Sudafrica, un giardino nel deserto
Il paesaggio del Namaqualand nel periodo della fioritura nel deserto (cr. A. Coppa per iosonospartaco.it)
Enormi distese di colori in un paesaggio spoglio
La fioritura del deserto è uno degli spettacoli più sorprendenti della natura. In pochi giorni, un paesaggio segnato dall’aridità più estrema si trasforma in un’immensa distesa di colori, grazie alla straordinaria capacità di milioni di semi rimasti dormienti nel terreno di cogliere l’attimo perfetto per rinascere. Ma il miracolo non si esaurisce con la fioritura: ogni fiore genera nuovi semi che restano in attesa, pronti a una nuova esplosione di vita. Così il deserto, apparentemente immobile e sterile, conserva in sé il potenziale per rinnovare questo spettacolo ogni volta che acqua e sole torneranno a incontrarsi nelle giuste condizioni.
La margherita del Namaqualand (cr. A. Coppa per iosonospartaco.it)
Nel nord-ovest del Sudafrica, nella provincia del Northern Cape, si estende la regione di Namaqua, uno dei territori più vasti e meno popolati del Paese. Caratterizzata da paesaggi semidesertici, terreno rosso e spoglio, vegetazione rada e ampi spazi incontaminati, custodisce le potenzialità di migliaia di fiori che alla fine dell’inverno (la fine dell’estate nel nostro emisfero) trasformano questi paesaggi aspri e desolati in un vero e proprio caleidoscopio di colori. I fiori non sbocciano gradualmente come in una primavera temperata: se si verificano le giuste condizioni di pioggia e temperatura, fioriscono simultaneamente nell’arco di pochi giorni e scompaiono nel giro di tre o quattro settimane.
Le margherite viola del deserto sudafricano (cr. A. Coppa per iosonospartaco.it)
Simbolo di questa fioritura è la margherita del Namaqualand, che insieme a decine di altre specie germoglia, fiorisce e ricopre il terreno con una densità che riempie di arancione – ma anche di giallo, viola, blu, bianco – il paesaggio fino all’orizzonte in ogni direzione. Un mare di corolle che, come piccoli girasoli, seguono la luce solare. Se la giornata è nuvolosa o fredda ecco che si richiudono tutti in sé stessi, trasformando l’onda multicolore in una distesa verde o scura. Proprio per il caratteristico eliotropismo di questi fiori, chi percorre le strade che attraversano le principali aree fiorite cerca di farlo guidando con il sole alle spalle, per godere appieno della suggestione creata dai loro petali. L’orario migliore per godersi lo spettacolo è fra le 11 e le 16.
Un tappeto di margherite arancioni nel deserto (cr. A. Coppa per iosonospartaco.it)
Non tutti i semi custoditi nel terreno, però, scelgono di partecipare a questo straordinario spettacolo. Una parte rimane dormiente anche quando le condizioni climatiche sono ideali per la germinazione e la crescita. Questo meccanismo, studiato dai botanici sudafricani, rappresenta un ulteriore esempio dell’incredibile capacità di adattamento della natura: mantenendo una quota di semi in stato di quiescenza, la specie si assicura una sorta di riserva per il futuro, aumentando le possibilità di sopravvivenza qualora le stagioni successive risultino particolarmente aride o sfavorevoli.
Il Namaqualand come appare dopo la fioritura (cr. A. Coppa Wikimedia commons)
Gli effetti del cambiamento climatico, del resto, sono arrivati anche qui e stanno modificando il ciclo stagionale di questi fiori, compromettendone la sopravvivenza. Uno studio pubblicato dall'International Journal of Biometeorology e condotto dagli studiosi Snyman e Fitchett (2022) sul periodo 1935-2018, ha rivelato come la fioritura delle margherite del Namaqualand stia anticipando di oltre due giorni e mezzo per decennio a causa dell'aumento delle temperature e dei regimi di precipitazione invernali e primaverili. I dati di fioritura sono stati raccolti combinando gli archivi storici dei giornali con le immagini geolocalizzate condivise sulle piattaforme social.

Pompe per l'acqua nel parco del Namaqualand (cr. C. Auzias Wikimedia commons)
Meno di tre giorni in dieci anni possono sembrare poca cosa, ma non è così. Un minore tempo di recupero invernale per questi fiori potrebbe portare alla loro sparizione, senza contare che se le margherite sbocciano troppo presto, gli insetti impollinatori locali potrebbero non essere ancora pronti, interrompendo la catena riproduttiva della regione. Gli effetti di una sempre più marcata imprevedibilità dei tempi e dell’intensità di questa particolare fioritura potranno avere effetti anche sull’economia locale, rendendo via via più incerto l’obiettivo di un turismo che oggi si basa su prenotazioni effettuate con molti mesi di anticipo.
Un tappeto di fiori nel deserto (cr. W. Bruenken Wikimedia commons)
Nel Namaqualand l’inverno di quest’anno è stato caratterizzato da piogge particolarmente abbondanti, che hanno portato a fioriture precoci e via via sempre più spettacolari, il cosiddetto “superbloom”. L’apice è stato raggiunto a partire dalla metà di agosto. Ancora qualche giorno e il ciclo si avvierà alla sua conclusione, riconsegnando quelle aree a un’apparente sterilità, che in realtà è solo un lungo periodo di riposo in attesa di un nuovo e sempre più imprevedibile risveglio.
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