Quante cose ci dicono le stelle cadenti   

Quante cose ci dicono le stelle cadenti   

La scia di un enorme bolide nei cieli della Polonia (cr. Siarakduz Wikimedia commons)

Non sono stelle e non cadono ma ci danno informazioni sull’universo

Che le stelle cadenti non siano stelle e non stiano cadendo dovrebbe ormai essere cosa nota, giusto? Giusto, ma allora cos'è che cade? Stelle cadenti, comete, meteore, meteoriti, tutto si muove, ma non tutto cade. Allora un po' di chiarezza: comete e asteroidi popolano, se pur con dimensioni e composizioni chimiche diverse, il nostro sistema solare. Quando frammenti di queste entità entrano nell'atmosfera ad alta velocità - prendendo il nome di meteoroide - si disintegrano per l'attrito, senza lasciare niente nella maggior parte dei casi o un meteorite, nei casi in cui rimanga un residuo solido.

Una Perseide attraversa la Via Lattea (cr. Mike Lewinski Wikimedia commons) 

Nonostante oggi noi siamo in grado di identificare con esattezza i corpi e i meccanismi alla base di quelle a cui generalmente ci riferiamo come "stelle cadenti", il loro aspetto è quantomeno ambiguo. La somiglianza con le stelle - quelle vere - anche dovuta al fatto che ad occhio nudo quasi tutto nel cielo notturno appare puntiforme, e la loro natura transiente, assolvono in buona parte l'ingenuità dei nostri avi. Se, ai tempi dei romani, gli imperatori potevano scomparire dalla Terra e riapparire in cielo in apoteosi, non si vede perché il viceversa non potesse accadere. La loro esoticità e transienza spiega anche perché vengano storicamente, almeno nel folclore, associate a fenomeni sovrannaturali o di buono e cattivo auspicio.


Jacques de l'Ange "Il martirio di San Lorenzo" (Wikimedia commons)

In età cristiana questi sciami di meteore, rimangono associati all'elemento dell'aldilà. Famosa è in particolare quella associata alla figura di San Lorenzo, diacono martire nell'antica Roma morto nel 258 d.C. nelle persecuzioni dell'imperatore Valeriano. Il martirio, avvenuto il 10 agosto, al picco dello sciame delle Perseidi, rimase associato alle lacrime del santo martire.


Platone e Aristotele ne "La scuola di Atene" di Raffaello, stanze vaticane (Wikimedia commons)


Lasciando per un attimo da parte la cultura popolare, Aristotele già con diversi secoli di anticipo, aveva cercato di riportare le stelle cadenti entro i canoni della razionalità. Il ché significava inserirle nel migliore modello fisico dell'universo disponibile al suo tempo, ovvero quello secondo cui il mondo era fatto di terra, acqua, fuoco e aria. In questo schema, Aristotele spiegava le stelle cadenti non come davvero stelle, ma come flussi di materia calda ed asciutta in un sottile strato fra l'aria ed il fuoco, in quella che con lessico moderno chiameremmo atmosfera.

Sciame di Perseidi nella foto a esposizione prolungata (cr. Matthew Dillon Wikimedia commons)

Sarebbero quindi state in realtà delle scie di una esalazione ventosa sollevatasi dalla terra ad opera del calore solare. Queste, muovendosi velocemente, si sarebbero poi incendiate ad opera dell'attrito con il mezzo in cui si spostavano. Ai nostri occhi disillusi appare una spiegazione superficiale, ma quantomeno aveva l'indubbio merito di non appellarsi a fenomeni sovrannaturali. Per oltre due millenni nessuno si sarebbe posto domande più profonde sulla natura di questi fenomeni e le stelle cadenti sarebbero state considerate una mera curiosità meteorologica, soltanto un po’ più esotica della pioggia e del vento.


Via Lattea e stelle cadenti in Slovenia (cr. Michal Danes Wikimedia commons)


A parte alcuni eroici sforzi di alcune generazioni di astronomi di corte in Oriente, e di Tycho Brahe, Keplero e Galileo in Europa fra Cinque e Seicento, fu solo nel 1833 che si cominciò ad approcciarsi più seriamente alle stelle cadenti come a un tema scientifico. Lo sciame meteorico del 1833, detto delle Leonidi a causa dell'associazione in cielo con la costellazione del Leone, spinse vari astronomi sparsi per il mondo a condividere le loro esperienze e cercare di predire l'evento successivo.

Fotografia colorata dell'astronomo Schiaparelli (Wikimedia commons)

Fu alla fine nel 1867 Giovanni Virginio Schiaparelli, all'epoca direttore dell'osservatorio di Brera a Milano, a raccogliere teoria ed osservazioni nel suo "Note e riflessioni intorno alla teoria astronomica delle stelle cadenti": in questo articolo pionieristico dimostrava che il radiante - il punto da cui appaiono provenire le piogge meteoriche - si trova lungo l’orbita delle comete, da cui l'associazione fra comete e stelle cadenti. Il passaggio della cometa Biela nel 1872 confermò questo scenario con una pioggia di stelle cadenti su tutto l’emisfero boreale.

La scia di una grande Perseide (cr. John Fowler Wikimedia commons)

Ed oggi? Le stelle cadenti (o meteoroidi) sono ancora in qualche modo rilevanti nel panorama della ricerca astronomica? Certo. Una volta a terra i meteoriti, che conservano una pletora di informazioni riguardanti i materiali da cui si sono originati, ci permettono di studiare la materia da cui si sono formati i pianeti miliardi di anni fa. Lo studio di alcuni meteoriti, la cui composizione è rimasta fondamentalmente inalterata dal momento della loro formazione, ha infatti aiutato a datare il sistema solare a circa quattro miliardi e mezzo di anni fa. Dato che molti di questi oggetti si sono formati a seguito dell'esplosione di stelle precedenti al Sole, lo studio delle abbondanze relative dei vari elementi all'interno di questi oggetti fornisce parametri essenziali per capire la composizione stellare della Via Lattea pre-sistema solare.

Una stella cadente nel cielo notturno di Washington (cr. Joel Kowski Wikimedia commons) 

Lo studio di questi corpi ha ricevuto un ulteriore impulso dopo la scoperta di componenti chimici considerati basilari per lo sviluppo della vita sul nostro pianeta, come ad esempio l'acido carbossilico, amminoacidi complessi, ammine alifatiche ed acido acetico, che possono essere trasportati su larghe distanze, una volta incastonati nella roccia dei meteoriti. Una delle spiegazioni più accreditate per lo sviluppo della vita sulla Terra è infatti l'importazione di alcune molecole fondamentali a seguito della caduta di un meteorite.



Pioggia di stelle cadenti riflesse sul lago (cr. Kaufman Phillips Wikimedia commons) 


Quindi le stelle cadenti non sono stelle e non cadono, questo è vero, ma possiamo provare ad esprimere comunque un desiderio anche piccolo, tanto male non farà...

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