Cambia l'ora, non ne posso più
Una donna regola le lancette di un orologio in vista dell'introduzione dell'ora legale, 28 marzo 1978 Foto di Rob Bogaerts / Anefo — Nationaal Archief (Paesi Bassi), disponibile su Wikimedia Commons sotto licenza CC0 1.0 Universal Public Domain Dedication
Ogni anno due giorni con la vita sconvolta
Nella notte fra sabato e domenica l'Italia tornerà all'ora solare. Sul cambio dell'ora pubblichiamo oggi questo commento di Claudia Carri.
“Cambio ora 2026”, “Ora solare 2026, quando cambia l’ora”, “Ora solare oppure ora legale?: questi i titoli più ricorrenti oggi, per me un minaccioso avvertimento, un incubo. Oltre ai cambiamenti climatici che hanno caratterizzato la nostra torrida estate, vissuta alla ricerca di qualunque tipo di refrigerio, con ricadute non sempre felici sul nostro fisico e persino sul nostro umore, ci mancava anche l’immancabile cambiamento d’ora che stravolge i nostri ritmi circadiani, in particolare i miei.

L'ora di diversi luoghi del mondo Foto di Helgi Halldórsson da Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0)
Chi conosce molto bene la mia sensibilità ai ritmi di sonno e veglia e soprattutto sa cosa succede quando vengono alterati da fattori esterni, già da diversi giorni mi sta preparando: “Fra poco ci sarà il cambiamento dell’ora, preparati; sarà questa domenica”. Il mio rifiuto nei confronti di questo (per me) cataclisma si sintetizza nella consueta domanda di chi ha un’avversione fisica e mentale nei confronti di questo evento: lancette avanti o indietro? Quindi... dormo di più o di meno? Quindi ci sarà buio... quando? Alle 17? Senso di smarrimento, panico. Anche quest’anno! No, non ce la posso fare.
L’errore
Parecchi anni fa - quando ero un’insegnante alle prime armi - commisi un errore imperdonabile, di cui ancora un po’ mi vergogno, se non fosse anche molto divertente, un episodio che già preannunciava la mia avversione nei confronti del fenomeno testé citato: un lunedì mattina, per l’appunto, esco di casa ma mi sentivo strana, non vedevo le solite cose della solita ora, c’era in effetti qualcosa di anomalo e io stessa ero leggermente confusa e vagamente spaesata. Mi presento a scuola in perfetto orario (per me), entro nella classe dove avevo due ore di lezione e dove (ahimè) mi stavano aspettando da almeno un’ora.
Un risveglio sopra le nuvole dove i confini tra terra e cielo si dissolvono in un gradiente perfetto. Foto di Ekrem Osmanoglu su Unsplash
A cosa serve?
Non saprei, può darsi che guadagnando più luce al mattino presto (ma per poco) si risparmi energia, ma che dire del buio precoce? Quelle belle e lunghe giornate di luce protratte che piacciono tanto a noi meteopatici. E poi sposteremo di nuovo le lancette avanti, a marzo. Sto già tremando. Certamente rispetto al consumo energetico causato da anni di guerre e al disastro ambientale provocato dalle stesse, con conseguenti prossime nefaste ripercussioni sul clima, penso che la nostra ora in più o in meno di luce e di buio avrà pochissimo impatto. Ma un grande impatto lo avrà sul nostro umore, in particolare su chi come me necessita ancora, nonostante la non tenera età, di una stabile, immodificabile e rassicurante alternanza di sonno e veglia, come un bambino.
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