Metodo Ponzi, una truffa lunga un secolo

Metodo Ponzi, una truffa lunga un secolo

La foto segnaletica di Carlo Charles Ponzi (cr. Us government Wikimedia commons)

Suo il metodo per ingannare i risparmiatori, ma gli andò male

Anche in Italia negli ultimi anni, quando si parla di truffe finanziarie, sentiamo spesso parlare di "schema Ponzi", una definizione relativamente nuova per noi, ma che in America è proverbiale da almeno cent'anni. Si tratta di un meccanismo conosciutissimo, che consiste nel farsi prestare denaro promettendo il pagamento di interessi molto alti, che però non sono generati da investimenti reali e fruttuosi, ma semplicemente da nuovi capitali prestati da nuovi investitori, il cui numero quindi deve continuamente aumentare altrimenti tutto crolla.


Una mazzetta di dollari (Wikimedia commons)


Spesso l'autore della truffa scappa con il malloppo (l'abbiamo visto fare da tanti pseudoconsulenti finanziari), altre volte non era forse questa l'intenzione iniziale, ma semplicemente una manovra disperata per pagare debiti contraendone altri. Fatto sta che se anche il meccanismo esisteva prima del signor Ponzi, e in tutta evidenza esiste ancora oggi, questo nostro compatriota è ricordato per essere stato il primo ad averlo fatto in grande.

La piazza di Lugo (cr. Lalupa Wikimedia commons)

Carlo Ponzi nasce nel 1882 a Lugo di Romagna da famiglia non povera, può studiare, lavora alle Poste e si iscrive anche all'università di Roma, dove per qualche anno fa una vita spensierata e da bohémien, senza combinare un bel nulla. Nel 1903 decide di partire per l'America in cerca di fortuna come milioni di altri italiani, a differenza sua in grandissima parte contadini disperati e analfabeti.

Vie del centro a Boston (cr. carrotflower Wikimedia commons)

A Boston si adatta a fare i lavori più umili, è sveglio (ma non troppo, come si vedrà) e ha una gran voglia di reclamare la sua quota di sogno americano. Intanto si fa licenziare dal ristorante dove lavora perché imbrogliava i clienti sui resti, quindi nel 1907 si trasferisce a Montreal, entrando nelle grazie di un altro italiano che gestisce una banca molto utilizzata dagli immigrati e che paga ai depositanti un interesse doppio di quello di mercato. Ponzi si ricorderà in futuro di questo sistema.

Ponzi lavorò anche come cameriere (cr. Florian Plag Wikimedia commons)

Nel frattempo il padrone della banca fugge all’estero con i soldi e nel caos di quei giorni il nostro eroe ne approfitta per falsificare e incassare qualche assegno. Subito arrestato, si fa i primi tre anni di carcere in Canada (alla madre scriverà che aveva trovato lavoro in una prigione come assistente speciale del direttore), dopodiché torna negli Stati Uniti.  Nel 1911 viene coinvolto in un traffico illegale di immigrati e si prende altri due anni di carcere in Georgia.

Un buono di risposta internazionale (cr. serge1958 Wikimedia commons)

Torna a Boston, si sposa (la moglie conosce la sua storia ma si fida di lui) e per diversi anni avvia attività legali una dopo l'altra, tutte senza successo. Nel 1919 ha un'illuminazione: scopre l’esistenza dei buoni di risposta internazionali, utilizzati negli scambi tra nazioni aderenti all’Unione Postale Universale. Il costo è diverso in ogni singolo paese, ma permette la medesima affrancatura. Detto in breve, complice l'inflazione post bellica in Europa, i buoni possono essere acquistati in Italia a un prezzo molto più basso del valore per cui saranno scambiati in America. Si tratta di un'operazione non illegale che in finanza si chiama arbitraggio (comprare qualcosa in un mercato e venderlo a un prezzo più alto in un altro, sfruttando l’asimmetria delle informazioni).


Un foglio di dollari ancora da tagliare (cr. C. Hollis Wikimedia commons)


Ponzi chiede soldi ad amici e comincia a pagare interessi da favola: il 50% in tre mesi! Capisce che ciò che va venduto è l'idea del guadagno, poco importa che la quantità di buoni disponibili sia assolutamente risibile rispetto a quella necessaria per produrre le cifre promesse. La gente inizia a dargli soldi e lui apparentemente li moltiplica. Tutto questo avviene nel 1920, nel giro di pochi mesi e fuori dal suo ufficio c'è la fila anche da parte di personaggi in vista e assai benestanti (e pure molti poliziotti). Lui sfoggia subito uno stile di vita principesco che diventa la sua migliore pubblicità (esattamente quello che oggi fanno sui social molti guru finanziari e influencer).


Ponzi nel 1920, elegante con la paglietta (Wikimedia commons) 


Non mancano attacchi e denunce eppure, dimostrandosi sempre disponibile e con il sorriso smagliante, riesce a convincere spesso anche quelli che reclamano i propri depositi e la sua fortuna non cessa, anzi assume agenti per espandere l'attività. Arriverà più o meno a intascare, da circa 40.000 persone, 20 milioni di dollari (230 di oggi) ma, a differenza del suo vecchio padrone, non fugge con il bottino e cerca fino all'ultimo di resistere, pur dovendo contrarre debiti con le banche.

Cartolina d'epoca con una prigione federale (Wikimedia commons)

Poi inchieste giornalistiche e giudiziarie fanno scoppiare il bubbone, va a processo e si dichiara colpevole. Nel novembre dello stesso anno è condannato a 5 anni. Dopo il rilascio si troverà ancora indagato per altri reati collaterali, e allora va in Florida, dove ripropone lo stesso schema, ma nel campo immobiliare e (indovinate un po') arrivano altre condanne. Uscirà solo nel 1934 e viene rispedito in Italia, la moglie non lo segue e chiede il divorzio.

Materiale pubblicitario della compagnia aerea Ala Littoria (Wikimedia commons)

Gli vanno male anche i piccoli traffici che tenta nel nostro paese, poi il cugino, celebre aviatore e pilota personale di Benito Mussolini, gli trova un lavoro in Brasile per la neonata compagnia di bandiera voluta del regime (Ala Littoria). Il tutto si interrompe per le vicende belliche e definitivamente nel 1942, quando il Brasile dichiara guerra alla Germania. Ponzi morirà, dopo anni di miseria, in un ospedale per poveri di Rio de Janeiro nel 1949. Pare gli fossero rimasti in tutto 75 dollari.


Tadeus Kuntze "La moltiplicazione dei pani e dei pesci" (Wikimedia commons)


Come si vede più che altro una storia di disastri. Vent’anni fa Bernie Madoff avrebbe poi ingannato molti più investitori, per molto più tempo e per cifre enormemente più grandi (e nonostante leggi ed enti di sorveglianza inesistenti all’epoca di Ponzi). Se la moltiplicazione del pane e dei pesci è stato un miracolo, quella del denaro rimane più che altro un miraggio, e spesso nasconde di peggio.

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