Fra i giovani la nicotina senza le sigarette
Il gesto di un giovane che si accende una sigaretta (cr. A. Xcromatik Wikimedia commons)
Si diffonde un nuovo modo di assumere la sostanza
Anche in Italia, provenienti dal Nord Europa e dagli Stati Uniti, cominciano a diffondersi, tra gli adolescenti, nuove modalità di assunzione di nicotina, oltre ai dispositivi a riscaldamento del tabacco (Iqos) e alle sigarette elettroniche, contenenti nicotina liquida.

Le nicotine pouches in bustine (cr. O. Rantala Wikimedia commons)
Si tratta delle nicotine pouches (la pronuncia corretta è nicotin paucis), bustine contenenti non tabacco ma sali di nicotina, aromi, e additivi vegetali, da posizionare tra labbro superiore e gengiva, per 30 minuti. Il contenuto di nicotina per bustina varia, in Italia, dai 4 ai 14 milligrammi. La vendita è consentita dal 28 febbraio 2024 e l’uso è sconsigliato ai non fumatori.

Avvertenze sulle nicotine pouches vendute in Svezia (cr. Jacubdrastik2 Wikimedia commons)
Dal 2026 vige il divieto di vendita online ai consumatori privati e le bustine possono essere acquistate esclusivamente da maggiorenni nelle tabaccherie autorizzate e nei punti vendita con “patentino”. È stato fissato il limite
massimo di 16,6 milligrammi di nicotina per bustina, ma rimane il rischio di creare dipendenza, anche perché non c’è un limite al numero di bustine che si possono consumare.

Un ragazzino fuma provocatoriamente un sigaro (cr. Jevaderlijktopeeneend Wikimedia commons)
Nei Paesi del Nord Europa, e in America, si usa da anni anche lo Snus, tabacco in polvere umidificato al vapore, contenuto in bustine, per uso orale ad assorbimento attraverso le mucose della bocca, dove si può tenere per molte ore al giorno, fino a 14. La vendita è consentita, ad oggi, solo in Svezia e in Svizzera, tra i Paesi europei.

Degustazione di nuovi tabacchi (cr. Vitaly Kornetsky Wikimedia commons)
Le nicotine pouches cominciano ad avere una certa diffusione tra i più giovani, attraverso il passaparola che percorre i nuovi mezzi di comunicazione, i social. La preoccupazione maggiore è legata alla dipendenza e all’eventuale passaggio alle sigarette tradizionali o addirittura all’abuso di altre sostanze, sostenuta soprattutto in America a causa dell’introduzione delle super nicotine pouches, formulazioni con un contenuto di nicotina fino a 8 volte la concentrazione permessa in Italia.
Un anziano fumatore (cr. Granchisuleman Wikimedia commons)
Si sono già verificati diversi casi di intossicazione acuta da nicotina con aritmie cardiache, vomito, vertigine, cefalea, fino alla perdita di coscienza. Le lesioni croniche locali comportano sanguinamento delle gengive, parodontiti, alterazione della flora batterica della bocca e lesioni precancerose. Una testata giornalistica londinese ha reso pubblico che la multinazionale British American Tobacco ha utilizzato i social in auge tra i giovani per promuovere l’uso delle nicotine pouches.

Festa con sigari per tutti (cr. S. Collins Wikimedia commons)
Sfruttando la popolarità di vari personaggi dello spettacolo e dello sport ed eludendo le regolamentazioni di legge sul tabacco, proprio perché prodotti privi di tabacco, hanno utilizzato strategie di comunicazione mirate agli adolescenti: immagini e messaggi accattivanti, sponsorizzazioni di eventi musicali, distribuzione di campioni gratuiti. “Ovunque, sempre” promettono alcune di queste pubblicità, come suggerisce anche la grafica delle confezioni, molto simile a quella di caramelle o prodotti da banco.
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Un mozzicone di sigaretta (cr. DemonLemon Wikimedia commons)
L’attrattiva è anche rappresentata da diversi aromi del prodotto, dalla sua maneggevolezza, dalla facile reperibilità e dalla possibilità di essere utilizzato in modo discreto, in ogni ambiente e situazione, eludendo la vicinanza degli adulti. Senza combustione, senza vapore, senza odore. I pouches non sembrano raggiungere l’obiettivo che si sono dati, cioè aiutare a smettere di fumare, e si inseriscono in una modalità d’uso che può favorire il consumo anche di altre sostanze. L’industria del tabacco usa gli stessi metodi utilizzati dall’industria alimentare: creare prodotti che possono indurre dipendenza garantendosi una costante presenza di “affezionati consumatori”.
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