Cibi da conservare, i rischi delle confezioni

Cibi da conservare, i rischi delle confezioni

Negozio di utensili per la casa, la plastica appare ovunque (cr. Justin McIntosh)

Le regole per evitare gli sprechi proteggendo se stessi  

Si conclude con questo articolo la serie di servizi del dottor Tiziano Ferretti sulla corretta alimentazione e sul modo di rapportarsi al cibo.

Gli involucri e i contenitori a contatto con alimenti e bevande (identificati con la sigla MOCA) possono essere fonte di contaminazione chimica? Pare proprio di sì, perché sono pochi quelli totalmente inerti. Alcune sostanze chimiche, in essi presenti, possono trasferire molecole pericolose per la salute, soprattutto dei bambini e degli embrioni durante la gravidanza. E, a volte, possono comportare anche modifiche organolettiche degli stessi alimenti in essi contenuti.


Un vassoio di cibi preconfezionati (cr. Acabashi Wikimedia commons)

Parliamo di materiali da imballaggio, di contenitori vari come buste, bottiglie di plastica, pellicole, sacchetti, carta per asciugare o per cucina, piatti, posate, tegami, e i materiali utilizzati per cucinare. Per questo motivo i MOCA sono disciplinati da norme generali e da disposizioni specifiche, europee e nazionali; la legislazione in merito prevede limiti massimi non superabili di contaminazione per le materie plastiche e non, a contatto con cibi e bevande. 

Il simbolo

Un oggetto, per essere catalogabile tra i MOCA, cioè tra i materiali che possono stare a contatto con gli alimenti, deve riportare un’etichetta con il simbolo “forchetta-bicchiere”, a garanzia di un minimo di sicurezza.


Un curioso portabanane in plastica (cr. Gmhofmann Wikimedia commons)

Oppure deve avere un’etichetta con specifiche istruzioni d’uso che garantiscano un impiego sufficientemente sicuro: la temperatura massima utilizzabile, l’indicazione di non associarvi alcune tipologie di alimenti come cibi grassi e riscaldabili (lasagne, cannelloni o sughi), oppure acidi (pomodoro, succo di limone), eccetera.

Le plastiche

Possono trasferire agli alimenti due tipi di sostanze:

- Additivi, come i plastificanti aggiunti alla plastica per aumentarne la flessibilità o la resistenza; tra questi annoveriamo gli Ftalati, che sono considerati in Medicina degli interferenti endocrini capaci di alterare l’equilibrio ormonale di un organismo e avere effetti negativi sulla riproduzione umana e lo sviluppo del feto. Ovviamente non provengono solo da MOCA. Sono considerati una delle cause della crescente infertilità maschile e, quindi, della denatalità.


Bottiglia di plastica in un cassonetto (cr. Shixart1985 Wikimedia commons)

- Residui presenti nel materiale finito, come il Bisfenolo A utilizzato per produrre un tipo di plastica più rigida e trasparente.

Le pellicole per alimenti devono essere certificate come MOCA ma, se costituite da PVC, non devono entrare in contatto a lungo con cibi grassi (salumi, burro, formaggi), mentre PE o PET, quasi prive di plastificanti nocivi, costituenti ad esempio le bottiglie per l’acqua minerale, non dovrebbero contenere alimenti acidi (carni rosse lavorate, pesce, latticini, zucchero, caffè, tè). È consigliabile evitare la vicinanza a fonti di calore e l’esposizione al sole.

Alimenti avvolti nella pellicola (cr. Sgroey Wikimedia commons)

La pellicola “2 in 1/Microonde” è progettata per resistere anche alle temperature del microonde. I film estensibili per alimenti, più resistenti, sono utilizzati nei supermercati per confezionare ad esempio vaschette di carne o verdura fresca, ma non sono adatti al microonde. Piatti in plastica (per bambini): meglio usare quelli non lucidi e poco decorati, più resistenti al calore e adatti anche al microonde.

Carte e cartone

Gli imballaggi e i contenitori di carta e cartone da asporto per pizza, carta per sandwich, vaschette per patatine fritte o per bocconcini di pollo o chips di verdure, se vengono a contatto con alimenti umidi o unti e ricchi di grassi, possono rilasciare sostanze chimiche, per cui è necessario che siano realizzati con cellulosa vergine (dovrebbe essere riportato in etichetta). Quelli stampati e impregnati di sostanze anti grasso o anti umido sono più problematici. È sempre meglio, nel dubbio, evitare di riscaldare in forno la pizza nel suo contenitore, perché ad alte temperature è più probabile il rilascio di sostanze.


Hong Kong, rimozione di cartoni da imballaggi (cr. Peachyeung316 Wikimedia commons)

Per quanto riguarda la carta da cucina, meglio controllare in etichetta quale sia l’uso più appropriato: se per asciugare e assorbire oppure per essere destinata anche al contatto con alimenti (ad esempio: fritti o cibi da scaldare in microonde).

Alluminio



Un burrito avvolto nella stagnola (cr. JIP Wikimedia commons)

L’alluminio può contaminare in particolare alimenti liquidi e caldi, ad esempio durante la cottura di brodi, mentre è più sicura la bobina di alluminio (la vecchia carta stagnola) per incartare, ad esempio un panino. Meglio evitare di conservare per più giorni cibi acidi (pomodoro, succo di limone) o salati, in vaschette di alluminio. Preferire tegami in alluminio anodizzato, meno usurabile.

Acciaio inox


Il marchio inox di una pentola (cr. Matti Blume Wikimedia commons)

Non ci sono rischi importanti di cessione di nichel, cromo o manganese purché i materiali siano privi di difetti visibili come puntini color ruggine o graffi visibili su stoviglie o pentole.

Pentole antiaderenti


Una padella antiaderente (cr. Diamond Wikimedia commons)

Possono rappresentare un rischio se deteriorate o esposte, a lungo e di frequente, a temperature elevate (da 260°C a 350°C) oppure se vengono preriscaldate da vuote. Meglio quelle più spesse e pesanti perché si riscaldano meno velocemente.

Bio o eco



Piatti e posate biologici (dalla pagina Fb Stop plastic)

Non sempre sono i più sicuri perché, anche se a base di cellulosa, possono essere stati trattati con materiali impregnati di fluoropolimeri, come i piatti di carta impermeabilizzati. Anche i piatti bio di bamboo possono essere stati legati con resine.

Vetro



Composizione di bottiglie colorate (cr. Ted Eytan Wikimedia commons)

È il materiale più sicuro per conservare e cucinare alimenti. Si consiglia solo di sostituire il coperchio dei barattoli di vetro adatti alla sterilizzazione, dopo ogni procedura, perché la guarnizione interna è plastificata e deve essere considerata monouso.

Riassumendo

Leggiamo le etichette degli utensili e dei materiali per la cucina, verificando la presenza del simbolo forchetta-bicchiere, e attenendoci alle indicazioni del produttore.
Non riscaldiamo la pizza, o altri cibi, nei contenitori di cartone.
Non riscaldiamo gli alimenti al microonde in contenitori di plastica non specificamente destinati allo scopo (segnalato in etichetta).


Contenitori per la pizza (cr. M. Rulsch Wikimedia commons)

Non conserviamo cibi avvolgendoli nella carta adatta solo per asciugare.
Non utilizziamo utensili deteriorati o padelle antiaderenti con superficie usurata.
Evitiamo che i cibi caldi entrino in contatto con pellicole di plastica, se non indicate anche a quell’uso. Diamo la preferenza al vetro e all’acciaio inox.

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