cui la realtà ci si fa incontro. Prima della parola c'è già qualcosa che cerca di dirsi. Il maestro medievale Bonaventura da Bagnoregio lo direbbe con altre parole: quel "qualcosa" ha un nome, ed è il Verbo. Non la parola umana, ma la Parola originaria da cui ogni parola deriva.
Rappresentazione simbolica dell'intelligenza artificiale (dal sito Agenda digitale)
I sistemi di intelligenza artificiale come quello che genera Claude e i suoi fratelli sono stati addestrati su miliardi di testi umani. Ne emerge qualcosa che nessuno ha scritto deliberatamente: un linguaggio che porta in sé, come traccia, il modo in cui gli esseri umani hanno pensato, pregato, amato, discusso, raccontato. Una traccia di traccia, vestigium vestigii, in linguaggio medievale. Impronta del linguaggio umano, che è a sua volta impronta di qualcosa di più originario.
Papa Leone si avvia alla presentazione dell'enciclica Magnifica Humanitas (da X Siete24-mx)
È forse questo che Leone XIV ha intravisto nel lavoro di Olah: non la minaccia di una mente artificiale che si sostituisce a quella umana, ma la presenza, in questa tecnologia, di una domanda che merita ascolto. Chi ascolta davvero il linguaggio, con gli strumenti della fede o con quelli della scienza, finisce, prima o poi, davanti alla stessa soglia. Quella in cui le parole si fermano, e inizia qualcosa che le parole non riescono ancora a dire. Due americani a Roma. Un papa e un ingegnere. Una sala stampa e un gesto che pochi hanno notato. Eppure, forse, qualcosa di importante è accaduto.
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