Non tutte le colpe sono della DDR

Non tutte le colpe sono della DDR

La fortezza prigione di Colditz con la sagoma a dimensione naturale dell'ufficiale francese che fuggì travestito da donna (cr. Paolo Gandolfi iosonospartaco)

Turingia e Sassonia, la Germania più tedesca

Continua la pubblicazione degli appunti di viaggio di Paolo Gandolfi attraverso la Germania per raggiungere Dresda

Della Germania la Turingia è il cuore verde, un po’ come la nostrana Umbria, anche se oggi è diventata famosa per esserne il cuore nero. Qui si concentrano elementi fondamentali dell'identità tedesca, uno di questi, quella profonda dell'origine germanica, si esprime al Wartburg, una fortezza medioevale. Come spesso accade il Wartburg deve il suo aspetto attuale al restauro ricostruttivo neomedievalista dell'inizio 900, voluto dal Kaiser. Wagner pare sia venuto e il luogo gli abbia ispirato il Tannhäuser, e ti pareva? I nazisti ci sono andati in brodo di giuggiole, ma sorprende che sotto la DDR sia stata conferita alla fortezza l’onorificenza (d'argento) al merito patriottico per la lotta a fianco dei lavoratori e per il comunismo.


La fortezza di Wartburg (cr. Paolo Gandolfi iosonospartaco)

In Turingia c'è un'aria strana, infatti girano un gruppo di anzianotti con bandiere varie inquietanti, tra cui quella tedesca imperiale pre-Weimar (il Wartburg vigila soddisfatto dall'alto) e uno striscione con il simbolo della pace. Sono una trentina, gridano con poca convinzione slogan incomprensibili. La ragazza in bici gli mostra il dito medio. A Eisenach sono successi altri fatti più rilevanti. È nato Bach, ha bazzicato Lutero, hanno prodotto la Wartburg (la sorella maggiore della Trabant) e nel 1869 è nato l'SDAP il partito precursore dei socialdemocratici tedeschi, ad opera di Bebel e Liebknecht (padre).


Eisenach, il monumento a Johann Sebastian Bach (cr. Paolo Gandolfi iosonospartaco)

Ora la Turingia è il land più a destra. Il cibo si fa tosto e ho ritrovato i colorini pastello delle tendine e la grazia ruvida dell'intonaco della DDR. Le guide continuano a raccontarti le città della ex Germania Est come deturpate da un regime insensibile. Non è così. Eisenach come altre città ossi ha conservato bene edifici bellissimi. Il regime ha fatto certamente danni, ma mai tanti come i soldi che giravano all'ovest. Ci sono edifici ottocenteschi molto belli e case a graticcio a perdita d’occhio, quelle che ogni italiano vuole vedere quando viene in Germania.

Il ponte coperto a Erfurt (cr. Paolo Gandolfi iosonospartaco)

Erfurt è la capitale della Turingia, una cittadina non troppo grande, ma abbastanza da avere una bella cattedrale gotica. La cattedrale è curiosamente divisa in tre parti, quella centrale è più stretta, romanica e senza finestre, la parte avanzata con tre navate e l’abside, che svetta sulla collina, più larga e gotica, con grandi finestroni. La cosa più curiosa è che la chiesa è affiancata ad un’altra e le due sono collocate in cima ad una collina che sovrasta la piazza. I due edifici sono affiancati e divergenti, creano uno spazio centrale triangolare a cui si accede con una grande scalinata, che converge in un punto focale occupato dal portale gotico detto "il triangolo", altra invenzione geniale. Il tutto produce un effetto scenografico sensazionale, non a caso utilizzato come scena per un’opera lirica all'aperto. Visto che la scena riproduce un cimitero, direi o Faust o Don Giovanni.


La casa di Schiller a Weimar (cr. Paolo Gandolfi iosonospartaco)

Se il Wartburg è il simbolo romantico dell'identità originaria germanica, Weimar è il simbolo razionalista dell'identità tedesca umanitaria e universalista. Lo è certamente per il fatto di essere stata scelta nel 1919 per approvare la costituzione, stando a mezza via dalle turbolenze di Berlino e Monaco. Capire le ragioni del fallimento della repubblica di Weimar e l'ascesa del nazismo è il compito dell'esposizione permanente della Casa della Repubblica, la cui visita consiglio. Ci sono Goethe e Schiller dappertutto, in coppia, da soli, le loro case e le casse da morto, anche se hanno scoperto di recente che dentro quella di Schiller c'era uno sconosciuto. C'è la più bella cartoleria del mondo, dove chiedo di essere inumato quando verrà il momento.


Weimar, la cartoleria più bella del mondo (cr. Paolo Gandolfi iosonospartaco)

L'architettura gotica è assente e lascia il testo del racconto urbano al neoclassicismo, alle forme semplici e colori tenui. Anche il Bauhaus è nato qui e ad esso è dedicato uno splendido museo. Rileggere la breve storia della scuola che ha inventato il moderno, sapendo che nel programma elettorale di Vox in Spagna c'è anche il rifiuto del Bauhaus a favore del vernacolo ispanico, dà alla visita un sapore quasi morale.

Appena fuori città, 45 anni dopo la precedente visita, merita un ripasso Buchenwald, il campo di concentramento che i cittadini di Weimar hanno dovuto forzosamente visitare a liberazione avvenuta.


Il castello di Altenburg (cr. Paolo Gandolfi iosonospartaco)

La Germania è un paese con una storia tormentata, la divisione in due per 40 anni è un pezzo di questa storia. Ora le differenze tra quelle che furono le due Germanie le vedono in pochi, ma a guardare attentamente si colgono ancora. È il caso di Altenburg in Sassonia. Nelle città dell'est è mancata la pervasiva e capillare capacità di trasformazione che i soldi e l'iniziativa privata hanno generato all'ovest a partire degli anni 50. Nel film Heimat di Edgar Reitz uno dei figli della protagonista, non sapendo cosa fare appena tornato dalla guerra, dopo un periodo da trafficone, appena il benessere si diffonde, comincia a girare la sua regione rurale proponendo ai contadini di sostituire porte, finestre, travi di legno con plastica, alluminio e cemento. Anche dove non era arrivata la distruzione della guerra arrivava la voglia del nuovo a distruggere tutto. All’est non è successo, il sistema comunista ha costruito il moderno come affermazione del nuovo regime, ma i soldi sono finiti presto, 30 anni dopo la riunificazione c'è ancora meno plastica, meno pubblicità, meno asfalto, meno cafonate e tanti edifici sgarrupati o dignitosamente invecchiati.


La parte monumentale di Altenburg (cr. Paolo Gandolfi iosonospartaco)

La modernità comunista era austera e tetragona, quella ottimista e sguaiata che ha accompagnato il boom economico all’ovest qui è mancata ed è presente solo quella retroversa post anni '80. Te ne accorgi alla torre del castello, con la sua vecchia scala di legno completamente fuori norma, su cui si sale senza pagare e senza nessun controllo. Solo un cartello in tedesco, pitturato a mano, con scritto di fare attenzione in inverno per via del ghiaccio. Un principio di responsabilità soggettiva completamente assente in Italia.

Sempre in Sassonia altro castello. Colditz ha ospitato la più famosa prigione tedesca per ufficiali nemici durante la guerra, esclusi russi e italiani probabilmente per ragioni di disprezzo. La fortezza è famosa per le fughe rocambolesche, soprattutto dei francesi. Tra le fughe più o meno riuscite se ne distinguono tre. Il francese vestito da donna, fregato dal nervosismo, l'altro che ruba una bici e in 8 giorni raggiunge la Svizzera, infine i due polacchi che stanno nascosti in un buco per un anno. La fama della prigione di Colditz ha ispirato film e un gioco da tavola omonimo.

(2 - Continua)

Leggi anche Altro che Residenz, è una reggia

Riproduzione riservata