Margherita Sarfatti, la musa del Duce

Margherita Sarfatti, la musa del Duce

Una foto giovanile di Margherita Sarfatti (cr. Mario Nunes Vais Wikimedia commons)

Ascesa e caduta della donna che amò Mussolini

L’otto aprile 1880 nasce a Venezia la giornalista, scrittrice e critica d’arte Margherita Grassini Sarfatti, che per oltre vent’anni sarà l’amante e l’ispiratrice di Mussolini. Di ricca famiglia ebrea, intelligente, colta e poliglotta, a diciotto anni sposa l’avvocato israelita Cesare Sarfatti, militante socialista, dal quale avrà tre figli: Amedeo, Roberto e Fiammetta. Dotata di grande sensibilità artistica, si distingue presto come la prima donna in Europa ad occuparsi di critica d’arte, fondando nel 1922 il movimento artistico-letterario “Novecento”, presente alla Biennale di Venezia del 1924.


Il Popolo d'Italia, fondato da Mussolini (Wikimedia commons)

Socialista come il marito, nei primi anni del novecento è a Milano e collabora al periodico Unione femminile e dal 1909 diventa la responsabile della rubrica di critica d’arte dell’Avanti! In quella redazione nel 1912 conosce Mussolini, il nuovo direttore del giornale socialista. La loro iniziale amicizia si trasforma presto in amore. Quando Mussolini è espulso quale interventista dal Psi e fonda il Popolo d’Italia, Margherita lo segue nella nuova avventura, sostenendolo e ispirandolo.


Benito Mussolini (cr. Mario Nunes Vais Wikimedia commons)

Nel 1912 collabora a La Difesa delle lavoratrici, il quindicinale fondato da Anna Kuliscioff, entrando a far parte del suo salotto milanese. Si batte per l’emancipazione delle donne e per la  conquista del suffragio universale. Le due donne però sono troppo diverse e tra loro non scatterà mai la scintilla della simpatia e dell’amicizia. La Prima guerra mondiale poi le divide definitivamente. Margherita è interventista, Anna pacifista convinta. Un grande dolore colpisce Margherita quando, il 29 gennaio 1918, a soli diciassette anni muore suo figlio Roberto, partito volontario.


Anna Kuliscioff (cr. Mario Nunes Vais Wikimedia commons)

Negli anni venti anche lei apre un suo salotto al 93 di Corso Venezia, dove s’incontrano molti illustri intellettuali e promettenti artisti. Fra i suoi amici ci sono l’amico d’infanzia Marconi, D’Annunzio, Funi, Boccioni, Sironi, Pirandello, Toscanini, Marinetti, Bontempelli, Ada Negri e tanti altri artisti, soprattutto i futuristi.

Quando Mussolini diviene capo del governo, lei riveste un ruolo decisivo nella formazione della mitologia culturale del fascismo, assumendo tra l’altro la direzione editoriale di Gerarchia, la rivista di teoria politica fondata da Mussolini. È il tramite del Duce con l’alta società e con il mondo dell’arte. Giuseppe Prezzolini l’invita a scrivere per alcuni editori stranieri la biografia di Mussolini. Lei acconsente e, nel 1926, esce Dux, un libro che otterrà un enorme successo e verrà tradotto in diciotto lingue.


Giuseppe Prezzolini (Wikimedia commons)

Verso la metà degli anni trenta il suo rapporto con Mussolini comincia a deteriorarsi, anche perché si dice contraria all’avventura coloniale e alla alleanza con Hitler. Nelle manifestazioni ufficiali è relegata in secondo piano e quasi ignorata. Nel 1937 le viene proibito per motivi razziali di esercitare la professione di giornalista e di organizzatrice di mostre d’arte.

Intuendo il pericolo incombente, Margherita lascia l’Italia e, dopo una sosta in Francia, nel 1939 si trasferisce in Sud America. La sorella Nella e il marito, rimasti in Italia, moriranno invece ad Auschwitz. Rientrata in Italia nel 1947, non intende più occuparsi di politica.

Alla domanda di un giornalista circa le sue attuali inclinazioni politiche, risponde ricordando che in gioventù era stata una socialista convinta. Che voglia far intendere di riallacciarsi alle battaglie al socialismo di Turati e della Kuliscioff?


Pietro Nenni (a destra) con Pertini nel 1946 (Wikimedia commons)

Il 13 settembre 1947 Pietro Nenni la incontra all’uscita da Palazzo Ducale di Venezia e nel suo diario annota succintamente: “Sono stato avvicinato e salutato da Margherita Sarfatti, l’amica e l’amante di Mussolini fino dai tempi dell’Avanti! È da poco tornata in Italia, sempre bionda, corpulenta ed espansiva. Sta scrivendo, mi ha detto, le sue memorie. Dovrebbero essere interessanti”.


La tomba di Margherita Sarfatti (cr. ilvicinodicasa Wikimedia commons)

Nel 1955 esce l’autobiografia Acqua passata dove il rapporto con Mussolini è però quasi ignorato. Resta invece a lungo inedito il manoscritto delle sue memorie Mea culpa, pubblicato solo post mortem. Il 30 ottobre 1961 si spegne nel sonno nella sua casa di campagna “Il Soldo” nella frazione di Cavallasca (Como), dove è sepolta nel locale cimitero. 

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