San Francesco e la strada per la salvezza
La Porziuncola nella chiesa di Santa Maria degli angeli ad Assisi (cr. Alekjds Wikimedia commons)
Così ottenne da Papa Onorio III l’indulgenza della Porziuncola
Il 2 agosto 1216, quindi 810 anni fa, veniva proclamata a Perugia, davanti a una grande folla, alla presenza di quattro vescovi dell’Umbria, la “Indulgenza della Porziuncola”, o “grande perdono”, che frate Francesco d’Assisi aveva chiesto e ottenuto da papa Onorio III appena eletto: chiunque si fosse presentato, ogni 2 agosto, nella chiesa della Porziuncola avrebbe ottenuto l’assoluzione plenaria.
Bartolomé de Castro, "Papa Onorio approva la regola francescana" (Wikimedia commons)
Per altro, non esiste la pergamena con la bolla papale originale per la concessione dell'Indulgenza della Porziuncola (il “Perdono di Assisi”), poiché lo stesso Francesco rifiutò un documento scritto. Il pontefice Onorio III concesse il privilegio a voce (“vivae vocis oraculo”) nel luglio-agosto del 1216 a Perugia. Di questa indulgenza si conserva il diploma del vescovo Tebaldo di Assisi di un secolo dopo. Comunque è narrata nelle Fonti Francescane, anche le più precoci. Il diploma redatto dal francescano Teobaldo Pontano, vescovo di Assisi dal 1296 al 1329, fu emanato il 10 agosto 1310: raccoglie la tradizione orale dei compagni di San Francesco, in particolare le memorie tramandate da frate Leone.
Jan van Eyck, "Francesco riceve le stigmate, accanto a lui frate Leone" (Wikimedia commons)
Tanto importante era ritenuta questa concessione all’interno dell’Ordine dei Minori che i frati del convento di Siena, tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento, avevano fatto ricopiare in una pergamena la relazione sul dialogo tra Francesco e Onorio III per l’approvazione di tale indulgenza, che con il tempo era stata estesa anche ai visitatori di altre chiese francescane.
Benozzo Gozzoli, "San Francesco", affresco nel convento di San Fortunato a Montefalco (Wikimedia commons)
Il “Perdono di Assisi”, voluto da San Francesco e legato alla misericordia, precede di decenni la “Perdonanza di papa Celestino V”, istituita a l’Aquila nell’agosto 1294, pochi mesi prima del gran rifiuto che portò quel pontefice a rinunciare al papato. L’indulgenza di Celestino fu poi seguita dall’indulgenza generale del giubileo, indetto per la prima volta nell’anno 1300 da papa Bonifacio VIII. Quanto i due papi fossero tra di loro avversi, lo sapete tutti, grazie a Dante Alighieri che li pone uno, Celestino, tra gli ignavi nell’antiferno e l’altro, Bonifacio, all’Inferno (mentre era ancora in vita).
Riproduzione riservata