Il silenzio non č mai un vuoto       

Il silenzio non č mai un vuoto       

Annibale Carracci, "Sacra famiglia, detta Il silenzio" (Wikimedia commons)

I significati che si trovano nell’assenza di rumori

Iosonospartaco ospita oggi uno scritto della pedagogista Tromellini, sue considerazioni sull'importanza del silenzio in un'epoca di urli.

Il silenzio è una musica che dona tesori che altrimenti non si possono cogliere. E’ un privilegio e un dono che non viene dato gratuitamente. Va cercato, scegliendo che cosa si vuole fare della propria vita. Nella maturità forse questa possibilità è più facile da condividere, quando si scelgono tra le ore della giornata quelle più dolci e meno frettolose. E quando si comprende che non è importante la quantità delle cose da fare quanto le poche e preziose ore per stare con noi stessi e con la natura che è vicina e ricca di relazioni autentiche.

Bosco alla periferia urbana (cr. Frederikto Wikimedia commons)

In questo periodo, di quanto silenzio avremmo bisogno piuttosto che di parole urlate con violenza in molte parti del mondo. In filosofia il silenzio è un tema trattato. “Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere”.  Chi valorizza l’ascolto come modo di essere aperto all’altro, lascia spazio al silenzio per rivelare ciò che è nascosto.

Nido di cesene (cr. A. Trepte Wikimedia commons)

Il silenzio appunto è una opportunità da ricercare per ascoltare i sussurri della natura, il rumore del vento, i linguaggi degli animali. Vivevo una volta in Appennino nella casa che era stata del contadino Torino con la stalla e un portico con la porta morta. Davanti tre olmi giganteschi, più alti della casa, un prato delimitato dal bosco e colline in estate piene di rotoballe.

Verso sera i caprioli uscivano dal bosco e senza timore avanzavano fino a metà del prato. Il colore del loro vello si illuminava al tramonto. Mi sedevo a leggere sotto le fronde degli olmi e assistevo a spettacoli naturali unici.


Con il romanticismo anche le pause diventano parte integrante della musica (cr. F. Faccio Wikimedia commons)


Le fronde degli olmi all’imbrunire si trasformavano in un teatro di versi di uccelli alla ricerca di un riparo notturno. Era l’ora del codirosso che ogni anno ricreava il nido in un buco del portico. Si dice che al rientro dall’Africa il codirosso nidifichi sempre nello stesso posto.

Un passero piccolo di colore grigio scuro con una coda rosso ruggine. E’ la femmina a creare il nido, vi depone cinque o sei uova e le cova per quindici giorni. Mi accorgevo del codirosso quando, nati i piccoli, il maschio e la femmina portavano nel nido bacche, insetti, semi.


Il Silenzio, cimitero di Staglieno (cr. Faustobici Wikimedia commons)


Io ero l’intrusa, l’eventuale pericolo. Si appostavano su un ramo vicino a me, scrutavano i miei movimenti. Rimanevo immobile e allora volavano nel nido con un via vai continuo. Sentivo i pigolii felici dei nati come una musica dolce che mi accompagnava. Solo in silenzio si gode di una reciprocità così intensa. Mi osservavano e forse capivano che con me potevano stare tranquilli, avrei protetto il loro nido.

Esemplare di gheppio (cr. gigghi Wikimedia commons) 

Con un gheppio ci siamo guardati negli occhi, due esseri viventi che si studiano. Aveva fatto un nido in una cavità nella facciata della casa. Dicono che il gheppio occupi il nido di un altro uccello. Non so, ma quando è stato il momento di alimentare i nati, la sua presenza era continua. Il gheppio è un rapace che in volo apre la coda a ventaglio e le ali sono spettacolari. Portava insetti, piccoli topi campagnoli, cavallette, lombrichi. In un tardo pomeriggio, il gheppio stava per andarsene dal nido, mi ha guardato direttamente con occhi acuti e umani e io l’ho corrisposto, quasi a dirgli che avevo compreso quello che mi chiedeva.

Urla di rabbia (cr. L. Brewster Wikimedia commons)

Quello sguardo mi ha colpito, eravamo entrati in una sintonia naturale come è giusto che possa avvenire tra il mondo umano e quello naturale. Amare significa soprattutto ascoltare in silenzio. Ha ragione Seneca, uno dei più grandi filosofi stoici dell’antichità, quando afferma che il silenzio vince, perché è l’inizio della saggezza. In una contemporaneità così urlata dovremmo valorizzare maggiormente il silenzio per ricostruire la pace con il mondo che ci circonda.

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