Non è più il posto per scappare

Non è più il posto per scappare

Spiaggia di Marbella (cr. Paolo Gandolfi)

Cambiata l'aria per chi è senza soldi e cerca una branda

Continua la pubblicazione degli appunti di Paolo Gandolfi, scritti durante i suoi viaggi

A Castillo de la Duquesa ci sono una cinquantina di case, due ristoranti, una piccola chiesa e un lungo muro per proteggerle dal mare.

L’aspetto di queste borgate è suggestivo. Anche se ci si trova nel mezzo di una conurbazione immensa e abitata da persone provenienti da ogni dove, in questi villaggi si percepisce ancora il contrasto irrisolto tra remoto e immediatezza, tipico di luoghi isolati aperti sul mare. Un luogo simile (Vera in provincia di Almería) aveva ispirato Antonioni nella scena finale di “Professione Reporter”, dove l’entrare e uscire della cinepresa dalle finestre del cubetto bianco dell’hotel de La Gloria verso il polveroso spiazzo della Plaza de toros, rivela con la morte del protagonista la finzione estrema in cui si era rifugiato, quasi come se, dopo la fuga attraverso grandi e contorte città europee, quella finestra rappresentasse l’unico spiraglio per il ritorno alla verità.

Prima, dopo e alle spalle di Castillo de la Duquesa ci sono urbanizzazioni turistiche che lo inglobano.

Chi ha viaggiato lentamente lungo la costa del mediterraneo ha sicuramente incontrato questi luoghi particolari. Per farsi un’idea, il principio insediativo è lo stesso dell'idroscalo di Ostia, o di tante altre borgate abusive costruite nelle porzioni marginali dei litorali italiani, la differenza è che le casette andaluse non sono nascoste dietro a recinzioni e muri, si affacciano direttamente l’un l’altra. In pratica non ci sono cortili e aree private, ci sono solo gli edifici e lo spazio aperto, peraltro condizioni oggi ideali per bar e ristoranti di pesce, che non mancano mai. In genere si tratta di una pratica insediativa diffusa che prevede l’occupazione sistematica di tutto lo spazio al netto di stretti vicoli, ma in questo caso lo spazio pubblico è generoso ed è spazio comune.


Castillo della Duquesa (cr. Paolo Gandolfi)

La condizione particolare di isolamento e al tempo stesso di apertura di queste piccole comunità era ideale per chi in qualche modo fuggiva da qualcosa. L’informalità dell’insediamento e dell’edilizia ai bordi delle città o nelle campagne evoca solo marginalità e miseria, in riva al mare invece ispirano libertà. Questa è la natura originale dei chiringuitos, quei baretti improvvisati tipici proprio della costa mediterranea spagnola (in realtà presenti senza una specifica identità in molti altri paesi) in cui si trova da bere e da mangiare. In Spagna sono importanti e famosi perché non può esistere una comunità, per piccola e remota che sia, senza un posto per bere e mangiare.

Nei racconti degli spagnoli di una certa età questi microscopici poblados e i loro locali pubblici sulla costa erano luoghi di temporaneo espatrio dalla dittatura, favoriti anche dalla presenza di stranieri vagabondi, hippie inconsapevoli e personale del cinema trascinato e abbandonato dalle alterne fortune nei deserti andalusi. Nel recente film spagnolo “La vita è facile ad occhi chiusi” si trovano questi personaggi e il racconto di questi luoghi nel 1966, a fuggire sono due ragazzi di Albacete con la complicità di un prof che vuole incontrare a tutti costi Lennon, in Spagna per un film. La storia si svolge a Cabo de Gata, nella più ruvida costa della provincia di Almería.


Fattoria andalusa (cr. Paolo Gandolfi)
 
Nei chiringuitos di oggi il clima non è certamente lo stesso, nessuno scappa più da niente o forse è più difficile capire da cosa si deve scappare e in ogni caso se sei senza soldi e sei disposto a dormire su una branda la Costa del Sol, anche nei suoi lembi estremi, non è più il tuo posto. Io mi accontento di girare, osservare e se possibile mangiare bene e per questo in Spagna mi trovo bene ovunque, ma la provincia di Malaga non è più certamente un luogo remoto in cui fuggire, quella di Almería può invece serbare qualche sorpresa e merita certamente future esplorazioni. 


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