Leggende metropolitane, le loro storie
Coccodrilli, protagonisti di leggende metropolitane Foto di Kyaw Tun su Unsplash / Licenza Unsplash
Notizie false ma troppo belle per non essere vere
Nel nostro mondo perennemente online siamo, grazie ai social media, continuamente esposti a quelle che si definiscono fake news, cioè notizie che costituiscono vera e propria disinformazione, spesso artificialmente creata per scopi politici o in generale propagandistici. L'utilizzo del web ha però incredibilmente moltiplicato una già esistente predisposizione della nostra specie a credere a storie “troppo belle per non essere vere”.
I moventi
In tutte le culture sono esistiti da tempo immemorabile racconti, miti e leggende, a volte basati su fatti forse reali ma molto più spesso inventati. Erano tutto sommato belle storie da raccontare, ma servivano anche per motivi religiosi, per ammonire i bambini riguardo a potenziali pericoli, per denigrare e colpevolizzare nemici o minoranze ritenute pericolose. Tutto questo confluisce nel cosiddetto folklore, cioè le tradizioni e i saperi popolari tramandati oralmente: dalle favole ai rimedi della nonna, fino a includere luoghi magici e creature fantastiche.
Considerato per molto tempo solo un'eredità del passato oggi sappiamo che tutto questo immaginario è ancora presente, ma in forma adeguatamente aggiornata. Lo studio del folklore moderno è stato ripreso è diffuso dagli anni ‘80 soprattutto per opera di Jan Harold Brunvand, docente e ricercatore americano, autore di libri divulgativi di grande successo. Per indicare il fatto che si tratti di un fenomeno contemporaneo si è scelto il nome di “leggenda urbana”, mentre in Italia ha prevalso la variante “leggenda metropolitana”. È chiaro comunque il riferimento a un contesto che non è più l’arcaico mondo rurale, ma la nostra società di oggi.

Jan Harold Brunvand Foto di Benjamin Radford, via Wikimedia Commons / CC BY-SA 4.0
Prima di Internet lo schema di diffusione era chiaro: “l’ho sentito al bar” o “me l’ha detto un amico” (o “mio cuggino”, come cantavano Elio e le Storie Tese in un loro famoso brano dedicato proprio a dicerie incontrollate e mirabolanti). Erano ancora i tempi in cui l'autorità indiscussa sulla verità o meno di qualcosa era il telegiornale.
I classici
Una delle protoleggende metropolitane più note è quella della presenza di coccodrilli nelle fogne di New York, altre celebri parlano dell’autostoppista assassino, della babysitter ignara del killer nella camera dei bambini al piano di sopra, dell’uomo che dopo una serata di sesso occasionale si sveglia trovando sullo specchio il messaggio scritto con il rossetto: “Benvenuto nel mondo dell’AIDS”. Tutte hanno dato origine a film, tra i quali ovviamente c’è “Urban legend” del 1998 (sono poi usciti anche due sequel).
Testa di coccodrillo del Nilo Foto di Leigh Bedford concessa in licenza CC BY 2.0.
In Italia è onnipresente da decenni la storia di zingare che rapiscono bambini nei centri commerciali (non risultano casi confermati) o di ragazze scomparse in determinati negozi. Il traffico illegale di organi è una triste e conclamata realtà internazionale, ma non certo come viene raccontato dalle leggende metropolitane: furgoni scuri che imbarcano con la forza ragazzini o ubriachi che si risvegliano senza un rene. Ma a metà Settecento Parigi fu sconvolta dalle voci sul rapimento di bambini allo scopo di cavarne il sangue (in realtà i poliziotti stavano arrestando vagabondi e, per fare numero ed essere pagati di più, presero anche piccoli che giocavano per strada).
Una delle caratteristiche delle leggende metropolitane (che condividono con le barzellette) è infatti quella di riemergere periodicamente, con gli opportuni aggiustamenti, a seconda delle paure e delle curiosità del momento. Qualche volta nascono proprio dal bisogno di spiegare qualcosa di insolito, ad esempio la rinnovata ed enorme presenza dei cinghiali. La loro immissione incontrollata per scopi venatori, iniziata molti decenni fa, ha prodotto attraverso incroci non previsti una popolazione molto più prolifica (soprattutto per lo stress della caccia) e senza predatori naturali come il lupo, riapparso anch’esso, però in numeri esigui.
Bestie volanti
Ma la leggenda che ho sentito personalmente affermava che gli animali venivano paracadutati da aerei e elicotteri sulle montagne! Basta pensarci un attimo per capire che è una bufala, ma il problema è vero. In tempi più recenti fenomeni inaspettati e virulenti come la pandemia Covid hanno poi dato origine ad una infinità di miti sulla sua origine e cura.
Altre volte è accaduto il contrario e cioè che fatti veri fossero liquidati come leggende. Famoso è il caso del pesce siluro del Po, originario dell’Europa orientale, che può arrivare a quasi tre metri di lunghezza, introdotto senza criterio da pescatori decisamente miopi. Per anni la sua esistenza e le sue dimensioni furono contestate, anche da ricercatori. Predatore vorace, ha poi fatto il vuoto di altre specie ittiche.
Si potrebbe continuare a lungo, ma è già abbastanza per riflettere su quello che quotidianamente vediamo, ascoltiamo, leggiamo e a nostra volta riportiamo ad altri. Ora più che mai quindi è necessario un occhio e una mente critica per leggere la realtà e non esserne travolti.
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