“Secondo me E.T. sarà un successo”

Una delle immagine iconiche di E.T., il film di Spielberg (da Facebook)
Quando Vinéli vide la prima volta il pupazzo di Rambaldi
La produzione cinematografica negli anni 70 e 80 era talmente vasta che il gestore di una sala doveva affrontare la programmazione con un po’ di metodo.
Vinéli, gestore di due cinema (di cui uno parrocchiale) a Castelnovo Sotto in provincia di Reggio Emilia, iniziava i suoi approfondimenti leggendo le riviste di settore. La sua preferita era La Rassegna AGIS dell’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo.
Le riviste fornivano descrizioni utili e informazioni tecniche, talvolta non fondamentali, come ad esempio quanti metri era lunga una pellicola. Il versante esperienziale ossia l’indagine emozionale veniva coperta con tutt’altra modalità.
Vinéli programmava regolarmente ogni settimana la giornata tour nei cinema di Bologna in prima visione e con una lista preparata in anticipo, dedicava l’intero pomeriggio a visionare le nuove pellicole. Entrava e usciva dalle sale impiegando non più di mezz’ora per ciascun film grazie all’esperienza che gli consentiva di cogliere subito gli aspetti commerciali utili alla programmazione nei suoi locali.
Iames Cagossi “Vinèli” davanti al cinema parrocchiale del quale aveva la gestione (crediti iosonospartaco)
Accadeva però che la tabella di marcia subisse un rallentamento quando incontrava il film gioiello. Di fronte alla meraviglia si arrendeva e le esigenze di mestiere passavano in secondo piano.
Il film gioiello poteva essere e spesso lo era, un film d’autore ma non necessariamente. Non tutti i film d’autore erano per Vinéli film gioiello.
Quando rincasava dopo il tour dei cinema si ripeteva a cena lo stesso copione.
“Allora? Dai papà racconta, quanti film hai visto oggi?”
“Oggi ne ho visto solo uno”, rispondeva con il viso illuminato dal sorriso e iniziava ciò che oggi chiameremmo spoiler, cioè l’anticipazione dell’argomento.
Una volta Vinéli sorprese la sua famiglia rispondendo:
“Oggi ho scoperto addirittura una perla”
“Una perla?”
“Sì, ho visto un film che la produzione sta spingendo molto ma tanti gestori pensano che non avrà successo… c’è un pupazzo che non convince… dicono che spaventerà i bambini. Addirittura in Svezia è uscito vietato ai minori”.
Si trattava di E.T. l’extra-terrestre di Steven Spielberg e per Vinéli non c’erano dubbi: era un capolavoro che avrebbe commosso e riempito le sale.
Iniziò a spiegare com’era E.T. e a decantare l’abilità del “nostro” Rambaldi* che lo aveva costruito. Raccontò che il film era stato distribuito in giugno di quell’anno (1982) nelle sale americane e stava andando bene ma secondo lui eravamo solo all’inizio.
In Italia E.T. uscì in prima visione nelle principali città il 7 dicembre 1982.
La proiezione nel cinema Ausonia di Vinéli vide la sala stipata ad ogni spettacolo con la fila dei clienti nell’atrio in attesa della visione successiva.
E.T. fu acclamato dalla critica, vinse nel 1983 quattro premi Oscar e tra questi uno se lo aggiudicò proprio Rambaldi per i migliori effetti speciali. Detenne il record d’incassi per 11 anni.
* L’italiano Carlo Rambaldi, effettista e artista noto a livello mondiale per le sue opere in campo cinematografico.
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