La pace di San Francesco e del lupo  

La pace di San Francesco e del lupo  

Caravaggio, "Estasi di San Francesco" (Wikimedia commons)

Un miracolo mai così attuale e necessario

Inizia oggi una serie di articoli dedicati all'800° anniversario della morte di San Francesco d'Assisi. Le citazioni che trovate sono tratte dal capitolo XXI dei Fioretti e dalle Fonti Francescane al numero 1852.

San Francesco si trova a Gubbio quando nei dintorni compare un lupo grandissimo, terribile e feroce, che divora animali ed esseri umani. Terrore all’intorno! Santo Francesco sente compassione per questa gente e decide di uscire incontro al lupo. Oltrepassa la barriera di paura che si era creata e va verso di lui, sconsigliato da tutti. Sappiamo che la paura è il più grande ostacolo alla pace. Francesco vince la propria confidando in Dio. Il che non vuol dire successo assicurato, vuol dire che Dio approva il rischio affrontato da Francesco per amore di quella povera gente e anche di fratello lupo.


Formella in ceramica con il miracolo del lupo (cr. zorro 2212 Wikimedia commons) 


Gesù ha detto: vi mando come pecore in mezzo ai lupi e Francesco non agisce per coraggio, e neanche per sacrificarsi dandosi in bocca al lupo. Agisce per obbedire al vangelo, custode sia degli umani sia del lupo. Il lupo si fa incontro con la bocca spalancata. Santo Francesco gli fa il segno della santissima croce, chiamollo a sé e disse così: «Vieni qui, frate lupo, io ti comando dalla parte di Cristo che tu non facci male né a me né a persona» alcuna.


Monumento a San Francesco e il lupo a Porto Alegre, Brasile (cr. E. Hansen Wikimedia commons) 


Invita dunque il lupo sotto il segno della salvezza: lo ritiene capace di ricevere salvezza, cosa che nessuno aveva mai pensato di lui. Il lupo terribile chiuse la bocca e smise di correre; e venne mansuetamente come agnello, e gittossi alli piedi di santo Francesco a giacere. Nessuno se l’aspettava. Non solo non aggredisce Francesco, ma si comporta con la mitezza di un agnello.

Lunetta affrescata con l'episodio del lupo, Amandola (cr. zorro2212 Wikimedia commons) 

A questo punto il santo non considera chiusa la cosa con un sospiro di sollievo (è andata bene!), ma fa un altro passo: mette il lupo di fronte ai suoi misfatti. Frate lupo, tu fai molti danni in queste parti, e hai fatti grandi mali, guastando e uccidendo le creature di Dio ... tu se’ degno della forca come ladro e omicida. Ci va giù pesante. Il lupo potrebbe non prenderla bene. Francesco non arretra di un centimetro e spiega le sue intenzioni. Io voglio, frate lupo, far la pace fra te e costoro, sicché tu non li offenda più, e loro ti perdonino ogni passata offesa. Se in Francesco ci fosse stata la volontà di umiliare il lupo sbattendogli in faccia le sue malefatte, il contatto fra i due sarebbe caduto. Ma lui trasmetteva solo volontà di pace e speranza.

Panorama di Gubbio (cr. Labicanense Wikimedia commons)

Il lupo con atti di corpo e di coda e di orecchi e con inchinare il capo mostrava d’accettare ciò che santo Francesco diceva e di volerlo osservare. Il santo, sapendo che il suo interlocutore è aggressivo perché ha fame, avanza ulteriormente nella sua opera: Frate lupo, poiché ti piace di fare e di tenere questa pace, io ti prometto ch’io ti farò dare le spese, mentre tu vivrai, dagli uomini di questa terra, sicché tu non patirai più fame. …  voglio però che tu mi prometta di non nuocere mai più a nessuno: me lo prometti?


Ghirlandaio, "San Francesco riceve le stigmate" (Wikimedia commons)

E il lupo, con inchinare di capo, fece evidente segnale che ’l prometteva. E santo Francesco dice: «Frate lupo, io voglio che tu mi facci fede di questa promessa, acciò ch’io me ne possa bene fidare». E distendendo la mano santo Francesco per ricevere la sua fede, il lupo levò su il piè ritto dinanzi, e lo puose sopra la mano di santo Francesco, dandogli quello segnale ch’egli potea di fede.


La più antica immagine pittorica di San Francesco, Subiaco XIII sec. (Wikimedia commons)


La scena è strabiliante, ma non incredibile. Tutti sappiamo che qualcosa del genere può accadere, che il lupo porga la zampina desideroso di pace. Tutti sogniamo di farlo accadere in qualche relazione difficile. La paura però ci impedisce di procedere. Mettiamo fuori la zampina, qualche volta, e poi la ritiriamo prima del contatto. Non vogliamo davvero la pace, vogliamo avere ragione e star tranquilli. Non siamo di fuoco come Francesco. Lui vuole andare fino in fondo. Così conduce frate lupo a “firmare la pace” con gli abitanti, radunandoli attorno a sé. Pensate che intendesse dire al popolo finalmente liberato: “Tutto è bene quel che finisce bene, basta che nutriate frate lupo”? Niente affatto. Frate lupo è stato cattivo e nessuno lo può negare, ma non si glorino i suoi ascoltatori, né si illudano, di essere solo vittime innocenti. Nessuno di noi lo è.


San Francesco secondo il Guercino (Wikimedia commons)

Levasi su santo Francesco e predica loro, dicendo, tra l’altre cose, come per li peccati Iddio permette cotali cose, ed è molto più pericolosa la fiamma dell’inferno della rabbia del lupo. Lo stile della predica è obsoleto, ma il succo è attualissimo: se volete la pace, scegliete il vangelo, bando alla paura. Udite, fratelli miei: frate lupo che è qui dinanzi da voi, m’ha promesso ... di far pace con voi e di non offendervi mai in cosa nessuna, e voi gli promettete di dargli ogni dì le cose necessarie; e io mi faccio garante per lui che ’l patto della pace egli osserverà fermamente.


Monumento a San Francesco e il lupo (cr. Bybierre Wikimedia commons)


Allora tutto il popolo a una voce promise e il lupo visse ancora due anni, amato, nutrito e rispettato. In pace.
Ci resta una curiosità inappagata: chi era frate lupo?

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