Fernanda Pivano, portò l'America in Italia
Il premio Pivano, da sinistra Andrea De Carlo, Fiorella Minervino, Vinicio Capossela, Fernanda Pivano, Dori Ghezzi e Antonio Ricci (cr. Premio Pivano Wikimedia commons)
Ci fece conoscere Lee Masters, Hemingway e la beat generation
La conoscenza della cultura letteraria americana la dobbiamo a una donna che in tempi ancora pericolosi, quelli del fascismo, s’innamorò di alcuni scrittori d’oltre oceano, grazie ai suggerimenti del suo insegnante liceale, lo scrittore Cesare Pavese. Quella donna è stata la scrittrice e straordinaria traduttrice Fernanda Pivano (scomparsa nel 2009).

Cesare Pavese nel 1950 (Wikimedia commons)
Nata il 18 luglio 1917 a Genova è unanimemente considerata la madre italiana della letteratura americana e della beat generation, che tanta influenza esercitarono sul ’68. Grazie a lei la cultura italiana uscì dal suo provincialismo per conoscere e abbracciare culture diverse e aprirsi al mondo. A Torino, dove la famiglia si trasferì, Fernanda frequentò il Liceo D’Azeglio, dove ebbe come compagno di classe Primo Levi e come insegnante supplente di italiano Cesare Pavese che contribuì in modo decisivo a orientare i suoi interessi culturali e letterari. Pavese fu tanto affascinato dalla sua intelligenza da confessare in seguito di averle inutilmente chiesto la mano per ben due volte. I due rimasero comunque grandi amici e complici per tutta la vita.
Il memoriale di Edgar Lee Masters nel cimitero di Lewistown (cr. K. Rossalex Wikimedia commons)
La sua prima pubblicazione risale al 1943, quando per Einaudi uscì la traduzione della Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. La traduzione del romanzo di Ernest Hemingway Addio alle armi, avvenuta sotto il fascismo, le procurò il primo arresto. Quel lavoro rappresentava, infatti, non solo un salto culturale per l’Italia, ma una vera provocazione per il regime. Da quel momento venne continuamente tenuta sotto controllo dai funzionari del Ministero della cultura popolare (Minculpop), sempre pronti a censurare il suo lavoro e ad arrestarla per attività antinazionale.
Foto giovanili di Masters e Hemingway (Wikimedia commons)
L’incontro con lo scrittore americano avvenne a Cortina nel 1948 e segnò l’inizio di una profonda amicizia personale, rinnovata e arricchita in diversi incontri perfino a Cuba, dove Hemingway si era ritirato. Nel 1959 sposò l’architetto Ettore Sottsass poi giunse il primo dei suoi tanti viaggi negli Stati Uniti, che diventarono di fondamentale importanza per la sua produzione letteraria.
Allen Ginsberg e Jack Kerouac (cr. L. Urning e T. Palumbo Wikimedia commons)
Dopo aver fatto conoscere al grande pubblico italiano Francis Scott Fitzgerald, Ernest Hemingway e William Faulkner, promosse la valorizzazione degli autori della beat generation: Allen Ginsberg, Jack Kerouac, William Burroughs e Gregori Corso. Tutti costoro la considerarono la loro madre adottiva e la vollero al loro fianco ogni volta che giunsero in Italia. Lei affidò ai suoi numerosi libri la vera storia della loro amicizia e dei loro rapporti, raccontandoci i suoi amici americani in tutte le loro genialità e debolezze umane.

Fabrizio De André nel 1960 (Wikimedia commons)
Durante gli ultimi anni riattivò la sua passione, mai abbandonata del tutto, per la musica e per i cantautori. Tra tutti i cantautori italiani amò Fabrizio De André, da lei considerato il più grande poeta italiano del Novecento, al quale nel 1997 consegnò il “Premio Tenco”.

Con il regista Ottavio Rosati al teatro Armani di Milano nel 1997 (cr. Archivio Plays Wikimedia commons)
La sera del 18 agosto 2009 nella clinica Don Leone Porta, dove era ricoverata, si spense all’età di 92 anni. Le sue ceneri sono nel cimitero genovese di Staglieno.
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