Nannerl Mozart, vittima del genio del fratello
Johann Nepomuk della Croce, "Nannerl, Wolfgang Amadeus e il padre Leopold" (Wikimedia commons)
Grande pianista e compositrice, oscurata da Wolfgang Amadeus
Napoli, maggio-giugno 1770
“Cara sorella mia, il dodicesimo minuetto di Haydn che mi hai inviato mi piace moltissimo, il basso continuo poi l’hai composto in modo impareggiabile, senza il più piccolo errore. Ti prego, cimentati più spesso in queste cose”... “Cara sorella mia, oggi il Vesuvio fuma in modo intenso, accidenti, e non ci posso andare. L’opera che qui si rappresenta l’ha scritta Jommelli, è bella ma troppo seria e all’antica per il teatro”.

E.J. Alphen "Wolfgang Amadeus e Nannerl Mozart", 1765 (Wikimedia commons)
Chi scrive alla sorella diciannovenne è un ragazzino di quattordici anni il quale con assoluta semplicità valuta da esperto una tessitura di basso da lei scritta e condensa in un rigo un impressionante affondo sul teatro d’opera dell’epoca. Per inciso, l’opera cui si riferisce è “Armida abbandonata”, titolone tratto dalla “Gerusalemme liberata” musicato da Niccolò Jommelli, il più grande rappresentante della scuola musicale napoletana.
Clemes Stockner, "Mozart in un graffito a Graz" (Wikimedia commons)
Precisamente quindici anni dopo il ragazzino (cresciuto) scriverà in sei settimane la musica per “Le nozze di Figaro” su libretto di Lorenzo Da Ponte: una rivoluzione del teatro musicale, la prima volta che il “Terzo Stato” è protagonista di una trama operistica a Vienna. Il pubblico si riconosce nei protagonisti della storia che mostrano apertamente le loro astuzie, le loro debolezze, le loro emozioni e cattiverie. La vita vera era finalmente salita sul palcoscenico.

Ritratto di Maria Anna Mozart di autore ignoto (Wikimedia commons)
Precisamente quindici anni dopo la ragazza, sposata con un barone, nel suo palazzo di campagna allattava amorevolmente il suo primo figlio Leopold. I due sono ovviamente Wolfgang e Nannerl (Maria Anna), i figli di Leopold Mozart che aveva dato loro fin da piccoli una solida educazione musicale. Nannerl aveva iniziato lo studio del clavicembalo a sette anni facendo rapidi progressi e attirando l’attenzione del piccolo Wolfie che divenne presto anche lui allievo del padre.

L.G. Carmontelle, "La famiglia Mozart attorno al pianoforte", 1763 (Wikimedia commons)
Quando la figlia aveva undici anni e il figlio sei, rendendosi conto di avere in casa due ragazzi-prodigio, Leopold decise di condurli in una serie di tour dimostrativi in Austria e in Germania poi addirittura per lunghi periodi in Francia e in Inghilterra. Era sicuramente la sua ambizione a muoverlo ma anche finalità terrene: ricevere regalie e piccoli ingaggi e farli conoscere ovunque possibile nella speranza di futuri impieghi presso corti, chiese, teatri. Tutti i resoconti che abbiamo ci parlano di pubblico in visibilio per la loro maestria: Wolfgang è apprezzato soprattutto per le sue capacità di comporre estemporaneamente e di improvvisare, Maria Anna per la sua suprema abilità esecutiva. Lo stesso Leopold, forse con parzialità ma dall’alto delle sue competenze musicali, definì Maria Anna tredicenne “una delle più grandi pianiste d’Europa”.
Pietro Antonio Lorenzoni, "Ritratti infantili di Nannerl e Wolfgang Amadeus", 1780 (Wikimedia commons)
Nannerl era anche molto attraente, se è vero che molti anni dopo un testimone si sentì di scrivere: “la figlia di Mozart in gioventù era considerata una vera bellezza, il piccolo Wolfgang era invece fragile, pallido e bruttino”. Dai diciotto anni le esibizioni di Nannerl si diradano, non si può più certo parlare di ragazza-prodigio vista l’età. Non possiamo però non considerare che la società dell’epoca difficilmente avrebbe offerto opportunità professionali in campo musicale per una donna. Da allora in poi i tour (come quello del 1770 fino a Napoli) non coinvolgeranno la ragazza che resterà con la madre, destinataria di decine di lettere che la terranno aggiornata sul mondo musicale europeo e sui successi del fratello.
Il volto di Mozart proiettato nelle grotte di Hams, a Maiorca (cr. D. Vordeestrasse Wikimedia commons)
Alcune lettere di Wolfgang (soprattutto alla cugina ma anche alla sorella) sono note per il loro contenuto scurrile che ha fatto nascere nell’immaginario di alcuni un Mozart fatuo, baciato casualmente dal genio: cosa quanto mai lontana dalla verità perché la sua grandezza si fonda sullo studio faticoso e approfondito di tutta la musica precedente e contemporanea e sulla sua intelligenza che gli permise di sovrapporre stili e crearne di nuovi aprendo di fatto le porte alla musica moderna. Si trattava semplicemente di frizzi e lazzi, di complicità fra consanguinei.
Daniel Capilla, murale che ritrae Maria Anna Mozart a Graz (Wikimedia commons)
Una delle ultime lettere che conosciamo risale a pochi giorni prima del matrimonio di lei cui Wolfgang non poté partecipare essendo impegnato a Vienna. Una lettera tenera, sfacciata, e di nuovo complice: “bisogna proprio che ti scriva ora, se voglio che la mia lettera ti trovi ancora vestale… ancora qualche giorno e… è andata!”.

Pietro Antonio Lorenzoni, "Leopold Mozart", 1766 (Wikimedia commons)
Nannerl si sposò a trentatré anni, età anomala per l’epoca. In mezzo c’è una promessa di matrimonio naufragata, sicuramente l’ombra opprimente del padre e chissà, forse anche lo smarrimento seguito all’interruzione improvvisa della sua carriera pianistica. In quei lunghi anni si dedicò comunque all’insegnamento partecipando talvolta a esibizioni pubbliche nella sua città. Attività che coltivò nuovamente quando divenne vedova nel 1801, a cinquant’anni, riscuotendo ancora elogi. Anche Nannerl, come la cognata Constanze Mozart (fra le due non ci fu armonia), contribuì ad arricchire le fonti biografiche sul fratello mettendo a disposizione lettere e cimeli, tuttora fondamentali per gli studi mozartiani.
La cartolina ritrae Mozart e Constanze in viaggio di nozze (Wikimedia commons)
Un bel film francese del 2010, “Nannerl, la sorella di Mozart” diretto da René Féret, ne percorre gli anni giovanili fino al momento in cui nasce, a Parigi, un’immaginaria amicizia con la principessa Luisa di Francia, figlia di re Luigi XV, poi costretta dal padre in convento. Così Luisa saluta per sempre l’amica: “Dio ha voluto che io e te fossimo ragazze, immagina come sarebbero stati diversi i nostri destini se fossimo state maschi... Avremmo regnato, io sugli uomini, tu sulle tue creazioni. Ma Dio ha voluto diversamente, tu devi obbedirgli obbedendo a tuo padre e accettando ciò che lui comanda”. Nannerl brucia tutti i suoi spartiti, e nel viaggio di ritorno assiste fedelmente all’investitura del fratello da parte del padre che intravede in lui il genio che diventerà.
Salisburgo, targa in memoria di Nannerl Mozart (cr. A. Praefcke Wikimedia commons)
Maria Anna Mozart morì nel 1829 a settantotto anni. Nessuna delle sue composizioni è arrivata fino a noi.
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