Tutte le false notizie sul mangiare corretto

Tutte le false notizie sul mangiare corretto

Frans Snyders, "Natura morta con tavola imbandita" (Wikimedia commons)

Fra leggende metropolitane e tradizioni sbagliate

L’interesse pubblico generale per tutto ciò che riguarda cibo, salute e dieta è in aumento costante. Negli ultimi 40 anni, le abitudini alimentari degli italiani sono molto cambiate, con l’arrivo di cibi di ogni genere e da ogni luogo del pianeta. La massiccia informazione pubblicitaria operata dal marketing sulla rete, i giornali e alla Tv si è sovrapposta a tradizioni consolidate, a diverse credenze popolari e a nuovi, talvolta falsi, miti alimentari e dietetici. Più se ne parla, più le bufale acquisiscono una veridicità del tutto infondata.

Gli esempi sono numerosi, per cui mi limito a segnalare alcuni tra i più diffusi.

“Ho eliminato il glutine perché mi gonfia”


Vetrina di un negozio di alimenti senza glutine (cr. Marsilar Wikimedia commons)

Scoprirsi all’improvviso allergici o intolleranti al glutine sembra ormai una moda più che una vera patologia, favorita dall’industria alimentare secondo strategie commerciali. Sugli scaffali dei supermercati si trovano sempre più spesso prodotti senza glutine o gluten free. In mancanza di una diagnosi certa di celiachia, però, non è necessario eliminare il glutine, anche perché gli alimenti senza sono più ricchi di grassi e di additivi, e si rischia di eliminare tutti i carboidrati.

“Cerco sempre le etichette con: Non contiene olio di palma o palm free”


Venditore di olio di palma (cr. Myra vah Wikimedia commons) 

La sua nocività, legata al contenuto elevato di acidi grassi saturi, è stata forse troppo enfatizzata per cui ha oscurato, in qualche modo, la nocività di altri alimenti, trasmettendo il concetto che fossero buoni solo quelli senza olio di palma. L’olio di cocco ha sostituito il palma ma è simile, molti cibi ultra processati contengono grassi idrogenati, i peggiori, e gli alimenti come il burro, le carni rosse, i salumi, i formaggi grassi sono altrettanto dannosi, se consumati quotidianamente.

Spendo due parole a favore del burro: va certamente limitato ma non andrebbe demonizzato, se non altro perché contiene anche acidi grassi a catena corta che favoriscono la salute delle cellule intestinali.

"Mangiare l’ananas a fine pasto aiuta a bruciare i grassi”

Ananas in corso di maturazione (cr. Nina R. Wikimedia commons) 

È un mito da sfatare. Ha proprietà benefiche per le vitamine e i sali minerali che contiene, ma non quella di sciogliere il grasso. L’equivoco forse deriva dalla presenza della bromelina che ha una modesta capacità di digerire le proteine e assorbire lievi edemi venosi degli arti inferiori. Purtroppo la bromelina è contenuta soprattutto nel gambo che solitamente si scarta, perché molto fibroso e poco digeribile.

“Uso lo zucchero di canna perché ha meno calorie dello zucchero bianco”


Canne da zucchero sulla bicicletta (cr. P. Hamilton Wikimedia commons)

Falso. Hanno lo stesso potere calorico. Il colore bruno dipende dalla presenza di melassa, che conferisce un sapore diverso. Semmai usiamo zucchero grezzo perché conserva, rispetto al bianco, vitamine, sali minerali ed enzimi, non perché meno calorico.

“Non mangiare carboidrati alla sera aiuta a dimagrire”


Una ciotola di spaghetti in bianco (cr. Tish Madesh Wikimedia commons)

Un altro falso mito, l’orario non conta. Si possono mangiare se inseriti in una dieta equilibrata, anche dimagrante, purché l’introito calorico giornaliero sia inferiore al consumo calorico. Aggiungo che carboidrati complessi, come riso e pasta integrale, avena, farro, migliorano la qualità del sonno poiché contengono triptofano, un aminoacido che stimola la produzione di serotonina.

“Meglio mangiare la frutta lontano dai pasti”


Banco di frutta fresca (cr. Amorgosfan Wikimedia commons)

Si può consumare indifferentemente lontano o subito dopo il pasto. Addirittura, è preferibile a fine pasto perché gli acidi organici presenti (citrico e malico) aiutano la digestione e perché le fibre evitano picchi di glicemia e di insulina troppo elevati. Non è la stessa cosa il succo di frutta, perché costituito prevalentemente da zucchero (fruttosio) e acqua. Ricordo che la banana non è il frutto più ricco di potassio; kiwi, avocado e ribes ne contengono di più.

“Le patate vanno mangiate appena cotte, altrimenti diventano tossiche”


Venditore di patate (cr. Adam Jones Wikimedia commons) 

Affermare che le patate devono essere mangiate appena cotte è una bufala. Anche se le patate, quando sono conservate da cotte, assumono un colore grigio-scuro, non diventano tossiche e non cambiano né il gusto né le proprietà nutrizionali. Il colore cambia perché alcune sostanze delle patate, quando sono a contatto con l’aria o la luce, si ossidano. Quindi è possibile conservare in frigorifero le patate cotte che possono essere consumate anche non subito dopo la cottura.

“Le carote fanno abbronzare”


Anziano con le carote acquistate (cr. Bryan Ledgard Wikimedia commons)

La carota, se assunta in quantità normali, protegge la pelle dai raggi UV, rinforza il sistema immunitario e la vista, ma non fa abbronzare. Il betacarotene, precursore della Vitamina A, contenuto in questo ortaggio, come nella zucca e nel melone, è infatti considerato da molti un abbronzante naturale. In realtà non è così: consumare molte carote non aiuta a stimolare la produzione di melanina, la sostanza che favorisce l’abbronzatura. La verità è che se mangiate in grandi quantità, le carote e la zucca possono conferire alla pelle un colorito arancione, che assomiglia più ad un ittero che ad una abbronzatura.

Concludo con una esortazione sintetica: “Le mode lasciamole agli stilisti”.

Leggi anche Alimenti, meglio guardare le etichette
Leggi anche La fabbrica della carne
Leggi anche Animali macchine da carne
Leggi anche Cibi industriali, la trappola del piacere

Riproduzione riservata