Italia-Brasile, il gol mai esistito

Italia-Brasile, il gol mai esistito

La formazione dell'Italia nell'amichevole contro il Brasile (da Pinterest)

Il guardalinee ingannò l’arbitro, il tiro di Capello rimbalzò in campo

Partiamo da un punto fermo: gli scandali sono scandali anche quando capitano a nostro favore. Uno di questi, talmente assurdo da mettere in difficoltà i commentatori della partita, accade il 9 giugno del 1973 allo stadio Olimpico di Roma dove si gioca una partita amichevole fra la nazionale italiana e quella del Brasile.



La sede della Federazione gioco calcio (dal profilo X Angelo)

Con il Brasile è impossibile parlare davvero di amichevoli ma in quel giugno ci sono vari motivi per fare sul serio. Intanto è l’anno che precede i mondiali di Monaco di Baviera e l’Italia vi si avvicina con una striscia molto positiva, inoltre la Federcalcio compie 75 anni e per celebrare l’evento ha organizzato due incontri di alto livello, le partite appunto con il Brasile e quella successiva con l’Inghilterra.



Il Brasile campione del mondo nel 1970 (cr. El Grafico Wikimedia commons)

Ma c’è anche dell’altro. Il campionato appena concluso ha assegnato lo scudetto alla Juventus però la vera sorpresa è la Lazio di Tommaso Maestrelli, seconda per una incollatura, forte di un gruppo di campioni che insieme formano una miscela tanto esplosiva quanto imprevedibile. Lo scudetto sarebbe arrivato l’anno dopo. Nella lista del ct della nazionale – Ferruccio Valcareggi – ci sono ancora diversi buchi vuoti e l’amichevole con il Brasile è l’occasione per mettere alla prova anche i laziali.


La Lazio campione d'Italia nel 1974 (Wikimedia commons)

Ne sono convocati tre: Chinaglia, Wilson e Re Cecconi, il biondo centrocampista che nel 1977 morirà centrato dal colpo di pistola sparato da un gioielliere che credeva di avere a che fare con un rapinatore.  Nessuno dei tre fa sfracelli, anzi solo Chinaglia entra (nel secondo tempo), ma tutti finiscono poi nella lista di Valcareggi per il terribile mondiale del 1974.  Ecco spiegato perché l’amichevole con il Brasile campione del mondo è più importante di quanto possa sembrare.


Luciano Re Cecconi, ucciso nel 1977 (Wikimedia commons)

Il Brasile non è più quello di Pelè ma è comunque una squadra forte, gli azzurri non sono da meno. Le cose prendono il verso giusto al quarto d’ora quando su un cross di Rivera il portiere Leao non trattiene a terra e mette la palla sul sinistro di Riva che figurarsi se sbaglia. Gol del vantaggio, anche se tutto è da attribuire a una papera del brasiliano.   


Il gol di Gigi Riva (cr. Masahida Tomikoshi xtphoto)

Partita combattuta con fallacci da una parte e dall’altra, poi al minuto 76 accade l’incredibile. Un’azione sulla fascia destra, rovesciamento di fronte e la palla è sui piedi di Fabio Capello – fresco di scudetto – che fa partire una staffilata di destro. Il portiere Leao sfiora di mano e devia la palla sotto la traversa. Il pallone rimbalza a terra almeno un metro prima della linea bianca. Nessuno fra i 22 in campo ha nulla da ridire e l’arbitro, il francese Helies, non fa che seguire l’azione.


L'esultanza di Riva e Capello (dalla pagina Fb Stefano Cincinelli)

Ma guardando attentamente lo spezzone della telecronaca di Nando Martellini sulla linea laterale si nota qualcosa di strano. Il guardalinee si mette a correre verso il centrocampo con la bandierina posizionata in orizzontale, il gesto codificato per avvertire l’arbitro che il gol appena segnato è valido. Helies se ne accorge e commette l’errore: convalida un gol mai esistito.



Il gol fantasma nella telecronaca di Nando Martellini 

Non c’è bisogno di riguardare cento volte al rallentatore il filmato del tiro, il pallone calciato da Capello non varca la linea di porta, non c’è alcun dubbio. Sull’onda di questa assurdità la partita finisce sul 2-0 e nei giorni successivi i commentatori italiani – già in tensione premondiale – si sbizzarriscono nel cercare una giustificazione alla convalida del gol (si arriva a indagare se la palla abbia avuto una traiettoria a esse, entrando in porta in volo per poi battere a terra in campo) ma non ci sono altre spiegazioni: guardalinee e arbitro si sono inventati un gol, punto e basta.



Rivera contro Paulo Cesar Lima (dalla pagina Fb Stefano Cincinelli)

Anche la successiva amichevole, con l’Inghilterra, finisce 2-0 e l’Italia parte verso la Baviera convinta di avere le carte in regola per vincere il Mondiale. Alcuni segnali vengono ignorati: la condizione fisica di più di un veterano è cattiva, lo spogliatoio è pieno di crepe e mentre l’Europa del calcio va avanti rivoluzionando il gioco con l’Olanda, il talento di alcuni polacchi e l’esperienza dei tedeschi, noi sembriamo la continuazione di Messico 70 con tanta adrenalina, e talento, di meno.


Zoff e Sanon al termine di Italia-Haiti, 1974 (cr. Fifa Museum)

Il sogno mondiale finisce ben prima dell’eliminazione per mano della Polonia; il passo d’addio è scritto dal gol di Haiti che chiude l’imbattibilità di Zoff e dal gestaccio di Chinaglia contro Valcareggi che lo toglie dal campo. Finisce un’epoca, se ne apre una nuova che, grazie a giovani di enorme talento, farà le prove generali in Argentina nel 1978 ed entrerà nella leggenda a Madrid quattro anni dopo.

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