Tonino Guerra, inventore dei giardini poetici

Tonino Guerra, inventore dei giardini poetici

Il poeta e sceneggiatore Tonino Guerra (dal sito Livejournal)

Nella sua Romagna un percorso di meditazione  

Alcuni giorni fa abbiamo proposto un articolo di Rita Rocchetti sulla poetica di Tonino Guerra. Oggi torniamo sull'argomento con un articolo di Giordano Gasparini sui giardini creati da Guerra quali suo lascito poetico ed intellettuale.

Quando Tonino Guerra lascia Roma per ritornare nella sua amata Romagna, è una delle figure più autorevoli del cinema italiano. Sono sue le sceneggiature dei più importanti registi italiani: Antonioni, i fratelli Taviani, Francesco Rosi e soprattutto Federico Fellini con cui realizza Amarcord e Ginger e Fred.


Il manifesto di "Ginger e Fred", 1986, diretto da Federico Fellini


Nel 1989 quasi settantenne decide di tornare a vivere a Santarcangelo di Romagna e successivamente a Pennabilli, nella Val Marecchia, nella casa che chiamerà la Casa dei mandorli, proprio perché circondata da piante di mandorli che a primavera l’avvolgono come soffici nuvole.

Così racconta del suo ritorno in Romagna.


La casa dei mandorli, ultima residenza di Tonino Guerra (dal sito Associazione culturale Tonino Guerra)


“Avevo settant’anni, avevo voglia di riflettere sulle mie cose, la pittura, la natura, la poesia e ho pensato di trasferirmi a Pennabilli per cominciare e per ricominciare”.

Proprio intrecciando meravigliosamente questi tre aspetti del suo pensiero, Tonino Guerra ha realizzato un museo diffuso nella natura, a cielo aperto, che ha voluto chiamare Il Museo dei luoghi dell’anima, dove la sua poetica, il suo amore per l’arte e la natura, offrono oggi ai visitatori un percorso narrativo emozionante e commovente.

Pennabilli, "La strada delle meridiane" (dalla pagina Fb I luoghi dell'anima)

“I giardini non sono soltanto fiori, i giardini sono anche pensieri”. La prima tappa è La strada delle Meridiane, un cammino dove si incontrano sei meridiane sulle facciate di palazzi storici, che scandiscono il tempo di diverse epoche della storia.

"L'angelo con i baffi" (dalla pagina Fb I luoghi dell'anima)

Un incontro inaspettato nella piccola Cappella dei Cauti è l’opera L’angelo con i baffi, tratta da un racconto di Tonino Guerra. “C’era un angelo coi baffi che non era capace di far niente e invece di volare attorno al Signore veniva giù in Valmarecchia dentro la casa di un cacciatore che teneva gli uccelli impagliati in piedi sul pavimento di un camerone”.


"Il santuario dei pensieri" (cr. Bultro Wikimedia commons)


Si arriva poi a Il Santuario dei pensieri, dove si viene accolti da sette sculture e di fronte una panchina che invita alla meditazione, favorita dalla bellezza e dal silenzio del luogo, dove meglio si rivela la spiritualità di Tonino Guerra.


Casette per uccelli nell'Orto dei frutti dimenticati (cr. Bultro Wikimedia commons)


Uno dei luoghi più suggestivi del percorso è L’orto dei frutti dimenticati, definito da Tonino “Museo del gusto e dei sapori, per non dimenticare il gusto di quelle piante che stavano addosso alle case dei contadini e che oggi sono scomparse”, che ospita diverse specie di frutti dimenticati, come la pera cotogna, la corniola, il giuggiolo, l’uva spina, la ciliegia cuccarina, il biricoccolo, solo per ricordarne alcune.

La Meridiana dell'incontro (foto da Tripadvisor)

Qui si può trovare anche la scultura La meridiana dell’incontro, che rappresenta due colombi la cui ombra riflessa sulla pietra fa apparire i profili di Federico Fellini e Giulietta Masina. Si arriva poi a Il rifugio delle Madonne abbandonate, una serie di immagini della Madonna in terracotta dipinte da diversi artisti, anticamente poste all’incrocio delle strade di campagna e che Tonino immagina si siano rifugiate in questo luogo sicuro per sfuggire all’incuria dell’uomo.


La Madonna del rettangolo di neve (dalla pagina Fb I luoghi dell'anima)


Completano il percorso Il giardino pietrificato, sette tappeti di ceramica dedicati a figure che in passato hanno vissuto questi luoghi, tra i quali Giotto, Dante e Ezra Pound e La Madonna del rettangolo di neve, che vuole ricordare la tradizione popolare del noto miracolo della neve, rappresentato all’interno della chiesetta, con il portale realizzato da Tonino Guerra, da un’opera della ceramista Muky. “Bisogna creare luoghi dove fermare la nostra fretta e aspettare la nostra anima”.

Marcello Mastroianni e Federico Fellini (dalla pagina Fb Giacomo Giorgio) 

Altri giardini di Tonino Guerra si trovano in diverse località della Romagna, a Riccione, Cervia, Sant’Agata Feltria, Santarcangelo, Cesenatico e a Rimini si trova la sua ultima opera, Il Bosco dei nomi, una installazione tra arte e natura nei pressi del restaurato Castel Sismondo, dove è stato realizzato il Fellini Museum, in cui sono ospitati “fiori di pietra” con incisi i nomi di grandi registi e amici di Tonino Guerra, come Mastroianni, Fellini, Tarkovskij, Antonioni, Angelopoulos.


Particolare del manifesto della versione tedesca di "Nostalghia" di Tarkovskij 


Ha inoltre creato tre grandi lanterne magiche dedicate allo scrittore russo Lev Tolstoj, un omaggio al suo forte legame con la cultura russa, nato nel 1975 con il matrimonio con Lora Kreindlina e proseguito per tutta la vita con artisti e intellettuali progressisti di quel paese. Il film Nostalghia di Tarkovskij sceneggiato da Guerra, evidenzia il difficile rapporto tra intellettuali russi e la loro patria. Era solito dire “secondo mia moglie io sono russo”.

Leggi anche Tonino Guerra, poeta delle cose minime

Riproduzione riservata